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UNA STRISCIA DI TERRA FECONDA, FESTIVAL FRANCO-ITALIANO DI JAZZ E MUSICHE IMPROVVISATE XXIX edizione

direzione artistica Paolo Damiani, Armand Meignan

Dal 25 settembre al 25 ottobre 2026

ROMA: CASA DEL JAZZ - MUSEO MACRO - TEATRO-DI-TOR BELLA MONACA

FRANCO DANDREA1 1Il festival Una Striscia Di Terra Feconda si terrà dal 25 settembre al 25

ottobre, alla Casa del Jazz, al Museo Macro e al Teatro Tor Bella Monaca, a

Roma.

Il festival di jazz e musiche improvvisate Una Striscia di Terra Feconda,

fondato e diretto da Paolo Damiani e da Armand Meignan, è nato nel 1998

per promuovere innovazione e ricerca, valorizzando la diversità musicale e

coinvolgendo non solo artisti assai noti ma anche nuovi talenti, invitati ad

esibirsi in contesti di notevole prestigio, grazie al Premio Siae e alle

residenze: 4-5 artisti- spesso senza mai essersi incontrati prima, provano per

3-4 giorni le loro composizioni, creando così’ nuovi gruppi e repertori, a volte

registrati su disco e diffusi grazie a Radio3; l’obiettivo è sostenere forme e

PAOLO DAMIANI LAST LANDlinguaggi musicali contemporanei, sperimentali, ibridi, che vadano oltre i

generi tradizionali, promuovendo anche l’incontro tra musica e altre

discipline- letteratura, video, danza- verso l’interdisciplinarietà. 

 Il festival esiste quindi per sostenere e valorizzare la cultura musicale del jazz

più sperimentale, favorendo l’accesso e la partecipazione ad eventi di alta

qualità.   Attraverso una serie di azioni mirate, intende sviluppare una

proposta culturale che coinvolga il pubblico più vario e al tempo stesso sia in

grado di attrarre nuove generazioni, promuovendo il jazz contemporaneo e le

musiche improvvisate come patrimonio culturale vivo e dinamico. La

manifestazione rappresenta da decenni un modello di approccio artigianale

all’azione culturale, ogni concerto e’ un pezzo unico, progettato in piccola

Roberto Ottaviano Chansons en trois couleursscala e che deve poter esistere accanto ai grandi eventi. Incarniamo una

diversità molto più ricca di quella promessa da algoritmi che ne ignorano

spessore e poetica, privilegiando i tempi medio-lunghi della creazione

artistica e oltre le logiche dello sbigliettamento, dei grandi numeri, delle

visualizzazioni su Spotify. 

Nel 2026 i concerti si svolgeranno a Roma presso la Casa del Jazz, il Museo

Macro, il Teatro Tor Bella Monaca, ma anche nel Lazio, a Santa Marinella,

2

all’Auditorium ‘R. Trenta’ di Velletri e al Conservatorio Licinio Refice di

Frosinone.

Dopo le due anteprime di Santa Marinella, con l’Anno che verrà, presentato

dal trio Servillo, Girotto, Mangalavite e Canto Conte con Ilaria Pilar Potassini

“Angelo Valori” Medit Orchestra, il festival prende il via

ufficialmente, venerdì 25 settembre, alle 19,30, alla Casa del Jazz

di Roma con il trio Riessler, Melozzi e Riessler. Il trio riunisce tre voci

distintive della musica europea contemporanea: Enrico Melozzi

(violoncello), Michael Riessler (clarinetto basso) e Lorenzo Riessler

Rosario Giuliani 1 1(batteria). All’inizio della sua carriera, Melozzi ha lavorato a stretto contatto

