Una carriera in musica tra rock, twist e melodia
Quando ci arriva la notizia della scomparsa di un artista, ci rendiamo immediatamente conto di cosa ci ha lasciato in eredità. E questo, è quello che sta succedendo, con la notizia della morte di Peppino di Capri.
Giuseppe Faiella, questo il suo vero nome, nasce a Capri nel 1939 in una famiglia di musicisti. A soli 4 anni, da perfetto autodidatta, inizia a suonare riproponendo ad orecchio, i ritmi della musica americana che ascoltava, per poi esibirsi per le truppe di stanza nell'isola, durante la seconda guerra mondiale.
Da quel momento, la musica e la sua vita diventano un'unica cosa.
Studia pianoforte a Napoli, e contemporaneamente si esibisce nei night club di Capri e Ischia.
Il debutto discografico avviene nel 58 con il suo gruppo "I rockers". Il suo primo pezzo di successo è "Nun è peccato" facendolo diventare immediatamente una stella.
Dopo quel successo, Peppino ci regala altri brani indimenticabili come: "Luna caprese", "Nessuno al mondo", "Roberta" oltre ai twist ballati ovunque come "Saint Tropez twist".
"Roberta", era dedicato alla prima moglie, Roberta Stoppa, modella torinese conosciuta ad Ischia. E tante bimbe di allora, oggi signore sulla sessantina si chiamano Roberta, proprio grazie a questo brano.
La prestigiosa Treccani, definisce Peppino di Capri, senatore evergreen della canzone italiana, colui che rappresenta l'anello di congiunzione, che ha traghettato la canzone napoletana, da Renato Carosone a Pino Daniele. Peppino ha avuto la capacità di attraversare i decenni pur restando contemporaneo.
Forse non tutti sanno che, tra i suoi successi personali, c'è il fatto di essere stato l'unico artista di supporto ai Beatles, durante la loro unica tournée italiana. Nella sua lunga carriera, Peppino di Capri, ha venduto più di 35 milioni di dischi, grandi successi, che hanno riempito la vita di tantissimi italiani, in una specie di colonna sonora collettiva. Lo dimostrano i numerosi tributi di affetto e di stima, da parte di colleghi, ma anche e, soprattutto, da persone comuni...il suo pubblico che lo ha seguito nella lunghissima carriera. Il suo essere un pianista elegante, ed un autore di brani, destinati a restare nella memoria, lo hanno accompagnato per più di 60 anni, riuscendo a parlare a diverse generazioni, non rinunciando mai al suo stile e alla sua classe.
Il suo rapporto con il festival di Sanremo, è stato decisamente felice. 15 partecipazioni tra il 1967 e il 2005, con ben 2 vittorie ed un premio alla carriera. Nel 73, vince con "Un grande amore e niente più", e nel 76 con "Non lo faccio più".
Nel 2023, sul palco dell'Ariston, riceve il meritato premio alla carriera. Insieme a 4 colleghi, è il cantante che può vantare il più alto numero di presenze.
Partecipa 4 volte al festival di Napoli, vincendolo nel 1970 con "Me chiamme ammore".
E poi "Canzonissima", "Cantagiro", "Senza rete", "Festivalbar", "Un disco per l'estate" e l'"Eurovision song contest".
Una curiosità legata alla kermesse sanremese: nel 95 si presenta con Stefano Palatresi e Gigi Proietti dando vita al "Trio Melody" con il brano "Ma che ne sai (...se non hai fatto il pianobar).
Come tanti colleghi dell'epoca, Peppino negli anni 60, partecipa ad alcuni musicarelli, spesso interpretando se stesso.
Dal 2005, è Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana.
Nel 2008 celebra i 50 anni di carriera con una serie di iniziative commemorative.
Lo scorso anno, Rai uno, ha trasmesso il film biografico "Champagne-Peppino di Capri diretto da Cinzia TH Torrini, dedicato alla sua vita e alla lunga e prestigiosa carriera.
Nell'estate del 2025, la sua ultima presenza in pubblico, alla Certosa di San Giacomo a Capri dove ha cantato "Champagne", il pezzo che più lo rappresenta, anche se il preferito secondo il figlio Edoardo è "Il sognatore" uno dei brani presentati a Sanremo.
E proprio le note di questo brano sono state l'ultimo saluto a Peppino nella sua amata Capri......e vado via, la` dove il cielo scende in fondo al mare......
Daniele Lorenzetti