corpo 10 settimanale online

Il galateo, ora chiamato bon ton, è stato ed è ancora, un argomento trainante, anche se dai giovani sconosciuto e per quasi niente seguito.

irene brin piumataIl duca Antonio Ventura Coburgo de Gnon, non è solo il corpo e l'anima di corpo10.eu, ma il suo curriculum ci racconta di un passato da stilista d'alta moda, costumista e autore televisivo, scrittore ed esperto di galateo e bon ton. In un momento storico come questo, dove le buone maniere sembrano scomparse, Antonio sul web ci regala pillole di galateo per affrontare con stile ed educazione la quotidianità. 

Il primo a parlare di saper vivere, è stato Monsignor Della Casa, già nel 1500, e negli anni a seguire molte giornaliste e scrittrici, hanno dispensato consigli di galateo, attraverso rubriche su riviste femminili e pubblicazioni varie. Le più note sono Donna Letizia cioè Colette Rosselli, Lietta Tornabuoni, Lina Sotis, Edda Lanza, Barbara Ronchi Della Rocca, e la famosa "Contessa Clara", che negli anni 50 sulle pagine de "La settimana Incom illustrata", dispensava consigli di stile, portamento, vita sociale, moda e tanto altro, diventando un vero e proprio fenomeno di costume.  Ma chi si cela dietro il nobile pseudonimo? Lei è Irene Brin, una giornalista di costume e scrittrice, viaggiatrice e mercante d'arte, donna di grande intelligenza, cultura e stile.

Il suo vero nome era Maria Vittoria Rossi, ed era nata a Genova nel 1911. Fin dagli esordi come giornalista al quotidiano "Il lavoro", nel capoluogo ligure, firma i propri pezzi con diversi pseudonimi come Mariu` e Orione. Durante il periodo di collaborazione al quotidiano genovese, viene notata da Leo Longanesi, che decide di ingaggiarla come cronista di costume, per il nuovo settimanale "Omnibus", e per lei crea quel nome che non abbandonerà più, Irene Brin. Con quel nome, la giornalista, cura una rubrica di cronache mondane, scritta con malizia e raffinatezza.

irene cion cappello tamburelloSulla fine degli anni 30, durante un ballo all'Hotel Excelsior, conosce un giovane ufficiale, Gaspero Del Corso, che 

 dopo pochissimi incontri, convolarono a nozze.  Nel 46, insieme al marito, apre una galleria d'arte in via Sistina, la "Galleria l'Obelisco di Gaspero e Maria Del Corso. La galleria ospita tantissimi pittori tra cui Morandi e Vespignani.

Negli anni 50, Irene Brin, è tra i sostenitori del marchese Giorgini, nella prima sfilata di moda italiana a Firenze. È il momento magico per la moda italiana. 

Durante un viaggio a New York, mentre passeggia per Park Avenue, indossando un cappello di Jacques Fath, e un tailleur di Alberto Fabiani, viene fermata da Diane Vreeland, la mitica direttrice di Harper's Bazaar, che le fa i complimenti per il look. Le due iniziano a parlare di Italia e di moda, e la Vreeland, le propone di collaborare con la prestigiosa rivista.

irene con cappello a righeMa Irene Brin, raggiunge una popolarità senza precedenti, quando si firma "Contessa Clara", dove sulle pagine della "Settimana Incom", tiene una seguitissima rubrica tutta dedicata al mondo femminile, dove distribuisce consigli, scrive di moda e bon ton. In pratica, Irene Brin, diventa quella che oggi verrebbe chiamata “influencer”, e se avesse un blog sarebbe seguitissimo.  Per un'intera generazione, diventa un vero e proprio punto di riferimento, consigliando alle proprie lettrici come vestirsi, cosa cucinare, come comportarsi, di cosa parlare. E proprio grazie al successo della sua rubrica, che Irene decide di pubblicare il suo "Galateo". 

La "Contessa Clara", è talmente popolare, al punto che Alberto Sordi, ne fa una spassosa parodia alla radio, (Il conte Claro) e Steno si ispira a lei per il film "Piccola posta", con un'irresistibile Franca Valeri.  

Detto tutto ciò, possiamo affermare che Irene Brin, è stata la prima fashion editor italiana, ambasciatrice del made in Italy. Come riconoscimento di tutto ciò, il 2 giugno del 55 le viene conferita l'onoreficenza, di "Cavaliere ufficiale dell'ordine al merito della Repubblica italiana".

Irene Brin muore a Bordighera nel 1969. A seguito della sua scomparsa, viene istituito un premio a suo nome, per valorizzare il talento di giovani professionisti della moda. 

Il giusto tributo a chi ha contribuito, a far diventare grande la moda italiana. 

Daniele Lorenzetti 

 

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

Credits: 
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web 

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