Cristina Roccati, la donna che nel 700, ha osato sfidare le convenzioni, e dedicarsi alla scienza e alla sua divulgazione.
Dal 6 dicembre, a Palazzo Roncale a Rovigo, è visibile la mostra "Cristina Roccati, la donna che osò studiare fisica". È l'occasione per riscoprire una figura sulla quale è calato l'oblio, come purtroppo per molte donne per secoli. Cristina Roccati, è rimasta pressoché sconosciuta anche ai suoi concittadini, nonostante sia stata un'eccellente anche oltre confini. La sua città, Rovigo, le ha dedicato un istituto scolastico, e la via adiacente, e credo che, quasi tutti ignorano, che lei sia stata la terza donna laureata al mondo. Nel 1751, a soli 19 anni, si laureò dopo la veneziana Elena Lucrezia Cornano Piscopia, e la bolognese Laura Bassi, che fu la sua esaminatrice all'università di Bologna. La Roccati, (1732/1797) nasce in un'importante famiglia di Rovigo, successivamente caduta in disgrazia. La Roccati detiene alcuni primati: è stata la prima studentessa universitaria fuori corso, prima ed unica presidente dell' Accademia dei Concordi di Rovigo, e tra le prime donne ad occuparsi di studi scientifici, e ad insegnare fisica per ben 22 anni, ad una platea completamente maschile. Prima di iscriversi all'università, Cristina aveva intrapreso studi classici, e a soli 15 anni riceve i primi riconoscimenti per le sue poesie. Quando si iscrive all'università di Bologna, sceglie la facoltà di filosofia naturale, seguendo poi corsi di letteratura, logica, metafisica, moralità, meteorologia e astronomia. Ma poi si concentra sulla fisica e le scienze naturali. A Bologna, fu premiata per le sue poesie e i suoi sonetti, e in seguito succede anche a Firenze, Pistoia, Roma (dove si firma Aganice Aretusiana), Padova, Rovereto. Il 5 maggio 1751 si laurea in filosofia, decidendo poi di continuare gli studi presso l'università di Padova. Qui si dedica alla fisica newtoniana, al greco e all'ebraico, pur continuando a coltivare gli interessi letterari, e comporre nuovi versi. Purtroppo la rovina finanziaria della famiglia, la costringe ad abbandonare gli studi, e tornare a Rovigo, per dedicarsi all'insegnamento della fisica, all'accademia dei Concordi. Nel 1751 è eletta presidente, proprio di quell'accademia, dove tiene corsi di fisica newtoniana agli altri membri. Cristina Roccati muore nel 1797 nella sua Rovigo. A lei è stato intitolato uno dei telescopi, che verranno lanciati in orbita nell'ambito del progetto PLATO, dell'agenzia spaziale europea (ESA), la cui missione è individuare pianeti extrasolari simili alla terra, una nuova avventura per una donna che nel 700, ha dedicato la sua vita alla scienza e allo studio della natura. Conviene fare un salto a Rovigo, per scoprire di più di Cristina Roccati, la donna che osò studiare fisica.
La mostra è a Palazzo Roncale a Rovigo fino al prossimo 21 aprile
Daniele Lorenzetti