A Firenze Filippo Cogliandro inaugura la seconda edizione di
“Mangiarsi le Parole”
Con “Io chef per la mia terra” la legalità entra in cucina:
mercoledì 7 ottobre a Firenze all’Istituto Alberghiero A. Saffi
Un libro, un piatto, un bicchiere. E una storia in cui cucina, legalità, territorio e solidarietà
diventano parte dello stesso racconto.
Sarà lo chef calabrese Filippo Cogliandro, conosciuto per il suo impegno nella
ristorazione antiracket, ad inaugurare mercoledì 7 ottobre la seconda edizione di
“Mangiarsi le Parole”, la rassegna letterario-gastronomica ideata da Domenico Guarino e
prodotta da Pamela Panico per p.Dom Communication.
L’appuntamento si svolgerà presso l’Istituto Alberghiero A. Saffi, in via del Mezzetta 15 a
Firenze, nel quartiere di San Salvi.
Alle ore 17.00 Filippo Cogliandro presenterà “Io chef per la mia terra”, il libro scritto
insieme a Oreste Paliotti, dialogando con Domenico Guarino, Marco Gemelli, direttore de
Il Forchettiere, e Mimma Dardano, presidente dell’Associazione per la Legalità Il Gomitolo.
Alle ore 19.00 sarà invece il momento della degustazione, con una particolarità che
rappresenta l’essenza stessa di “Mangiarsi le Parole”: saranno gli studenti dell’Istituto Saffi
a trasformare in cucina le suggestioni nate dalla lettura del libro. Le classi quarte e quinte
hanno infatti lavorato sui testi scelti dalla rassegna per elaborare piatti capaci di tradurre
una storia, un pensiero o un’emozione attraverso il cibo.
È questa la formula che caratterizza la manifestazione: un libro, un piatto, un bicchiere.
Non una semplice presentazione letteraria e neppure uno show cooking, ma un incontro
nel quale il cibo diventa memoria, racconto e strumento per leggere la società e il territorio.
E difficilmente poteva esserci storia più adatta di quella di Filippo Cogliandro per aprire
un’edizione dedicata al rapporto tra parole, cucina e vita.
Dalla denuncia del racket alla cucina come impegno civile
Chef e patron de L’A Gourmet L’Accademia di Reggio Calabria, Cogliandro ha vissuto in
prima persona una delle scelte più difficili per un imprenditore del Sud: ribellarsi alla
’ndrangheta e denunciare il racket.
Da quella scelta è nato un percorso che negli anni ha trasformato la cucina in uno
strumento di testimonianza civile.
Vincitore del Premio Paolo Borsellino, Cogliandro ha ideato “Le Cene della Legalità®”,
progetto rivolto in particolare ai giovani e alle scuole alberghiere, per raccontare attraverso
il linguaggio della ristorazione che fare impresa rispettando le regole è possibile e che la
legalità può essere una scelta concreta di vita e di lavoro.
La sua attività professionale si è intrecciata sempre più con quella sociale: dall’attenzione
verso le persone in difficoltà ai percorsi di integrazione e formazione professionale
destinati a giovani arrivati in Italia dopo aver attraversato il Mediterraneo, fino ai progetti
sviluppati in Africa.
Tra questi il Progetto Gambia, nato inizialmente d’intervento su una scuola e cresciuto
negli anni attraverso iniziative finalizzate a creare opportunità concrete di lavoro e
autonomia.
In Gambia è stato realizzato un forno solidale, sono stati formati giovani nella produzione
del pane ed è stato avviato un percorso che punta a trasformare le risorse e le produzioni
locali in occasioni di occupazione e reddito.
È la stessa filosofia che attraversa le pagine di “Io chef per la mia terra”: fare della propria
professione non soltanto un lavoro, ma uno strumento attraverso il quale restituire
qualcosa alla comunità.
Il racconto di un’altra Calabria, il libro racconta anche una Calabria lontana dagli stereotipi.
Una terra di eccellenze, prodotti, cultura, imprenditori e persone perbene, nella quale
esistono energie capaci di costruire futuro nonostante le difficoltà del contesto sociale. La
Calabria che Filippo Cogliandro racconta è la stessa che porta ogni giorno nei suoi piatti:
una cucina profondamente legata al territorio, alle sue materie prime e alla sua memoria,
ma capace nello stesso tempo di guardare avanti.
Per Cogliandro, infatti, cucinare la propria terra significa anche assumersi la responsabilità
di raccontarla.
E Firenze diventa così un luogo nel quale questa esperienza può incontrare soprattutto i
giovani che si preparano a entrare nel mondo della ristorazione.
Il Gomitolo e la “Topolino della Legalità”
L’appuntamento è organizzato in collaborazione con Il Gomitolo, associazione presieduta
da Mimma Dardano, impegnata nella diffusione della cultura della legalità, della lotta alle
mafie e della cittadinanza attiva nelle scuole e nelle piazze di Firenze.
In occasione dell’incontro arriverà all’Istituto Saffi anche la “Topolino della Legalità”, uno
dei simboli del progetto dell’associazione per portare il messaggio antimafia direttamente
tra i cittadini e le nuove generazioni.
Proprio il rapporto con i ragazzi rappresenterà uno degli elementi centrali della giornata.
Gli studenti non saranno semplici spettatori: dopo aver incontrato la storia raccontata nel
libro saranno chiamati a darle forma, profumo e sapore, trasformando le parole in cucina.
Ed è forse questo il significato più autentico di “Mangiarsi le Parole”: dimostrare che un
libro può uscire dalle proprie pagine, diventare esperienza e generare una riflessione
capace di arrivare anche attraverso un piatto.
MERCOLEDÌ 7 OTTOBRE 2026
Istituto Alberghiero A. Saffi
Via del Mezzetta 15 – Firenze, zona San Salvi
Ore 17.00
Presentazione di “Io chef per la mia terra”
con Filippo Cogliandro, Domenico Guarino, Marco Gemelli e Mimma Dardano
Ore 19.00
Degustazione ispirata al libro e realizzata dagli studenti dell’Istituto
Alberghiero A. Saffi
Cristina Vannuzzi