corpo 10 settimanale online

A volte i piccoli teatri come il Teatrosophia, ospitano chicche veramente di pregio. Consiglio di non sottovalutare questi teatri, che portano avanti l’arte teatrale.

alessandra ferroMetus Noctis, una piece teatrale che conquista. In uno spettacolo, c’è tutto lo scisma psicologico che fa parte di noi, non in misura completa, ma con alcuni aspetti. Gli attori, Gianni De Feo ed Alessandra Ferro, interpretano personaggi alquanto complessi, ma con la loro interpretazione da grandi attori, quali sono, riescono a tenere in pugno il pubblico. Il testo scritto da Roberto Russo, fa un’analisi attraverso il personaggio, di una vita vissuta allo sbando, che poi alla fine, deve fare i conti con il proprio io, aiutato dalla madre, che lui, ha carinamente ucciso, e che gli appare in sogno come un incubo, che lo porta a vedere in se stesso. De Feo in questa piece, è un mattatore senza pari, che gioca sia con tonalità di voci, che con gestualità e mimica facciale. Da non sminuire la parte interpretata da Alessandra Ferro, che parte da “Madonna” per arrivare poi a svelarsi come madre. Di grande impatto la posizione della Ferro, che dal podio gioca con i personaggi, che variano, spogliandosi in scena dei costumi che identificano di volta in volta. Una tragi-commedia, che ironizza sulla religione, ma lo fa con garbo, che mette di fronte a scelte, a volte difficili del nostro io, ma che gli attori rendono leggera. Cosa posso dire se non che le musiche che fanno, non da contorno, ma che sottolineano le varie scene, composte da Adriano D’Amico, diventano parte della recitazione. Questo dimostra che vi sono autori ed attori che pur non essendo conosciuti da molti dovrebbero invece esserlo. A tal proposito vi porto una breve intervista degli attori.

Diamo precedenza alle signore.

Signora Ferro, una piece con un nome latino come mai?

Dovrebbe chiederlo all’autore! Usiamo il latino, ma anche il romano…

…romano romanesco, o romano un po’ italianizzato?

No romanesco romanesco!

Il teatro soffre ultimamente, anzi da un bel po’ di tempo, di carenze. Solo se si è attori molto conosciuti, si riesce ad avere teatri importanti. Per voi è sentirsi penalizzati?

Forse più che penalizzati, delusi. Non per me, ma   vedo veramente degli spettacoli che sono niente, e con un pubblico che va a farsi due risate. Due risate di un livello molto basso, e vedo altri teatri,    con attori bravissimi, con testi bellissimi che hanno carenze di persone. Questo mi fa un po’ rabbia, rabbia e dolore. Spero che la cultura continui, e ricominci ad andare avanti.

Cosa suggerisce per rivalutare il teatro senza grandi nomi?

Bella domanda! Lei mi fa delle domande difficilissime lo sa?

Comincerei dai giovani, con le scuole, cultura e preparazione, sicuramente quello.

Ora passiamo a fare qualche domanda a De Feo che oltre che interprete è anche regista della piece.

Il suo personaggio ha questa maschera che mi ricorda vagamente Diabolik. Ha un suo perché?

Tipo Diabolik, tipo la banda da ladroni, tipo la banda bassotti, una maschera surreale, perché lo spettacolo, ho preso questo testo di Roberto Russo r l’ho tradotto in una maniera molto surreale. Ogni riga è un sogno, un incubo. Mi piaceva dare anche una connotazione fisica, nell’espressione del volto, ed anche una connotazione particolare. Questa maschera di fatto io l’ho rubata ai concerti di Henderson e di David Bowie, che si truccavano in questo modo negli anni 80. Un’immagine che mi risultava artistica, anche se surreale, ed anche grottesca.

Le faccio la stessa domanda che ho fatto alla sua collega: Cosa è necessario attuare per rivalutare il teatro, quando non ci sono grandi nomi, che molto spesso vengono da reality. Quindi è solo il nome che richiama il pubblico e non la piece o la bravura dell’attore, che cosa suggerisce?

Quello che bisogna fare…dovrebbero essere i produttori, gli autori, i direttori dei teatri a credere nella…e lo stanno facendo in parte, a credere in queste forze nuove. Qui ci sono giovani attori che hanno veramente talento, un talento che viene bruciato in un attimo. Anni fa il talento rimaneva impresso nella memoria più a lungo, adesso non c’è memoria.

Una volta, per fare cinema o fare televisione, si pescavano gli attori dal teatro, mentre ora si pesca dai reality. Quale è la sua opinione?

Cosa posso pensare, che fosse meglio prima? Non so dire, mi sembra che il teatro sia la forma principale, l’arte principale più formativa. Dal teatro si può passare al cinema, e credo che sia importante una scuola di teatro. Tutti i grandi attori americani, ne cito una per tutti, Meryl Streep, ripeto, tutti quanti vengono da una scuola di teatro, e si sente che c’è una formazione. Anche Marilyn Monroe andò a scuola di teatro, prima di fare del cinema.

Si certo, il suo personaggio era da “svampitella”, ma era una donna molto acculturata e leggeva tantissimo…

…era molto acculturata ed era molto intelligente e molto preparata ed ha studiato…

…aveva un quoziente intellettivo superiore a quello di Einstein…

…esatto, si è creato quel personaggio

Ormai per il teatro di un certo livello, sopravvivono solo questi piccoli teatri.

Perché non si riesce per voi attori, adesso non voglio dire meno noti, accedere a teatri un po’ più grandi?

Perché la notorietà cosa te la da oggi? La notorietà, te la dà la televisione te la danno l’immagine televisiva…

…ed è difficile per voi passare in tv? Avete chiaramente degli agenti…

…certo, ma intanto ti deve interessare, passare in tv, deve piacere quel mondo. Personalmente   non sono attratto dal mondo televisivo. Ho lavorato, ho lavorato tanto in televisione, ma non mi dà stimoli creativi, non sento che ci siano stimoli artistici.

Dietro l’angolo per voi cosa c’è?

Lei risponde: C’è sempre il futuro di un bel teatro, poter continuare a recitare, a fare delle belle cose, che il pubblico possa apprezzare.

E per te De Feo cosa c’è dietro l’angolo?

Dietro l’angolo c’è questa bella passeggiata che continuiamo a fare tutti i giorni, è sempre  una sorpresa, c’è la sorpresa e siamo aperti…

…intende passeggiata teatrale?

Passeggiata teatrale, passeggiata professionale e passeggiata artistica. La creazione artistica, è sempre una sorpresa che ti sorprende giorno dopo giorno. Ogni spettacolo che fai è una sorpresa, una scommessa, un rischio.

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

Credits: 
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web 

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