corpo 10 settimanale online

Non si può discutere la bravura ne la grandezza di Anna Proclemer per le sue doti di attrice. Quello che metto in discussione, è che debbano esternare pubblicamente le loro preferenze partitiche. Questa prefazione non è opera di Daniele Lorenzetti che ha scritto l’articolo ma decisamente mia che sono l’editore, e so che susciterò polemiche, ma non importa.

anna proclemere 2Lei si è definita "attrice per vocazione nata con il baco del protagonismo" e ancora "tigre di carta", coraggiosa e fragile allo stesso tempo. Lei è Anna Proclemer. Anna nasce nel 1923 a Trento in una famiglia Borghese, e sembra, che dalla madre abbia ereditato il sacro fuoco dell'arte. Da Trento la famiglia Proclemer si trasferisce a Roma dove Anna si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia e parallelamente inizia a recitare con il GUF (gruppo universitario fascista) dando così inizio ad una lunghissima carriera. In un'intervista Anna racconta gli incontri che hanno influenzato la sua vita artistica. Il primo è Orazio Costa regista ed insegnante all'Accademia d'arte drammatica, che Anna non frequenta, che le insegna la recitazione in versi. Poi cita Vittorio Gassman con cui fa compagnia per 2 stagioni, che oltre ad insegnarle la tecnica recitativa, le fa capire che in fondo, non deve mai prendersi sul serio, non dimenticando che gli attori in fin dei conti stanno giocando. Altro personaggio fondamentale nel suo percorso è Giorgio Albertazzi suo compagno anche di vita. La ditta Albertazzi - Proclemer si distingue sia per l'impianto di tipo tradizionale, capace però di adattarsi ai cambiamenti del teatro contemporaneo, ma con sapienti incursioni nei classici. Nella sua lunga carriera Anna incrocia i più grandi registi come Bragaglia, Strehler, Squarzina, Ronconi, Lavia, Ozpetek, e attori del calibro di Gino Cervi, Tino Buazzelli, Gianrico Tedeschi, e poi ancora, Andreina Pagnani, Lilla Brignone, Lina Volonghi e la piccola Ottavia Piccolo. Anna porta in scena tantissime figure femminili, dai personaggi classici delle tragedie greche, alle donne raccontate da Shakespeare, dando a questo universo femminile un aura mitica ed una valenza universale. Restano indimenticabili certe donne non banali a cui Anna dà volto come la maestrina di "Anna dei miracoli" o la lesbica de "La governante" scritta per lei da Brancati e la prostituta "Signora Warren". La sua carriera cinematografica inizia con un nome d'arte, Anna Vivaldi, a causa del suo cognome poco italiano per il regime fascista, non è così importante come quella teatrale infatti sono solo una quindicina i film da lei interpretati. Decisamente più stimolante la sua presenza in televisione dove la Proclemer, propone alcuni dei suoi cavalli di battaglia. Uno di questi è sicuramente "Anna dei miracoli", già portata in scena con Ottavia Piccolo, e qui invece, con la piccola Cinzia De Carolis. Ma non è stata solo interprete di questo dramma. Infatti Anna doppia Anne Bancroft nel film omonimo. Il doppiaggio è un altro suo fiore all'occhiello, arte che sviluppa durante l'attesa della figlia Antonia. 

Anna nel 1946 sposa lo scrittore siciliano Vitaliano Brancati con cui ha la figlia Antonia che diventa scrittrice e sceneggiatrice. Dopo la morte di Brancati ha una lunga relazione con Giorgio Albertazzi. Dopo parecchi anni dalla morte, Anna scrive una lunga ed intensa lettera a Brancati, che lei riconosce fondamentale nella sua crescita artistica, in quella storia d'amore, divisa tra teatro e letteratura, in un momento storico decisamente non facile, dove spesso le opere dello scrittore erano messe al bando dal regime. La sua ultima interpretazione cinematografica, è nel film di Ozpetek "Magnifica presenza", dove da volto ad una vecchia stella famosa ai tempi del ventennio. È poco più di un cammeo, ma il talento e la grandezza, sono quelli di una vera grande signora del nostro teatro.

Daniele Lorenzetti 

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