Tony Dallara, il più moderno dei cantanti della vecchia generazione
Antonio Lardera, questo il suo vero nome, nasce a Campobasso nel 1936, ma è vissuto da sempre a Milano, che negli anni 50 era uno straordinario laboratorio di teatro, musica e rivoluzioni artistiche.
In quell'epoca il jazz, che si suonava nei night club, si mescolava al rock'n'roll delle balere e delle cantine. In quel mondo, nascono personaggi come Gaber, Jannacci e Celentano, giusto per fare degli esempi.
Ed è qui che il giovane Dallara, muove i primi passi nel mondo della musica. Dotato di un talento naturale come cantante, con una bella voce possente, e il giusto phisique du role.
Come tutti i suoi coetanei, ama i cantanti stranieri, come Frankie Laine, e soprattutto Tony Williams, voce solista del famoso gruppo "The Platters". E Tony si trova decisamente a proprio agio in quel mood tra melodia e rock 'n'roll.
La svolta della sua carriera, avviene quando, insieme al chitarrista e compositore Bruno De Filippi, forma il gruppo "I Campioni", dove debutta il giovane Lucio Battisti come chitarrista. Con il gruppo, nel 58, Dallara incide "Come prima", un
brano che diventa un grande successo, vendendo più di 300.000 copie, e ancora oggi viene usato in spot pubblicitari. Con il suo modo 'moderno' di cantare, Tony entra in pieno diritto nella schiera degli urlatori, la nuova ondata di cantanti, formata da Mina, Celentano, Betty Curtis, che cambiano le regole della canzone, allontanandosi dalla tradizione di Claudio Villa, Gino Latilla, Luciano Tajoli, Achille Togliani.
Nel giro di pochi anni, Dallara incide diversi 45 giri di successo come? "Ti dirò", "Ghiaccio bollente", "Non partir".
In quel periodo, Tony recita in alcuni musicarelli, "Sanremo la grande sfida", e "I teddy boys della canzone".
Ma il punto più alto della carriera di Dallara è sicuramente il festival di Sanremo del 1960. Alla kermesse, canta "Romantica" in coppia con Renato Rascel, che è anche l'autore.
Di fatto la loro vittoria, mette fine al trionfo di Modugno, che nel 58, con "Nel blu dipinto di blu" e "Piove" nel 59, si era aggiudicato la vittoria. Nel 60 con "Libero" si deve accontentare del secondo posto.
"Romantica" nella doppia esecuzione, tradizionale quella di Rascel e ritmata da urlatore quella di Dallara, vede trionfare nelle vendite proprio la versione di Tony. Il pezzo è un successo a livello internazionale al punto di essere incisa anche in Giappone. Dalida ne farà un suo successo come aveva già fatto con "Come prima".
Con "Romantica" in quell'anno vince anche Canzonissima.
Nel 61, Dallara è ancora al festival di Sanremo, dove presenta "Un uomo vivo", in coppia con Gino Paoli. E sempre in quell'anno, vince ancora Canzonissima con "Bambina bambina".
Con il passare degli anni, lo stile degli urlatori passa di moda, (Mina diventerà la più raffinata e versatile interprete del panorama musicale italiano, e Celentano cambia registro dividendosi tra canzoni impegnate e testi di rottura), e Tony si ritira dalle scene, per dedicarsi alla pittura, trovando tra i suoi sostenitori Dino Buzzati, che già nel 60, gli organizza una mostra a Milano, e Renato Guttuso.
Questa passione, lo fa entrare in contatto con personaggi del calibro di Andy Wahrol, Lucio Fontana, Roberto Crippa, Enrico Baj e tanti altri artisti dell'epoca.
La sua ultima mostra di successo è datata 2023.
Negli anni 80, Dallara decide di riprendere l'attività musicale, grazie al momento di revival, riproponendo i suoi vecchi successi con nuovi arrangiamenti. Negli anni 90, incide nuovi brani e nel 92, è autore di una canzone che viene presentata allo Zecchino d'oro.
Nel 2008, è tra gli opinionisti del programma "L'Italia sul 2", e partecipa alla tournée teatrale di Teo Teocoli, con lo spettacolo "Dal Derby al Nuovo".
Problemi di salute lo allontanano definitivamente dalle scene, se si esclude una partecipazione a Domenica In, nel febbraio 2024.
La notizia della sua morte, ha riempito i social, a dimostrazione di quanto Tony fosse amato, e sia rimasto nel ricordo di chi ha sempre amato la sua arte.......come prima più di prima.
Daniele Lorenzetti