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Storia e storie del festival di Venezia la più antica kermesse cinematografica al mondo 

La Mostra internazionale d'arte cinematografica nasce il 6 agosto del 1932.

george cloneyL'idea di una rassegna, legata al cinema, viene a Luciano De Feo direttore dell'Istituto Luce, e fu appoggiata dal conte Giuseppe Volpi di Misurata, nonno della futura produttrice cinematografica Marina Cicogna, all'epoca, direttore della Biennale di Venezia. 

Il conte, con il festival, voleva rilanciare i vecchi fasti del Lido della città lagunare.

Lo scopo iniziale della mostra, è quello di valorizzare il cinema italiano, quasi ad affermare la supremazia delle nostre pellicole sulle produzioni hollywoodiane. La mostra offre l'occasione di vedere film di vari paesi,  a volte, veri capolavori del cinema americano, sovietico, francese, mai proiettati in Italia. 

La prima edizione, era una semplice rassegna senza giuria e premi, ma dall'anno successivo, viene istituita la coppa Volpi, che premia le migliori interpretazioni sia maschili che femminili. Una specie di Oscar italiano,, che viene assegnata ancora oggi. Tra gli italiani che si sono aggiudicati la coppa, ricordo: Anna Magnani, Sophia Loren, Mastroianni, Massimo Troisi, Valeria Golino, Alba Rohrwacker, Luca Marinelli, Pierfrancesco Favino.

La prima location del festival, fu la terrazza dell'Hotel Excelsior, e il primo film trasmesso "Dr. Jekill and Mr. Hyde" di Rouben Mamoulian, e non esisteva una vera propria giuria, il pubblico presente decretava quale fosse il film migliore, senza tuttavia vincere alcun premio.

Visto il successo, l'anno successivo la manifestazione diventa competitiva, e un appuntamento fisso. 

In epoca fascista, tra i premi spiccava la coppa Mussolini, che verrà abolita con la caduta del fascismo. Il film vincitore si aggiudicava il "Gran premio internazionale" che verrà sostituito dal Leone d'oro.

Il red carpet della Mostra 2Dopo la pausa dovuta alla guerra, il festival riprende nel 46, ritrovando la propria vocazione internazionale, poco consona al regime.

In quell'anno, la kermesse torna ad occupare il palazzo del cinema, ideato nel 37 dall'architetto Luigi Quagliata, e la location ancora oggi, è la casa del festival.

Gli anni 50/60 sono quelli dei grandi divi, che sbarcano al Lido per la gioia di fans curiosi e paparazzi. Marlon Brando, Brigitte Bardot, Sophia Loren, Gina Lollobrigida e moltissimi altri. Non si contano gli attori e attrici sia italiani che internazionali che fanno la loro passerella sul tappeto rosso. 

Tra il 63 e il 65 i registi italiani si aggiudicano ben 4 leoni d'oro. 

Il 68, è l'anno della contestazione, e il festival viene accusato di essere ancora retto dallo stato di epoca fascista

 paparazzi in barcaLa conseguenza fu, che dal 69 al 79, la kermesse torna ad essere una manifestazione non competitiva, senza assegnazione di premi. Bisogna arrivare al 1980, per l'assegnazione del Leone d'oro.

Nonostante non ci fosse la gara, nel 71 viene istituito il Leone alla carriera, che fu assegnato a John Ford e Charlie Chaplin. 

Il festival di Venezia è giunto fino ai giorni nostri, con immutato successo, rappresentando un vero e proprio tempio della cultura visiva internazionale. 

Passeggiare lungo il celebre red carpet del lido, significa ripercorrere un secolo di sogni, sperimentazioni, capolavori immortali, insieme agli scandali che hanno segnato l'immaginario collettivo.

Una domanda però nasce spontanea. Ma tutti i personaggi che abbiamo visto in tv e sui social, sono veramente meritevoli di stare su quella passerella? Dalla ex starlette ormai sul viale del tramonto, alle subrettine di vecchi programmi tv, alle partecipanti ai vari reality, che ci stanno a fare lì? 

Come diceva Andy Wahrol " ognuno ha diritto a 15 minuti di notorietà" e forse questa è la risposta. 

Non so se in passato sia sempre stato così, magari c'era l'aspirante attrice, che grazie ad una "lucherinata" diventava protagonista per un giorno, ma oggi certe presenze, risultano quasi sgradevoli, al punto da rubare la scena, a quegli artisti che al lido presentano il proprio lavoro. 

Ma nel bene o nel male, il festival è anche questo, una manifestazione che ha saputo rinnovarsi costantemente, senza mai perdere il proprio fascino magnetico.

Daniele Lorenzetti 

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

Credits: 
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web 

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