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Conoscere Massimo Bomba, è conoscere una persona che racchiude un mondo di interessi, che non si fermano all’hobbistica, ma che sono vere e proprie professioni. Leggendo l’intervista, potrete capire quanto sia poliedrico nell’essere un artista.

massimo bomba con sciarpaLei è un artista alquanto eclettico. I suoi interessi spaziano in varie arti. Sono cominciate tutte insieme o è stato un processo nel tempo?

Sicuramente è stato un processo nel tempo...mai avrei pensato di fare lo stilista...mai avrei pensato di scrivere...e tantomeno di astrologia. Le passioni, se così le vogliamo chiamare, si concretizzano da sole. Certamente ci deve essere una predisposizione naturale. Mi dilettavo facendo dei disegni di testa mia. Un amico stilista, che aveva frequentato l'Accademia di Moda, di Rosana Pistolese, mi consigliò di iscrivermi, e cosi cominciò il mio percorso ...

Come stilista quali sono stati i suoi esordi? E continua a creare?

Appena finita l'accademia, mi presentarono a Clara Centinaro, che era una storica firma della moda, in calendario nella settimana di Alta Moda della capitale. Questo incontro divenne un momento incredibile per me, che mi permise di conoscere un mondo, dove non solo si disegnava e si creava, ma era necessario possedere grandi capacità di comunicazione, con i media e le persone. Un periodo nel quale appresi a muovermi in questo ambiente...per niente facile.

Quale sono le sue fonti d’ispirazione e le donne alle quali si rivolge?

In Accademia, è stata sicuramente la storia dell'arte e del costume, che mi colpì maggiormente, e i costumi più originali di tutte le epoche. La mia tesi fu impostata sul settecento, forse, una delle epoche più emblematiche, per i costumi e le acconciature, che erano folli ed esagerate, quasi a presagire un gran finale di tutto un periodo...come un simbolo...le famose acconciature di Maria Antonietta, hanno affascinato gli stilisti e i disegnatori di tutti i tempi.

Cosa pensa dell’attuale moda?

A mio avviso, la moda attuale, riflette la crisi profonda che stiamo vivendo. Certo è, che un mondo è finito, la creatività artigianale è stata sostituita, da una folle e spesso mostruosa esposizione mediatica, sui social, dove un’immagine è più importante di un abito o di un prodotto. Dura un attimo...il tempo di un post...e poi si ricomincia. Mi sembra un sistema vuoto e folle, che non mi interessa.

Perché l’alta moda a Roma è quasi scomparsa?

massimo Bomba con targa premioForse è proprio per questo che l 'Alta Moda è scomparsa da Roma, oltre ovviamente, agli interessi economici che si muovono dietro a qualunque cosa, e la miopia di tanti politici, che non se ne sono saputi occupare. Quando certi personaggi hanno lasciato Roma, per Parigi, questo è stato il colpo di grazia!

La sua passione per la pittura deriva da un suo DNA, o da studi fatti in accademia?

La mia passione per la pittura, è conseguenziale al mio percorso. Già mentre frequentavo l'Accademia, i bozzetti più belli e lavorati, li ho trasformati in veri e propri quadri. Poi chiaramente le cose vanno da sè. Abbiamo tanti semi dentro di noi, e appena trovano il terreno fertile, si manifestano.

A quale scuola o genere rientra la sua pittura?

Non so se ho un genere, o appartengo a una corrente, e francamente non mi interessa. Ho sempre mantenuto la mia indipendenza creativa. Ritengo che, appartenere a qualunque categoria, sia limitativo e in fondo nemmeno tanto attendibile. Si vede chiaramente la mano rapida da disegnatore, forse ho un tratto particolare, che mi distingue, almeno così credo, ed è quello che mi dicono.

Cosa ne pensa dell’arte gestuale o arte concettuale? Cerco di spiegarmi meglio. Una pala messa su un cubo, può ritenersi arte?

Arte gestuale...guardi...se ne può parlare per ore, senza capirci nulla o mettersi d’accordo sui concetti...appunto...grandi pensatori, hanno detto che tutto è arte...che la vita di ognuno di noi è arte...e possiamo anche essere d'accordo. Ma da questo, a dire che anche un mucchio di stracci è arte...si ok, può essere l'idea per far riflettere, ma poi in chiesa mi piace la pala del Veronese o di Caravaggio...francamente! Ecco questa è la pala che mi piace, quella sul cubo, molto meno.

Prima di prendere i pennelli in mano, ha già un’idea di quello che vuole rappresentare nella tela o si lascia guidare dal momento?

Tutto nella mia vita, non è mai troppo programmato. Ho capito che è meglio lasciarsi guidare dalle sensazioni del momento, cogli l'attimo, il Carpe Diem degli antichi, che ne sapevano più di noi. Siamo stati travolti e rovinati, dal pensiero razionale dell’Illuminismo, e che tante nostre capacità, più che illuminarle, le ha completamente spente!

Quale artista trova più affine al suo genere di pittura?

Mi piace Tolouse Lautrec. Il suo segno rapido, i suoi colori utilizzati dalla sua testa, aggiunto al periodo storico, che era pieno di fermenti e di vita...

E veniamo al suo interesse per i pianeti, e a come influenzano la vita delle persone. Quando le è nata questa passione?

mezzo busto di massimoLo studio dei pianeti, è stato al solito casuale.  L’istinto, che è una potenza incredibile, sepolto sotto il peso della ragione, imposta e controllata, mi ha portato ad approfondire questo argomento, che secondo me è serissimo e profondissimo, spesso venduto nei salotti con quattro stupidaggini, per fare cassa. Io non scrivo oroscopi, solo qualche amico riesce a estorcermi ipotesi di oroscopi. Cerco di far capire, quando ne scrivo o ne parlo, quanta conoscenza si celi dietro a questo argomento. E’ il mondo antico e ancestrale dei miti, che creando un algoritmo di possibili ipotesi, ci suggerisce eventuali percorsi o possibilità.

So che la luna influenza le maree e quindi l’acqua in generale del nostro pianeta. Ora chiedo: Visto che siamo fatti di acqua influenza anche il nostro corpo? E come?

Anche la Luna, uno dei simboli più misteriosi ed affascinanti dell'astrologia, è evidente che può influenzare, ben oltre la fantasia creativa dei fratelli Grimm, o di La Fontaine. Anche il nostro corpo, e soprattutto il nostro inconscio, la parte nascosta di ognuno di noi ne è influenzato.

E come se non bastasse, si occupa anche di essere un addetto stampa o PR. Mi sbaglio?

Non bastava tutto quello di cui si occupa, come mai aggiunge anche questo interesse?

Guardi, conoscendo tanta gente e scrivendo sui giornali, si diventa, anche non volendolo, un punto di riferimento, un collegamento tra le persone, che nel tempo si conoscono e si collegano tra loro. Se vivere significa essere un ufficio stampa, allora lo sono in pieno!

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini - Antonio Barattiero

 

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