Continuano le mie interviste sulle professioni, arti e mestieri, per far si che alcune realtà vengano alla luce con informazioni veritiere e di prima mano.
Lei è un'estetista di provata professionalità. Quali requisiti deve avere l'estetista?
Un aspetto curato, disponibilità all’ascolto, massima discrezione e una buona
dose di umiltà.
E' stato sempre un suo desiderio essere un'estetista?
No!
Quanto è necessario e indispensabile aggiornarsi?
È fondamentale se si vuole svolgere bene il proprio lavoro.
Le macchine aiutano o si possono non usare?
Utilizzarle oppure no è una scelta professionale guidata dalla preparazione e
dalla formazione da cui si proviene. (Scuola e corsi aziendali nella maggior
parte dei casi). Nel caso si scelga di non usarle ciò comporta uno studio
costante e a 360° gradi di tutto ciò che concerne salute e benessere.
Quali sono le scuole che lei consiglia a chi vuole intraprendere la professione di estetista?
Accademia o scuola d’arte per acquisire la conoscenza di ciò che significa
“Senso del Bello” e quindi esprimerlo in estetica applicata professionale che è
ciò di cui si occupa l’estetista. A seguire scuola Regionale per estetiste
necessaria per acquisire la qualifica di estetista e poter entrare nel mondo del
lavoro.
Non pensa che sarebbe ora che diventasse un diploma universitario?
Certo che si! Siamo in ritardo di 30 anni. Malgrado l’Italia sia l’unico paese
Europeo che può vantare una legge la 1/1990 che regolamenta e disciplina il
settore, ciò malgrado la formazione è carente dal punto di vista culturale vero
e proprio, intendendo con questo che la professione pretende una
preparazione tale per cui si sia in grado di comprendere appieno l’efficacia di
una formula cosmetica, dei suoi principi attivi, del suo dosaggio, del metodo
applicativo eccetera, tutti elementi indispensabili per attuare la scelta del
trattamento che sia il più idoneo possibile alla problematica che ci si trova a
trattare. Ma non solo, nel caso di collaborazioni interdisciplinari, per esempio,
è di assoluta necessità comprendere ed esprimersi con lo stesso linguaggio
per poter offrire il massimo dei risultati all’utenza senza il rischio di
fraintendimenti per pericolose lacune.
Come scegliere i prodotti da usare, quali sono i criteri?
. I criteri per quanto mi riguarda continuano ad essere sempre gli stessi.
Valutare la serietà aziendale, chiarezza nell’etichettatura, competenza dei
biocosmetologi che creano le varie formule. Massima attenzione ai risultati
dei test che vengono effettuati e un serio approccio oggi più che mai
necessario, alla sicurezza e alle misure che l’azienda adotta dal punto di vista
ambientale.
Cosa consiglia a chi si approccia a questa professione?
Di non sentirsi mai “arrivati”. Questa è una professione in continua e costante
evoluzione e la ricerca è sempre un passo avanti, quindi coltivare la sana
ambizione di saperne sempre di più documentandosi su più fronti. Non
rendersi schiave/i delle mode che quasi sempre deviano nel ridicolo ma
comunque conoscerle a fondo e valutare se attuarle.
Ora come ora, la professione di estetista è stata appannaggio delle donne, pensi che ci sia posto per estetisti uomini?
. In realtà non è proprio vero che sia così. I più famosi visagisti sono stati e
continuano ancora oggi ad essere uomini, così come molti massaggiatori.
Piuttosto le pari opportunità, in questo settore, come in tanti altri, sono state
sempre fraintese. Sono del parere che il genere maschile tenda sempre a
ghettizzarsi mentre il genere femminile per natura è inclusivo, infatti
cominciano ad essere sempre più numerosi i centri estetici che si avvalgono di operatori uomini. Ad esempio nel mio studio la presenza degli operatori maschili è stata più o meno sempre presente ed è bene accettarla dall’utenza sia maschile che femminile. Rimane il punto fermo della massima serietà e riservatezza, ma se si è professionisti l’utenza lo avverte immediatamente e si affida con fiducia. Il comportamento sia maschile che femminile deve essere inappuntabile per evitare qualunque genere di fraintendimenti ed equivoci.
Che differnza esiste tra estetista, visagista e truccatore?
L'estetista si occupa e cura la parte estetica, ed a volte non solo quella, di tutto il corpo, curandone ogni aspetto, dalla pulizia, esfogliazione e via di segiuto. Il visagista, si occupa solo del viso, della sua pelle, e di renderlo luminoso e pronto al trucco. Il truccatore con la sua maestria trucca il viso, correggendo eventuali inestetismi o asimmetrie del viso.
Quanto ha sacrificato della vita privata per la su professione?
Moltissimo! Non solo per ciò che riguarda la conduzione del mio centro estetico quanto piuttosto per l’impegno politico – sindacale profuso e finalizzato a favore e sostegno della categoria, fin dagli inizi della mia attività, portano anche la mia firma la legge del Gennaio 1/1990 che ha emancipato la categoria estetiste ( fino ad allora definite “affini”) da quella dei barbieri e parrucchieri; a seguire il primo contratto collettivo nazionale di lavoro della categoria; poi l’approvazione regionale per l’odontotecnica sociale consentendo di poter ottenere ausili (apparecchi dentari) a chi non avrebbe potuto ottenerle per condizioni economiche e fruire delle cure dentistiche correlate; stimolato il volontariato negli ospedali e case di cura in cui vengono effettuate le chemioterapie per insegnare ai soggetti che affrontano tali difficoltà che si può e si deve continuamente essere, con alcuni accorgimenti, belli/e affrontando con meno conflitti l’iter terapeutico. Oggi l’estetista oncologica è una realtà formativa che va sempre più affermandosi e presto sarà ufficialmente e legalmente riconosciuta, come branca specialistica dell’estetica appunto.
Organizzazione dei corsi di aggiornamento territoriali e congressi anche a carattere nazionale. Tutto questo ha ovviamente sottratto tempo e presenza alla famiglia ma ho avuto la fortuna di poter contare sul sostegno di mio Marito e sulla comprensione dei miei Figli che hanno creduto in me e condiviso il mio impegno.
Antonio Ventura Coburgo de Gnon