con Riessler come suo assistente, in un periodo in cui Michael Riessler era già

una figura artistica affermata. Questa storia condivisa ha creato una profonda

intesa musicale e un’interazione altamente intuitiva. Radicato nel jazz, nella

musica contemporanea e nell’improvvisazione, il trio si muove con

naturalezza tra composizione e spontaneità. La combinazione di violoncello,

clarinetto basso e batteria apre un ampio spettro espressivo, da trame liriche

a passaggi ritmicamente intensi, riflettendo anche il percorso artistico di

Melozzi come direttore musicale, dal Festival di Sanremo fino a dirigere al

Teatro alla Scala. Sabato 26 settembre, alle 19,30, alla Casa del Jazz,

Roberto Gatto Trio con Marco Molendini in Around Miles and

Trane. Miles Davis e John Coltrane: due geni della musica, due inventori

immaginifici, due simboli di un’America creativa, due amici legati da una

storia profondamente connessa. Per rievocare la loro forza contagiosa,

tutt’ora fortemente evocativa, Roberto Gatto e Marco Molendini uniscono

musica e parole, suoni e storie in un viaggio libero, costruito per rendere

omaggio a quei due maestri del jazz con gli occhi e le orecchie di oggi. Una

produzione originale per questa edizione di Una Striscia di Terra Feconda. Un

doppio appuntamento per domenica 27 settembre: in mattinata. Alle

11,00, alla Casa del Jazz, Ludus Gradus, Cerchi Concentrici. Indagini

disegnate e partiture musicali dialogano nell’architettura del qui e ora. Ludus

PAOLO DAMIANI LAST LAND 1Gravis è un ensemble di soli contrabbassi dedito alla ricerca e all’esplorazione

di nuova musica. È nato dall’incontro tra Stefano Scodanibbio e Daniele

Roccato e fin dal suo debutto nel 2010 ha rappresentato un’autentica novità

nel panorama musicale contemporaneo, attirando l’attenzione dei maggiori

compositori e ricevendo inviti dai più prestigiosi festival musicali europei.

Con loro, Stefano Ricci, disegnatore di fama internazionale, che sin dagli

esordi dialoga con i linguaggi di teatro, danza, cinema, musica e arti grafiche.

Alle 18,00, sempre alla Casa del Jazz, Lorenzo Simoni Quartet con

Javier Girotto. Lorenzo Simoni, Vittorio Solimene, Giulio Scianatico e

Fabrizio Doberti incontrano Javier Girotto, sassofonista argentino di fama

Paolo Damiani Barbara Bovoliinternazionale, dando vita ad un quintetto inedito. Non si tratta di un

semplice quartetto con ospite bensì di un vero e proprio gruppo con un suo

repertorio ed una sua identità. Il sassofonista argentino è affiancato da un

quartetto pluripremiato, attivo dal 2022 e formato da alcuni dei migliori

musicisti del panorama nazionale. In repertorio saranno presenti

composizioni edite ed inedite di Girotto e Simoni. Doppio appuntamento,

venerdì 2 ottobre, alla Casa del Jazz, alle 19,30, Sarah Chaksad

Quartet. Da oltre dieci anni Sarah Chaksad è una delle voci più interessanti

del jazz europeo, distinguendosi con i suoi ensemble di medie e grandi

dimensioni. Sassofonista e compositrice svizzera, ha conquistato il pubblico e

la critica internazionale grazie a produzioni originali e concerti di grande

impatto. Con il suo nuovo quartetto, Sarah Chaksad apre un nuovo capitolo

del proprio percorso artistico, presentando composizioni e arrangiamenti

inediti. A seguire, A forza di essere vento con Maria Laura

Baccarini, voce e Hélène Labarrière, contrabbasso. Fabrizio De

André non ha avuto modo di attraversare il confine verso il terzo millennio, se

n’è andato poco prima. E chissà cosa avrebbe scritto se avesse potuto

osservare le trasformazioni di questo mondo… il concerto e’ interamente

basato su canzoni di Fabrizio De André. Un duo: contrabbasso e voce umana.

Solo corde, per lasciare alla profondità delle parole tutto il suo spazio. Ancora

un doppio appuntamento, sabato 3 ottobre, alla Casa del Jazz. Alle 19,30,

Residenza “Una Striscia di Insulae Mediterranee” (bando di

concorso nazionale) Gruppo Under 35: vincitore VMV Trio feat.

