Un giro nei centri commerciali di Roma per scoprire che non esiste una scelta. I brand sono tutti uguali!
Prima degli inizi dei saldi, per meglio dire, ancora prima delle feste natalizie, mi sono fatto un giro dei centri commerciali di Roma, compreso Valmontone e gli autolet. Disposto a comprare qualcosa per rinverdire il mio guardaroba. Ho girato fino a consumare le scarpe ma non sono riuscito a comprare nulla. Sia le grandi firme, sia i brand conosciuti che quelli estremamente commerciali, hanno tutti le identiche cose che sono differenziate solo dal prezzo, e spesso non dalla qualità. Tra nero, grigio, marroni in tutte le gamme, dal più chiaro beige al marrone deciso, sono in tutti gli store. Alternative? Colori impossibili, come i rosa dal carne al fuxia, dei verdi acidi, dei celestini, arancioni che indossati ci fanno sembrare cantonieri, e via cantando. Colori che si, sono belli, ma che pregiudicano avere molto dell’altro nell’armadio, e quello sarebbe in più, come solo sfizio. Ma cari miei produttori, gli sfizi debbono costare il giusto e non con il prezzo di qualcosa che possa essere sempre eterno negli armadi. Non si salvano neanche i brand sportivi, che se non fosse per la griffe stampata in maniera più o meno visibile, anzi più è visibile e più la gente la compra, non si distinguerebbero gli uni dagli altri. Ma dico, non solo pago il capo, a volte più di quanto vale, ma devo anche fare della pubblicità gratuita? Ma ormai se non si è in modo evidente griffato, non ci si sente qualcuno, quando poi la classe e l’eleganza non è certo sbandierare la griffe. Vogliamo cercare di ritrovare quello che in fatto di classe, moda ed eleganza il made in Italy rappresenta?
Antonio Ventura Coburgo de Gnon