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Federico Romano, un ragazzone di quasi 2 metri di statura, imponente, ma che si è fatto tutto da solo, amante dell’arte e capace nell’organizzare eventi.

001 il direttore artistico Federico RomanoTi sei occupato di questa nuova manifestazione che si chiama “art mater art”. L’idea come è nata?

“Mater mater art”, è nata dalla passione per l’arte e dalla passione per l’organizzazione di eventi. Mi sono confrontato con Vita Malvaso, artista Materana, poliedrica, non solo pittrice, ma anche regista teatrale. Lei, aveva organizzato una mostra l’anno scorso, sempre nella location dove poi ho organizzato l’evento. Avevo visto le fotografie di quella mostra e, “guarda Federico, è stata bellissima, stupenda, perché non facciamo una mostra insieme”? Sono disposto, ma non deve essere solo una mostra, ma un evento. Con tutto rispetto per le piccole realtà, Matera non è un paesino, o una piccola realtà, deve essere strutturato, costruito, progettato e realizzato, come fosse un evento di Roma, di Venezia, di Milano, come è giusto che sia. Quindi, l’idea di fare una raccolta di sei personali, non una collettiva, dove ogni artista presenta solo 5 o 6 opere, ma sei artisti, con una personale, ovvero con la presenza di 20/25 per ogni artista. La location è stupenda, il palazzo ducale Malvini Malvezzi, proprio in piazza duomo, centro nevralgico della parte architettonica di Matera, con il passaggio di turisti, e della popolazione del posto. Il nome “mater mater art”, e nato giocando su quello che sono le origini del nome Matera, preso come mater, come dire madre, grembo materno, quindi creatrice di vita. La seconda mater, è l’abbreviazione   di materia. I bizantini, venendo dalla, parte est, dalle Puglie, vedevano la parte del sasso, ovvero, la parte di Matera  non costruita, quella rocciosa definendola “materia”, come agglomerato di materia. Alle due mater, ho messo vicino la parola art…

…ed è nato quel piccolo marchio, che mi sembra abbastanza azzeccato…

…Si suona un po’ ridondante…

L’ho definita “mater mater art 1° edizione”, ma mi hanno fatto notare, che quando si fa una prima edizione non si scrive che è la 1° edizione. Certo, questo quando si ha l’intenzione di non dare seguito, ma il mio progetto è quello di avere una seconda e poi una terza etc, etc. Già mi stanno chiedendo quando ci sarà la prossima edizione, e li rassicuro dicendo che si sta già progettando. Desidero chiarire che in questo evento l’arte è a tutto tondo e va dalla pittura alla scultura ed al designer, anche quello della moda.

Al di là di “mater mater art”, altri progetti?

Progetti ce ne sono tanti! Continuo a seguire le manifestazioni di Sergio Valente, sia Natale con gli alberi donati da vari personaggi della moda e non solo, ed anche l’uovo di Pasqua, con gli stessi legami a personaggi della moda e dello spettacolo. Sono due manifestazioni legate entrambe alla beneficenza, la prima cento alberi di Natale, nasce nel far creare 100 alberi, più o meno, da stilisti famosi o da celebrity, che realizzano e reinterpretano l’albero, con le loro tecniche, con i loro tessuti, nella grafica. Queste creazioni vengono donate all’associazione Sergio Valente, ed il ricavato dalla vendita degli alberi, va dato ogni anno, ad una associazione diversa. Uguale  metodo, per l’uovo di Pasqua, ove sono coinvolte 40 opere, chiaramente il tema è l’uovo di Pasqua, reinterpretato nelle forme più svariate. Anche per questa manifestazione, il ricavato va ad un ente o una associazione benefica, ma sempre diversa. Si cerca di aiutare quelle che sono piccole realtà, oppure grossi enti di ricerca

Solo questo o c’è dell’altro? Progetti che tu pensi di poter sviluppare in futuro?

A parte il “mater mater art 2”, sono aperto a qualsiasi proposte di eventi, qui a Roma, o a Napoli, o comunque in ogni parte d’Italia. Devo precisare che il mio lavoro principale è completamente diverso, o quasi, ed è il direttore di un ristorante. Ma L’organizzatore di eventi sta prendendo sempre più spazio e spero un giorno di potermi dedicare solo a questo. La mia esperienza deriva dall’aver fatto animazione nei villaggi, organizzando all’interno eventi di animazione e spettacolo.