Laurent Dehors. Il VMV Trio nasce dall’incontro di tre giovani musicisti

pugliesi: Vincenzo Di Gioia (‘03) al sax alto, Marco Cutillo (’01) alla chitarra e

Vito Tenzone (‘99) alla batteria, fra i più talentuosi e promettenti musicisti

pugliesi della loro generazione. Il Trio si concentra sulla ricerca, attraverso

perlopiù composizioni originali, di sonorità personali e identificative, vicine al

mondo del jazz contemporaneo e della musica da film. Ospite del trio il

clarinettista Laurent Dehors. A seguire, Jacky Molard Quartet. Dopo

oltre trent’anni trascorsi a rinnovare profondamente la musica popolare

bretone, aprendola alle infinite suggestioni delle musiche del mondo, il

violinista Jacky Molard ha dato vita a un quartetto insieme a Hélène

Labarrière (contrabbasso), Yannick Jory (sassofoni) e Janick Martin

(fisarmonica). I quattro musicisti provengono da percorsi artistici molto

diversi e continuano a sviluppare la propria attività in ambiti eterogenei, dal

jazz alla musica tradizionale, dalla classica alla danza contemporanea. Proprio

dall’incontro tra queste esperienze nasce un linguaggio musicale originale, in

cui ciascuno accoglie e trasforma il mondo sonoro dell’altro, contribuendo a

un’identità collettiva unica. Nuovo doppio appuntamento, domenica 4

ottobre, alla Casa del Jazz. Alle 18,00, Thomas Lasca Quartet ospite

Javier Girotto “Prime Parole”. Prime Parole è il primo progetto da

solista del giovane chitarrista marchigiano Thomas Lasca, affiancato da

Emilio Marinelli (pianoforte e synth) e da Andrea Elisei (batteria e drumpad).

Dopo diversi lavori discografici come co-leader e sideman, Lasca decide di

dare forma ad un sound che negli anni si è plasmato attraverso tutte sue

composizioni originali ed inedite. Per fare ciò si avvale di una formazione

piuttosto particolare dove il ruolo del basso viene diviso tra la chitarra e il

piano, con la batteria che fa da collante e da motore ritmico del gruppo. Per

impreziosire la vena melodica dei brani Lasca si affida al sax soprano e

baritono di Javier Girotto, ovvero una delle personalità più importanti e forti

del panorama jazzistico e non solo nazionale ed internazionale. A seguire,

Canto Conte Trio, Ilaria Pilar Patassini interpreta le canzoni di

Paolo Conte. Canto Conte è il nuovo progetto di Ilaria Pilar Patassini, qui in

veste di interprete e ideatrice, dedicato a una rilettura del mondo delle

canzoni Paolo Conte e che ha avuto un grande riscontro a livello di critica

tanto da risultare finalista della cinquina del Premio Tenco 2025 nella

categoria Miglior Interprete. Nella versione in trio, Pilar presenta il progetto

Canto Conte in una veste essenziale e intensa, accompagnata da Simone

Sansonetti alla chitarra e da Andrea Colella al contrabbasso. Un live che

4

restituisce la ricchezza di sfumature, l’ironia sottile e la profondità poetica

dell’universo di Paolo Conte. Mercoledì 7 ottobre, alle 21,00, al Teatro

di Tor Bella Monaca, il duo Javier Girotto e Vince Abbracciante.

Non è certo la prima volta che il jazz e le tradizioni argentine s’innamorano

fino a finire in un abbraccio vigoroso, simile a un tango impetuoso e

improvviso. Non è neanche la prima volta che la fisarmonica, strumento

popolare (se si puo dire), che porta nel suo corpo l’eco di un misto di tutti i

folclori del mondo, s’imbaldanzisce per uscire con delizia dal suo universo

tradizionale. Ma l’italiano Vince Abbracciante (giovane nuovo talento della

fisarmonica) e l’argentino Javier Girotto, lirici e molto melodici, cercando

sempre conversazioni intimiste, hanno la sensibilità e il talento di alzare

questo esercizio di «stile» al suo grado più alto di compimento estetico e di

poesia sentimentale. Insieme i due artisti propongono una musica originale,

regalando «nuovi ponti tra il jazz, il folclore, il tango», Improvvisazione libera

