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Oggi a Taviano, cittadina del Salento, una volta famosa come la “città dei fiori”, si celebra l’infiorata, una tradizione tutta italiana anche se poi vi sono delle infiorate fatte all’estero.

sinopiaMa come nasce questa tradizione, di decorare le strade con disegni, con i colori utilizzando petali dei fiori per il coloreL'infioratain toto “Infiorata”, antica tradizione italiana. Non c’è che dire, è proprio tutta nostrana, sfavillante nei suoi colori, e – soprattutto – nei suoi profumi. E’ l’Italia delle vecchie, antiche tradizioni popolari, unite a una fede genuina e calda, quella tramandata dai nostri nonni, che rivive salda non solo nella nostra memoria, ma è cultura viva che si rinnova di anno in anno. La cosiddetta “Infiorata”, rappresenta una delle manifestazioni più conosciute dai fedeli e dai turisti che visitano il nostro Paese. Tappeti di fiori, realizzati da mane certosine, in occasione della festività del Corpus Domini, abbelliscono i sagrati di molte chiese, più o menoimportanti. Questi prati creati “ad hoc”, pronti a essere disfatti al passaggio delle processioni per la festa del Corpus Domini, hanno radici antiche.

Quando Benedetto Drei morì, ne prese il testimone il grande artista ed architetto Gian Lorenzo Bernini, autore del famoso colonnato di Piazza San Pietro, nonché fautore delle grandiose Feste Barocche che riportarono a Roma una parte dei fasti dell’antico impero. Bernini fece dell’Infiorata una delle più famose tradizioni italiane, poi copiata in tutto il mondo.

Storicamente, l'infiorata è una festa strettamente collegata alla celebrazione cristiana del Corpus Domini. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando in occasione della Processione del SS. Sacramento "si spargevano alla rinfusa dei fiori a piene mani".

Da oltre due secoli, si tiene nel mese di giugno l’Infiorata, immenso tappeto floreale che si estende, articolandosi in vari quadri. Per la realizzazione dei quadri, disegnati sul selciato, occorrono, oltre alle essenze vegetali, almeno 350.000 fiori. I singoli petali vengono utilizzati dagli infioratori, come i colori di una tavolozza dai pittori: il giallo della ginestra, l’azzurro della torrena, il rosso dei garofani, il verde del bosso e del finocchio selvatico. La manifestazione si articola in vari fasi: l’ideazione e la preparazione del bozzetto, la raccolta dei fiori e delle essenze vegetali, lo "spelluccamento" – separazione dei petali dalla corolla e loro conservazione nelle particolare dellinfioratagrotte del Comune, o in posti idonei all’essicamento conservando il colore, i disegni a terra (il sabato sera), la posa in opera dei petali (la domenicaparte finale dellinfiorata mattina), nel caso di Taviano la posa dei petali è stata fatta durante la notte tra il sabato e la domenica. Il 29 giugno 1625, a Roma, nella Basilica Vaticana, per iniziativa di Benedetto Drei, Capo della Floreria Apostolica, per dare maggiore lustro alla Festa di San Pietro e Paolo, ebbe inizio la tradizione di decorare la chiesa con fiori disposti a mosaico, usanza questa che si estese in molti paesi cattolici. Un manoscritto anonimo del 1824, intitolato "Storia dell’origine dell’Infiorata", conservato nella Biblioteca Nazionale di Roma, indica nel 1782 l’anno in cui venne realizzata, in occasione dell’ottavario della Festa del Corpus Domini, in Via Sforza la prima Infiorata totale – estesa cioè su un’intera strada – su iniziativa dei fratelli Arcangelo e Nicola Leofreddi. Don Arcangelo Leofreddi ottenne dal Vescovo di Albano che almeno una delle tre processioni passasse per Via Sforza e, quando nel 1782 passò per la prima volta su questa strada il Santissimo Sacramento, invitò tutti gli abitanti della via a realizzare dei tappeti di fiori ma non, come si usava fino ad allora, di piccole dimensioni e davanti alle case, bensì tutti insieme al centro della strada. Quell’anno demarca quindi la nascita della "vera" Infiorata: tappeto di fiori dai vivaci colori che rappresenta immagini religiose alternate a motivi decorativi. Da insieme di petali sparsi alla rinfusa diviene quindi tappeto di fiori disposti in modo tale da delineare una vera e propria opera d’arte, in cui ogni petalo racconta una storia.

Pochi anni dopo, nel 1633, un altro quadro floreale venne realizzata da Stefano Speranza, uno stretto collaboratore del Bernini. Oreste Raggi informa che, morto Benedetto Drei, fu proprio Bernini a succedergli, e che "da Roma quest'arte si divulgò".

La tradizione barocca delle decorazioni floreali era stata adottata già nel XVII secolo nelle località dei Castelli romani probabilmente per gli stretti legami di questo territorio con Gian Lorenzo Bernini, il principale artefice di feste barocche. La tradizione dell'infiorata si diffuse anche fuori del Lazio, ad esempio nell'Appennino forlivese, in località come Rocca San Casciano.

parte dellinfiorataA Roma la consuetudine delle infiorate dovette scomparire alla fine del secolo XVII; nei Castelli romani continuò ancora nel XVIII secolo, come informa un manoscritto anonimo del 1824 conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e stampato solo di recente.

La prima infiorata allestita per la festività del Corpus Domini risale al 1778 (anno in cui vennero allestiti alcuni quadri floreali nella via Sforza di Genzano) oppure al 1782 (anno in cui un tappeto coprì l'intera via senza soluzione di continuo). Da allora le località in cui si allestiscono infiorate in occasione nella ricorrenza del Corpus Domini sono numerose, specialmente dell'Italia centrale (tra le più antiche quella di Genzano di Roma, giunta alla 246ª edizione). Le Infiorate si celebrano anche in occasione di altre festività religiose, come quella di Gerano che cade la prima domenica dopo il 25 aprile, nella ricorrenza della Festa della Madonna del Cuore. Celebrata con continuità dal 1742 è da annoverarsi tra le più antiche d'Italia.

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

Credits: 
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web 

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