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Gorni Kramer, un uomo unico, dalle tante facce, che rivive nei suoi pezzi immortali.

Gorni KramerE’ stato direttore d'orchestra, compositore, arrangiatore, musicista, polistrumentista, produttore discografico, e autore televisivo. Francesco Kramer Gorni, ma per tutti Gorni Kramer. 

Kramer, nasce nel 1913 in provincia di Mantova, e in casa la musica la fa da padrone, grazie al padre fisarmonicista. A causa di quel nome straniero, in molti hanno creduto che non fosse italiano, o che quello fosse un nome d'arte. In realtà Gorni era il cognome, e il nome Kramer, lo aveva scelto il padre, in omaggio al ciclista americano Frank Kramer, campione del mondo nel 1912. E così, invertendo semplicemente il nome di battesimo ed il cognome, Kramer Gorni diventa Gorni Kramer. Fin da piccolo, grazie al padre, che gli insegna a suonare la fisarmonica, si appassiona alla musica, e nel 1930 si diploma in contrabbasso al conservatorio di KramerMantova. Terminati gli studi, lavora come musicista in diverse orchestre da ballo. Nel 33, appena ventenne, costituisce il primo gruppo con cui suona jazz. Siamo in pieno regime fascista, e quella musica è vietata, ma Gorni Kramer, ha la possibilità di conoscere quel mood musicale, tipicamente americano, grazie ad amici orchestrali che lavoravano sui transatlantici, che facevano rotta tra l'Europa e l'America. A metà degli anni 30, Kramer si afferma anche come autore di canzoni come, ad esempio, "Crapa pelada", nata sul testo di una vecchia filastrocca milanese (anche se c'è chi ci vede una presa in giro al duce). La canzone, viene portata al successo da Alberto Rabagliati nel 36, e successivamente dal Quartetto Cetra nel 45. Altro suo successo dell'epoca è "Pippo non lo sa", legato al famoso Trio Lescano.  Nonostante il grande successo di questi due pezzi, l'EIAR, l'ente radiofonico italiano, continua ad ignorare Kramer reo di fare jazz. Durante la guerra, collabora con il cantante Natalino Otto, anche lui non amato dal regime, per il suo swing. Ed è sempre in quel periodo, che nasce una proficua collaborazione con il Quartetto Cetra. Per loro, scrive pezzi indimenticabili come "Nella vecchia fattoria", "In un palco della scala", "Donna", "Concertino". A fine guerra, e più precisamente nel 49, altro incontro fondamentale per Kramer, è quello con Garinei e Giovannini, con i quali dà vita ad un lungo sodalizio artistico. Dal loro genio nascono commedie musicali interpretate tra gli altri, da Renato Rascel, Walter Chiari, Delia Scala. I titoli? "Gran baldoria", "Attanasio cavallo vanesio", "Buonanotte Bettina", "Alvaro piuttosto corsaro", "Un paio d'ali", "Un mandarino per Teo". Le canzoni tratte da questi spettacoli, sono famose ancora oggi. "Un bacio a mezzanotte, "Non so dir ti voglio bene", "Merci beaucop", "Cheri", "Simpatica", "Soldi soldi soldi" e l'indimenticabile "Domenica è sempre domenica", che dalla commedia "Un paio d'ali", interpretata da Giovanna Ralli, diventa la sigla del celebre "Musichiere". 

Con la neonata televisione, il volto di Gorni Kramer diventa uno dei più noti del piccolo schermo. Il suo debutto avviene nel 54, accanto a Lelio Luttazzi, con "Nati per la musica". Il grande successo popolare, arriva grazie al "Musichiere", condotto da Mario Riva dal 57 al 60. Qui Kramer, partecipa con la sua orchestra, per l'occasione ribattezzata "I musichieri".

Seguono altri programmi come: "Buone vacanze", "Giardino d'inverno", "Leggerissimo", "Quelli della domenica", "La domenica è un'altra cosa". Nonostante l'indiscusso talento musicale, Kramer non fu per niente lungimirante in ben due occasioni. Secondo lui, i Beatles non erano destinati a lunghi successi, e la famosa "Volare" di Modugno, lo trovava scettico (nessuno è perfetto). Verso la metà degli anni 60, si ritira progressivamente dalle scene, continuando a lavorare in ambito musicale, come autore ed editore per la televisione. Come ospite, partecipa alla prima puntata del varietà "Milleluci", accanto a Mina e Raffaella Carrà, e nel 78, Vito Molinari, gli dedica il varietà in due puntate "Kappadue", dove il musicista ripercorre la propria carriera, affiancato da artisti come Caterina Valente, Marcello Marchesi, Quartetto Cetra, Sandra Mondaini, a lui molto cari. Nel 91, la Rai gli dedica lo spettacolo "Merci beaucop Gorni Kramer", ambientato in piazza Sordello a Mantova, con la partecipazione di una big band appositamente riunita, formata da Franco Cerri, Nicola Arigliano, Ladri di biciclette e Rossana Casale. Nonostante fama e talento, Gorni Kramer ebbe un rapporto contrastato con il festival di Sanremo. Nessuna sua canzone fu mai premiata, nonostante abbia partecipato parecchie volte come autore.  

Gorni Kramer, muore a Milano nel 95. Ci lascia un uomo unico, dalle tante facce, che rivive nei suoi pezzi immortali. 

Daniele Lorenzetti 

 

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini - Antonio Barattiero

 

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