Al Mascagni Festival 2024 di Livorno grande successo per "Amici di Bohème" con Alessio Boni e Marcello Prayer
Sulla spettacolare Terrazza Mascagni è andato in scena il reading "Amici di Bohème": la storia della sincera amicizia che legò Pietro Mascagni e Giacomo Puccini, sin dai loro esordi. Da quando ancora molto giovani si trasferirono entrambi a Milano per poter frequentare il prestigioso Conservatorio Giuseppe Verdi. Ad interpretarli due straordinari attori: Alessio Boni e Marcello Prayer
Il racconto di una grande amicizia, quella tra Pietro Mascagni e Giacomo Puccini. Ha voluto raccontare questo il reading “Amici di Bohème”, in cui Pietro Mascagni è stato interpretato dall’attore Alessio Boni, mentre Marcello Prayer ha vestito i panni di Giacomo Puccini. Il testo, scritto dalla drammaturga Debora Pioli, ha raccontato uno spaccato di vita dei due grandi compositori. I loro inizi non sempre facili, la separazione dolorosa dalle loro città d’origine, dai luoghi cari, dalle famiglie, in particolare dalle loro madri. Per Mascagni da mamma Emilia, morta qualche anno prima, e Puccini anche lui molto legato alla figura di mamma Albina che tanto si prodigò nella sua amata Lucca per trovare i fondi con cui mantenere i costosi studi del figlio a Milano. E poi il successo travolgente che raggiunse sia Giacomo che Pietro, catapultandoli in un mondo che spesso avevano solo potuto sognare. E quella loro amicizia, costruita su un affetto vero e sincero, che rimase così fino alla fine, dove nessuno dei due aveva mai provato invidia per i successi dell’altro ma anzi incoraggiandosi a vicenda e gioendo per i traguardi faticosamente raggiunti.
“L’amicizia è un’alta forma d’amore – spiega l’attore Alessio Boni – È un sentimento molto forte ed esigente, la vera amicizia è quando si è felici dei successi dell’altra persona. Infatti siamo tutti bravi a consolare nei momenti bui che si possono attraversare nella vita, ma gioire per i trionfi del tuo amico, questa è la vera amicizia, e quella tra Pietro e Giacomo era un vero e forte sentimento d’amore sincero”.
“L’amicizia produce un nuovo linguaggio e nuovi paesaggi – sottolinea l’attore Marcello Prayer – e in questo caso ha prodotto quell’amore tra due amici che hanno lasciato un segno importante nella nostra contemporaneità”.
Il reading nasce da un’idea di Elena Marazzita, al pianoforte il virtuoso maestro Massimo Salotti, mentre la soprano Daria Masiero ha incantato il pubblico con alcune arie tratte dalle opere più celebri dei due compositori. La regia è stata di Marco Voleri.
“Fare incontrare ogni anno Pietro Mascagni con un personaggio importante che in qualche modo ha attraversato la sua vita - ha spiegato Marco Voleri, regista del reading e direttore artistico del Mascagni Festival - è stata per me una scelta doverosa. Sono convinto che anche questo aspetto artistico è fondamentale per il nostro Festival perché, i reading raccontano quel percorso umano e musicale del grande compositore labronico, che poi ritroviamo nelle sue immortali opere”.
La storia
Nel cuore della fervente Italia musicale del XIX secolo, due giovani talenti, Pietro Mascagni e Giacomo Puccini, si incontrarono al conservatorio, dando vita a un'amicizia che avrebbe segnato la storia della musica italiana. Nell’anno delle celebrazioni pucciniane questo reading esplora il legame profondo tra Pietro Mascagni e Giacomo Puccini, dalle umili origini al successo mondiale, svelando al pubblico la loro poetica, le vite personali, le vittorie e le sfide che hanno caratterizzato le loro carriere. Pietro e Giacomo erano stati anche loro, come i protagonisti dell’opera più celebre di Puccini, “amici di Bohème”, due giovani artisti con tanta voglia di fare musica e la loro bohème la vissero a Milano. Qui tra i due nacque una salda e fraterna amicizia. I giovani musicisti, allievi prediletti del maestro Ponchielli, entrambi in precarie condizioni economiche, divisero per un lungo periodo la stessa camera in un modesto appartamento all'ultimo piano. Divisero i pasti, le ore di studio, insieme comprano gli spartiti di Wagner e Boito per poterli studiare. Fu Pietro ad organizzare per Giacomo una colletta per mandare in scena, nel 1884, l’opera Le Villi, prima composizione operistica che nessun impresario voleva rappresentare, fu Pietro che rimase dietro le quinte per tutta la rappresentazione per essere tra i primi ad abbracciare l’amico alla fine. Così nel 1890 dopo la prima di Cavalleria il primo telegramma di congratulazioni ricevuto da Pietro fu quello dell'amico Giacomo. Quei tempi rimasero sempre vivi nella memoria di Mascagni, anche una volta conquistata la celebrità. Sua la disperata lettera del 27 novembre 1924 in cui scrive da Vienna ad Adriano Belli giornalista musicologo per la morte dell'amico Giacomo.
Nel 1930, con Forzano, sarà Mascagni a inaugurare il Festival Pucciniano a Torre del Lago dirigendo la Boheme in onore dell'amico. Questo reading celebra questa straordinaria amicizia sottolineando la forza di un legame che ha superato le sfide, nutrendo la creatività e l'ispirazione reciproca. Le pagine della storia della musica italiana sono impreziosite da questa epica sinfonia di amicizia che ha reso immortali i nomi di Mascagni e Puccini nel panorama musicale mondiale.
Marina Bertucci