La terza serie della fiction “Cuori”. Ne parliamo con Carola Stagnaro una delle protagoniste
Domenica 3 febbraio, su RAI 1, va in onda la terza serie della fiction di successo "Cuori", diretta da Riccardo Donna.
La storia ambientata negli anni 60, narra degli albori delle tecniche mediche, relative ai trapianti di cuore, e alla realizzazione del cuore artificiale, nei reparti dell'ospedale delle Molinette di Torino, dove si intrecciano sogni, ambizioni e amori.
La bella e brava Carola Stagnaro, dà il volto a suor Fiorenza, caposala e punto di riferimento, per il dottor Cesare Corvara, interpretato da Daniele Pecci.
Carola Stagnaro è un'attrice genovese nata per caso a Londra.
La sua carriera artistica inizia in teatro con lo stabile di Bolzano mentre si laurea al Dams di Bologna.
Debutta in teatro nel repertorio drammatico, spaziando da Euripide a Shakespeare, da Giacosa a Cechov, lavorando con attori del calibro di Antonio Salines, Renzo Palmer, Luca De Filippo, Renato De Carmine, Massimo Ghini, Anna Galiena, ma la lista sarebbe decisamente più lunga. A teatro, è diretta tra gli altri, da Cristina Pezzoli, Piero Maccarinelli, Tonino Conte, Attilio Corsini, solo per citarne qualcuno.
Al cinema debutta nel 78, in "Ecce bombo" di e con Nanni Moretti, lavorando anche con altri grandi registi come: Dario Argento, Alberto Lattuada, Massimo Troisi, Nikita Michalkow, Ruggero Deodato.
In televisione, ha recitato nelle fiction di maggior successo degli ultimi anni: "Un posto al sole", "Il maresciallo Rocca", "Don Matteo", "Rex", "Il generale Dalla Chiesa", "Provaci ancora prof", "L'allieva".
Carola, ha recitato anche delle due soap di grande successo, targate Mediaset, "Vivere" e "Centovetrine". E per il ruolo di Cloe in "Vivere", vince il premio come migliore attrice di soap al "Roma fiction festival".
Raggiungo Carola al telefono per farmi raccontare qualcosa in più sulla fiction Cuori e sul suo lavoro in generale.
D. Carola, domenica va in onda, la prima puntata della terza serie di Cuori. Com'è stato interpretare suor Fiorenza?
R. La storia raccontata dalla fiction, è quella di un sogno, quello di realizzare il primo trapianto di cuore al mondo, che però non succederà in Italia ma in Sudafrica, grazie a Barnard. Il mio personaggio, è un punto di riferimento per il primario, e nonostante sia una religiosa, sono favorevole al trapianto.
D. Le due stagioni, già andate in onda, hanno avuto un notevole seguito. Secondo te a cosa deve il successo?
R. Indubbiamente l'idea vincente, è il buon equilibrio tra il racconto di personaggi realmente esistiti, e la perfetta ricostruzione di un ambiente ospedaliero d'epoca, al punto da accompagnare il telespettatore, in una sorta di viaggio nel tempo.
Fa scoprire un modo lontano nel fare medicina, in un'epoca di grandi scoperte, e, nello specifico nella cardiochirurgia.
Tutto questo, ben diretto da Riccardo Donna, e ultimo, ma non ultimo, un bel cast.
A questo punto, non ci resta che aspettare la messa in onda. Ma avendo l'opportunità di chiacchierare con Carola, non posso perdere l'occasione di saperne di più del suo lavoro.
D. Come ho già scritto, sei stata diretta da grandi nomi come: Argento, Troisi, Lattuada, Moretti, Michalkow, Salines. Potresti definire ognuno di loro con un aggettivo?
R. Oddio! Parliamo di grandissimi. Ci provo.
Dario Argento: inquietante
Alberto Lattuada: stimolante
Nanni Moretti: esigente
Massimo Troisi: pieno di umanità
Nikita Michalkow: artista completo
Antonio Salines: camaleontico
D. E degli attori con cui ho lavorato, cosa mi puoi dire?
R. Ho avuto la fortuna di lavorare con grandi personaggi, specialmente a teatro, e con loro tra prove e tournée, passavo tantissimo tempo, durante il quale, si condivideva ogni momento della giornata. Oggi le cose sono decisamente cambiate. I telefonini e i social network, hanno cambiato le abitudini, facendo venir meno i rapporti fatti di dialogo, isolandoci sempre di più.
Devo riconoscere di avere avuto la possibilità di conoscere attori fantastici, oltre a quelli che già hai citato. Due nomi fra i tanti: Giancarlo Giannini e Gigi Proietti. Tutti i compagni di viaggio mi hanno dato qualcosa.
D. Nella tua lunga carriera, hai interpretato tanti ruoli. Ma ce n'è uno, che ti piacerebbe portare in scena?
R. Ci sono molti bei ruoli femminili, ma se proprio devo sceglierne uno, ti dico "Thelma", una delle protagoniste del dramma "Buonanotte mamma", di Marsha Norman, che racconta il difficile rapporto tra una madre e la figlia, che finisce in tragedia. Ho avuto la fortuna di averlo visto a teatro, interpretato da Lina Volonghi e Giulia Lazzarini, e me ne sono innamorata. Magari prima o poi mi cimenterò...chissà…
D. Dopo l'esperienza di Cuori, cosa ci riserva Carola per il futuro?
R. Intanto ad aprile, sono sul set per la seconda serie di "Costanza", sempre per RAI 1.
E poi c'è un bel progetto a cui tengo molto. Il laboratorio che ho creato a Genova, e si chiama "Ad occhi chiusi", ed è un vero e proprio teatro/cura per non vedenti- ipovedenti- vedenti. Un progetto che stimola la creatività espressiva, che porta a superare le proprie insicurezze, grazie a questa forma di espressione.
La cosa che mi rende ancora più felice, è aver coinvolto mia madre novantaseienne, in questa avventura. In questo momento, stiamo lavorando all'allestimento de "Il brutto anatroccolo ", giusta metafora sulla possibilità di poter cambiare, di trasformarci volendo credere in sé stessi.
D. E poi, da curriculum, leggo che sei "operatore pedagogico professionista" oltre che "coach professionista "
R. Si! Questo mi piace moltissimo. Mi dà la possibilità, pur non essendo in scena come attrice, di aiutare gli altri, e trasmettere gioia, cercando di tirare fuori la bellezza. (Cosa fondamentale, nel momento storico che stiamo vivendo).
Saluto Carola con la promessa di risentirci per parlare di nuovi futuri lavori. Per il momento ci dà appuntamento per domenica sera su RAI 1.
Daniele Lorenzetti