Ma Federico chi è?

Sto ancora cercando di capire! Intanto sono, come segno zodiacale gemelli e come se non bastasse anche ascendente gemelli. Praticamente siamo almeno in 4, ed ognuno diverso dall’altro, ed ognuno deve cercare di accordarsi, o prevalere sull’altro. Lentamente sto scoprendo i 4 diversi Federico, quello che più prevale è il Federico dotato della parte artistica e poi il Federico organizzatore.

Quanto sei legato alla tua terra natia?

Tanto! Quella che è stata la soddisfazione di questo evento, non è la copertura mediatica, stampa e televisioni, come i vari patrocini, ma il vedere  il proprio figlio, perché un progetto è come un figlio, avverarsi con successo. Comunque la soddisfazione maggiore è avere i miei genitori in prima fila, insieme a mio fratello. Sono molto legato alla mia terra d’origine, ma ci torno poco.

La Lucania, ovvero la Basilicata, è una terra che secondo me, è stata dimenticata un po’ da gli uomini ed un po’ da Dio…

…non per niente Carlo Levi scrisse Cristo si è fermato ad a Eboli.

Perché secondo te è una terra…

…secondo me dipende dai lucani, che hanno un pregio, che diventa in questo caso, un difetto che è l’umiltà. L’attaccamento forte alla terra, ma l’unità nel non credere in sé stessi, nel non fare una buona pubblicità, sono i motivi. Sono pieni di valori, e per certi versi, sono così gelosi della propria terra, che possono sembrare un po’ chiusi o poco espansivi, rispetto a quello che hanno la Campania da un lato, la Puglia dall’altro, che sono due regioni attivissime.

Cosa pensi di fare domani?

Domani spero di alzarmi felice, sodisfatto e innanzi tutto sereno, e con la coscienza pulita. Tengo molto alle persone con le quali collaboro, gli artisti, e tutte le persone con le quali mi interfaccio. Ma il lavoro di domani, è mettere d’accordo i 4 Federico. Lavorare perché il secondo lavoro, per ora una passione, diventi un primo lavoro, il lavoro principale che amo.

 Che mi dici della tua età giovanile?

Sono andato via di casa a 18 anni. Mi sono trasferito da Matera a Napoli per gli studi di architettura, studi lunghi e costosi. Non faccio l’ipocrita, ho interrotto, per mancanza di volontà, ma ho sempre cercato di mantenermi agli studi da solo. I miei hanno sempre cercato di aiutarmi, ma avendo scelto di essere fuori di casa, ho cercato di essere il più possibile autonomo. Ho iniziato questo dualismo e l’estate animatore nei villaggi, poi capo villaggio, e l’inverno responsabile di ristoranti, di locali etc. Poi pian piano nel corso degli anni è andato avanti il lavoro nei ristoranti procedendo la carriera. Facendo tutte le fasi, fino a diventare il direttore.

Qual è la tua storia passata?

 Sono di origini materane, come detto sopra, famosa come la città dei sassi e la mia famiglia risiede ancora li. A18 anni mi trasferisco a Napoli per intraprendere gli studi di architettura. Verso la fine degli anni ’90, inizio la mia collaborazione con una prestigiosa agenzia di organizzazione di eventi partenopea, e dopo poco divento il direttore artistico. Riconosco di aver spaziato molto, sia nel mondo dello spettacolo che della moda. Ho fatto l’attore, il conduttore, il presentatore, e chiaramente il direttore artistico. Come vedi sono poliedrico, forse dipende dai miei 4 Federico che albergano in me. Ad un certo punto sento il bisogno di lasciare Napoli e mi trasferisco a Roma, credo che fosse il 2006.Il mio trasferimento è per dirigere, cosa che faccio ancora, gli eventi benefici di Sergio Valente: “Il Natale dei 100 alberi d’autore”, ormai alla xxv edizione e “l’Arte nell’uovo di Pasqua” che è ormai alla xvi edizione. Ed ora sono con la mia creatura, “Mater Mater Art” che si appresta alla seconda edizione.

Cosa si può augurare a Federico Romano se non “ Ad Maiora”

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

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