e scrittura neoclassica con stralci malinconici e raffinatezza espressiva del

loro universo musicale che si rivolge tanto all’anima quanto al pensiero

introspettivo. Giovedì 8 ottobre, alle 19,30, ritorno alla Casa del

Jazz, con un doppio appuntamento, Il Premio SIAE Top Jazz, un

riconoscimento nato dalla collaborazione tra la SIAE e il

prestigioso mensile Musica Jazz per valorizzare i migliori talenti e

i vincitori del celebre referendum Top Jazz. Il trombettista toscano

Jacopo Fagioli, vincitore del premio “Nuovo Talento” al Top Jazz

2025, presenterà Dialogue , il suo secondo album da leader. Alla guida di un

quartetto con Davide Strangio (chitarra), Amedeo Verniani (contrabbasso) e

Mattia Galeotti (batteria), Fagioli propone un suono contemporaneo con

incursioni elettroniche, dove la scrittura rigorosa si fonde all’improvvisazione

pura. Il progetto esplora il concetto di dialogo come confronto su temi

complessi quali potere, crisi climatica e identità. A seguire, Ambrosetti,

Angeleri, Esposito trio. Il sodalizio tra il pianista Claudio Angeleri, il

flicornista Franco Ambrosetti e il bassista Marco Esposito nasce negli anni

Novanta come colonna sonora di diversi progetti multidisciplinari in cui

l’improvvisazione si intreccia con la letteratura, il teatro e la luce grazie al

contributo di diversi artisti. Le musiche originali, a firma di Angeleri e

Ambrosetti, insieme ad una selezione di alcune composizioni di Thelonious

Monk e standards del jazz costituiscono il repertorio. Sabato 10 ottobre,

alle 19,30, alla Casa del Jazz, Franco D’Andrea, piano solo. Con oltre

160 dischi incisi in Italia e all’estero e 20 premi Top Jazz vinti nella sua

carriera, Franco D’Andrea è ormai considerato uno dei migliori pianisti

contemporanei e rappresenta l’eccellenza che il jazz italiano ha saputo

partorire negli ultimi 50 anni.  L’iridescente arte di Franco D’Andrea è un

poliedro tendente alla sfera. L’oceanica immensità della sua costante ricerca

di un linguaggio personale all’interno della tradizione jazzistica trova in

questa quasi un’ora di musica in piano solo una rappresentazione

adamantina. Una straordinaria panoramica sul suo pensiero musicale libero

da manierismi di sorta e costantemente alla ricerca di un’espressività

autentica e profonda. Musica di una caparbietà gentile, appuntita, magmatica,

scattante e raffinata. Travolgente e coerente allo stesso tempo. Mirabilmente

in bilico tra Apollo e Dioniso. Intensamente personale, completamente jazz. ll

piano solo rappresenta nel jazz – afferma Franco D’Andrea – una delle

occasioni più adatte per ricercare, improvvisando, nuove combinazioni

musicali, con esiti imprevedibili. In un’epoca in cui nella maggior parte dei

casi si maneggiano forme, estetica e arte con i guanti dell’anatomopatologo a

proteggersi dalla formalina, Franco e la sua musica sono una delle luci più

forti in una notte buia. Un faro da seguire per superare un mare scuro e

viscoso in bonaccia. Domenica 11 ottobre, alle 18,00, alla Casa del

Jazz, Alta Formazione Jazz, tre progetti nati dalla collaborazione con

importanti istituzioni formative. Nel corso della serata si avvicenderanno tre

formazioni. In apertura, il debutto di “Wildflowers”, un prestigioso ensemble

nato dalla collaborazione con il Conservatorio di Musica “G. Martucci” di

Salerno, con, Elena Paparusso voce, Mario Sacchettino voce, Pasquale

Geremia sassofono tenore, Giada De Prisco chitarra, Carmine Storzillo

pianoforte, Christian Trotta basso elettrico e Riccardo Leone batteria. Il

nome evocativo, oltre a richiamare la spontaneità dei fiori selvatici, rende

omaggio a uno dei brani manifesto di Wayne Shorter, tra i più grandi e

rivoluzionari compositori della storia del jazz. Questo tributo ideale si lega

profondamente al cuore del progetto, formato da alcuni dei migliori talenti

dell’Istituto: musicisti in parte già avviati alla professione che, pur

condividendo una solida radice accademica comune, hanno saputo

intraprendere e coltivare direzioni stilistiche uniche e personali. Il repertorio

