Pochi come Dapporto sono riusciti a spaziare in tutte le arti dello spettacolo, riscuotendo un meritato successo.
Carlo Dapporto nasce a Sanremo nel 1911, da un padre calzolaio e una madre casalinga di origini piemontese, che gli regalerà quella tipica inflessione dialettale, che caratterizzeranno alcuni suoi personaggi. Carlo comincia a lavorare fin da ragazzino, prima come fattorino, poi magazziniere, e poi cameriere al Moulin Rouge di Alassio. Nella città rivierasca, inizia la sua carriera di cabarettista, e intrattenitore con battute ironiche e gag divertenti, che hanno come protagonista, il personaggio del 'maliardo', che lo accompagnerà per tutta la lunga carriera. Nel 34 torna a Sanremo, e si esibisce al "Caffè Venezuela", intrattenendo i clienti con barzellette e storielle divertenti, riscuotendo un certo successo. A quel punto capisce che, se vuole veramente dedicarsi al teatro, deve trasferirsi a Milano. Nella metropoli lombarda, si esibisce in diversi locali, ma è a Riccione che viene notato dalla celebre soubrette Vivienne D'Arys, mentre si esibisce al teatro Savioli, in una convincente imitazione di Stan Laurel. La D'Arys, lo scrittura nella sua compagnia di avanspettacolo, dove già recitano Carlo Campanini ed Eugenio Testa. Nel 35, al teatro Storchi di Modena, accanto a Campanini, porta in scena uno spettacolo dove i due imitano Stanlio e Ollio. Dopo aver lasciato la compagnia della D'Arys, per un periodo Dapporto fa il ballerino accanto alla celebre diva del Cafe Chantant Anna Fougez, e poi nel 40, accanto ad Umberto Franzi, mette in scena il suo primo spettacolo di rivista che porta il suo nome. Nel 41, durante uno spettacolo al cinema/teatro Supercinema viene notato da Wanda Osiris, la più grande soubrette dell'epoca, che lo vuole come partner per il suo nuovo spettacolo. È l'occasione per Dapporto, per passare dai teatri minori dell'avanspettacolo, ai grandi palcoscenici degli spettacoli di rivista. La rivista si intitola "Sogniamo insieme " e accanto a Dapporto e la Osiris si esibisce anche il celebre Trio Lescano, e apre la stagione teatrale a Torino. La stagione successiva, la compagnia Osiris/Dapporto è al teatro Quattro fontane di Roma con "Sognate con me", dove il personaggio del “maliardo”, appare per la prima volta nella grande rivista, in una cornice che sembra fatta su misura per lui. Nello spettacolo c'è una bella ballerina di nome Augusta, Carlo se ne innamora, e dopo alcuni anni la sposa. I due avranno due figli, Massimo e Dario, e rimarranno insieme fino alla morte di Carlo. Dapporto e la Wandissima, porteranno sulle scene anche "Che succede a Capocabana", "Ohilala`", e "L'isola delle sirene". Lo spettacolo di rivista era sfarzoso, con scenografie sontuose, costumi che si ispiravano all'alta moda, e poi ballerine bellissime, boys eleganti. L'Italia usciva dalla guerra, e gli italiani avevano l'esigenza di dimenticare lutti e brutture, e la rivista per una sera, dava la possibilità di sognare e fantasticare. Questo è sicuramente uno dei motivi del suo grande successo. Dal 45 in poi, i successi di Dapporto nella rivista, si susseguono fino alla costituzione di una compagnia che porta il suo nome. Negli anni fa compagnia con le più grandi soubrette dell'epoca, come la compaesana Isa Barzizza, Lauretta Masiero, Marisa Del Frate. Nella stagione 46/47, porta in scena "Riviera Follies" per il rilancio della “sua Sanremo” nel dopoguerra. Ci sono stati grandi incontri nella carriera di Dapporto, come quello del 56 con i padri della commedia musicale italiana, i grandi Garinei e Giovannini. Lo spettacolo è "Giove in doppiopetto", accanto a Delia Scala e Lucy D'albero, ed ha talmente tanto successo che il regista Daniele D'Anza, ne firma la versione cinematografica. Seguono poi "Carlo non farlo" del 56, con Marisa Del Frate, ambientata nella sua città natale. L'anno successivo ritrova Delia Scala ne "L'adorabile Giulio". Nel 56, si affida alla coppia di autori Scarnicci e Tarabusi, che per lui scrivono la commedia "L'onorevole", dove ha accanto la bella e brava Miranda Martino. A metà anni 60, è in scena con Aldo Fabrizi e Grazia Maria Spina con la rivista "Yo, Yo, Je,Je". Nel 69 per festeggiare le nozze d'argento con lo spettacolo è a teatro con la Del Frate, in"Hellzap Happening"con la regia di Edmo Fenoglio. Nei primi anni 70, porta in scena alcune commedie in dialetto genovese del repertorio del grande Gilberto Govi. I personaggi che Dapporto porta in scena, riescono a stupire il pubblico. con un repertorio di doppi sensi, incentrati sul comune senso del pudore, ma con un'elegante senza pari. I suoi due personaggi più noti, sono indubbiamente, il già citato “maliardo”, impomatato e sempre in frac, vagamente dannunziano, che strizza l'occhio al bel mondo che è di casa a Montecarlo. E poi il ruspante “Agostino”, che parla in dialetto piemontese, nato a teatro, ma che deve grande popolarità ad un Carosello, che reclamizzava un dentifricio. La lunga carriera di Dapporto, non è fatta solo di teatro ma anche di radio, televisione e cinema. In radio, conduce alcuni varietà di successo. e nel piccolo schermo, è ospite dei più importanti varietà come Studio uno, Senza rete, Teatro 10. E il cinema lo vede protagonista in tantissime commedie negli anni 50/60 dove è molto amato dal pubblico. Dapporto, sul grande schermo, recita con i più grandi, come la Loren, la Pampanini, Ave Ninchi e poi Nazzari, Sordi, Tognazzi...e la lista è ancora più lunga. E tra i tanti film mi piace ricordare, l'ultimo da lui interpretato, "La famiglia" diretto da Ettore Scola, dove recita accanto a Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli, Fanny Ardant e il figlio Massimo. Nel film, padre e figlio, interpretano il solito personaggio nello scorrere degli anni. E per questo ruolo, vince il "Ciak d'oro" come miglior attore non protagonista. Ma questo, non è il solo riconoscimento che ha accompagnato la sua lunga carriera. Dopo 3 anni dall' uscita del film, Dapporto ci lascia assistito dalla moglie e dai figli. Il primogenito Massimo, ha seguito le orme paterne con grande successo, (non possiamo dire altrettanto di altri figli d'arte) facendo onore al cognome Dapporto. Nessuno, come Carlo è riuscito a portare in scena un mondo fatto di eleganza e classe ineguagliabili...e questo fa di lui uno dei grandi dello spettacolo italiano.
Daniele Lorenzetti