della serata sarà interamente costruito sulle composizioni originali scritte

dagli stessi studenti, scelta volta a valorizzare la ricerca espressiva e

l’originalità di ciascun componente. “Wildflowers” diventa così l’espressione

di una cornice ampia e inclusiva: un linguaggio artistico capace di accogliere,

valorizzare e far fiorire le sfumature irripetibili di ogni singola identità,

valorizzando il talento creativo delle nuove generazioni di musicisti formate

dal Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno. A seguire, Roberto

Ottaviano Chansons en trois couleurs, in collaborazione con il

Conservatorio di Musica N. Piccinni di Bari. Chanson en trois couleurs nasce

Dall’idea che esista una sottile linea transalpina capace di unire, al di là dei

confini geografici, lo spirito di alcuni fra i più grandi musicisti francesi e

italiani. È una terra comune fatta di lirismo, di eleganza e di una naturale

vocazione cinematografica della scrittura musicale: composizioni che

raccontano storie, evocano paesaggi, custodiscono memorie e aprono nuovi

orizzonti. Attraverso le musiche di Henri Texier, Enrico Rava, Aldo Romano,

Roberto Gatto, Michel Portal, Enrico Pieranunzi ed altri autori che hanno

segnato questo percorso, il progetto rende omaggio a una tradizione musicale

che ha saputo intrecciare il jazz europeo con la cultura mediterranea. A

chiudere la serata, Rosario Giuliani Hammond Jazz trio, in

collaborazione con Saint Louis College of Music. Un progetto che nasce tra le

aule del Saint Louis College of Music e prende vita sul palco grazie

all’incontro tra esperienza, formazione e creatività. Il Rosario Giuliani “Organ

Trio” rappresenta il risultato di un percorso artistico sviluppato sotto la guida

di Rosario Giuliani, tra i più autorevoli sassofonisti del panorama jazz italiano

e internazionale. Il concerto propone un repertorio che alterna composizioni

originali di Rosario Giuliani a una selezione di standard della tradizione jazz,

rivisitati attraverso arrangiamenti originali pensati per una formazione che

valorizza il timbro caldo e inconfondibile dell’organo Hammond, strumento

simbolo della storia del jazz, del soul e del blues. Martedì 13 ottobre, alle

21,00, al Teatro Tor Bella Monaca, Gabriele Coen/ Donatella

Patino Quintet “Respiro”. Il concerto ripercorre, insieme alla rilettura

coreografica di Donatella Patino “Respiro, musica e danza in dialogo” le tappe

più importanti della attività compositiva di Gabriele Coen, ma anche le

musiche per il teatro e la danza. In questa formazione la musica si arricchisce

dell’interpretazione improvvisativa e coreografica che esplora i simbolismi

legati all’atto del respiro. Un dialogo continuo in cui suono e movimento si

scambiano costantemente il ruolo di guida creando suggestioni e paesaggi

sonori coinvolgenti.  Ogni respiro è un tempo. Ogni suono è spazio d’ascolto.

Donatella Patino collabora da tempo con Gabriele Coen, interessato al lavoro

sull’intercodice con particolare attenzione all’Incontro tra suono e gesto.

Domenica 18 ottobre, alle 18,00, all’Auditorium ‘R. Trenta’ di

Velletri, Note di Piacere, tratto da Il Piacere, di Gabriele

D’Annunzio, con Barbara Bovoli. voce narrante e Paolo

Damiani contrabbasso, e composizioni. Lo spettacolo vuole fuggire la

canonica forma del reading, fa propria l’improvvisazione tipica della jam

session jazz, diventa un dialogo tra voce e note, un happening ogni sera

diverso, ogni concerto, un’esperienza unica. Sabato 24 ottobre, alle

18,00, ingresso gratuito, al Conservatorio Licinio Refice di

Frosinone, Paolo Damiani “Last Land Band”. Il nuovo progetto di

Paolo Damiani propone un repertorio in bilico tra jazz e canzone,

caratterizzato da splendide melodie composte non solo dai tre solisti ma

anche da autori come Charles Mingus (Good bye pork pie hat), Rodriguez

(Rabo de nube), Ramirez (Alfonsina y el mar), Jony Mitchell (A case of you),

Haden (Song for Che) , nonché brani dei Beatles e di De Andrè. Paolo

Damiani e Antonio Jasevoli suonano e registrano insieme da tempo; incontro

improbabile sulla carta, solitamente i due si muovono in ambiti assai diversi:

il contrabbassista ha inventato un linguaggio originale ed europeo, spostando

l’estetica jazz in contesti non tradizionali, il chitarrista ha elaborato la grande

lezione del miglior Rock (Cream, Hendrix, Beck...) attraverso la conoscenza e

la pratica del linguaggio jazzistico e della musica classica sviluppando una

personalissima poetica che attraversa territori diversi. In questo nuovo

progetto hanno coinvolto Elena Paparusso, tra le più emozionanti voci del

jazz italiano, in grado di muoversi agilmente nei territori della canzone così

come della sperimentazione. Chiusura di Una Striscia Di Terra

Feconda, domenica 25 ottobre, alle 17,00, con un doppio

appuntamento, a ingresso gratuito, al Museo Macro. Ad aprire il duo

composto da Mederic Collignon, tromba e Christophe Monniot, sassofono.

L’uno sembra avere lo strumento più malinconico e introspettivo, l’altro

apparentemente l’utensile più brillante e dall’espressione più solare, ma

sono tutto tranne che due artisti “classici” e ben ordinati nei cassetti del suono

e dell’espressione: possono mutare aspetto in piena libertà̀, con agilità e

flessibilità. La loro complicità dura da diversi decenni, attraverso ogni

sfumatura del jazz e delle musiche elettriche o sinfoniche. Il loro vocabolario

è prolisso e consente una libertà totale, delineando contorni interiorizzati di

una riservatezza marcata o i raggi di un’espressività traboccante. Libertà,

libertà e ancora libertà! Ma con il legame che li unisce come le ali di un

uccello, senza mai mollare la tensione tra loro. Talvolta una campana indiana,

talvolta un flauto armonico (overtone), certi suoni appariranno come foto di

viaggi in mezzo alle impennate di energia. A seguire, Eric Sèva e Daniel

Zimmerman, due solisti d’eccezione che hanno deciso di prolungare la loro

esperienza comune esplorando una formula intimista e del tutto inedita: il

duo sax baritono / trombone, una combinazione di suoni che sprigiona una

vibrazione calda, profonda e potente... Il repertorio attinge a un folklore

immaginario comune, dove si intrecciano composizioni originali e molteplici

musiche popolari del XX secolo e soprattutto di tutto il mondo.

La manifestazione è ritenuta dalla critica specializzata tra le più originali e

innovative in Europa, nella graduatoria nazionale relativa alla Qualità’

Artistica dei 19 Festival storici, stilata dal Ministero della Cultura, Una

striscia di terra feconda risulta al secondo posto in Italia. Nel 2022 il festival

ha vinto il Premio Gender Equality assegnato dalla Federazione nazionale del

jazz italiano, per la consistente presenza di artiste donne nel programma. 

La rassegna fa parte delle più importanti reti europee di jazz, EJN e I-JAZZ.

Diverse prestigiose istituzioni italiane sostengono il festival: il Ministero della

Cultura, la la Regione Lazio, il Comune di Roma (Municipio II), Zetema, la

SIAE (main sponsor), la Fondazione Musica per Roma - Auditorium Parco

della Musica, la Casa del Jazz, Institut Français in Italia- Ambasciata

Francese a Roma, la Fondazione Nuovi Mecenati, Goethe Institut, il Museo

Macro, RAI Radio 3 (media partner), il Centro di Produzione Insulae Lab,

MIDJ, Puglia Sounds, Azienda Speciale PalaEXPO, Promu, Musica Jazz, il

Teatro di Tor Bella Monaca, I-jazz, il Conservatorio di Salerno, il

Conservatorio di Bari, il Conservatorio di Frosinone, la Scuola Saint Louis, i

Comuni di Santa Marinella e Velletri

INFO: 349 2643452

Maurizio Quattrini

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

Credits: 
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web 

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