corpo 10 settimanale online

Di chi è la colpa?

tipologia pizziDifficile da stabilire. Di sicuro il consumismo, poi si può L’artigianato, un patrimonio culturale, sta quasi aggiungere la scarsa se non quasi assenza di cultura storica dei manufatti e della loro preziosità da conservare e preservare. Di sicuro le giovani generazioni non vengono avvicinate all’artigianato che potrebbe essere fonte di nuove opportunità. Per fortuna c’è chi ha il coraggio di iniziare a fare proselitismo ed ha fondato una scuola per avvicinare all’artigianato, non solo le nuove generazioni, ma tutti in generale. Un plauso va ad Antonella Lombardi, che ha avuto il coraggio di intraprendere questa strada. Penso anche, ma questo è un mio parere personale che non sarebbe male se anche i maschi si avvicinassero a lavori fino a ieri considerati esclusivamente femminili. Tanto per citare, in Svezia a scuola si insegna a lavorare a maglia anche agli uomini, ed una volta in treno, ho incontrato un generale dell’esercito che lavorava durante il viaggio a mezzo punto. Quindi solo mentalità obsoleta.

Dagli abiti di sposa ai pizzi e merletti, qual è stata la molla che ti ha fatto cambiare direzione?

La passione per il merletto è nata durante l’infanzia, quando vedevo lavorare le mie zie al tombolo. Dopo la chiusura dell’atelier, a causa di una grave malattia, ho ripreso la mia passione ricercando le tecniche tipiche della zona salentina. Trattandosi di una tecnica ormai abbandonata qui nel Salento le mie ricerche si sono spostate anche altrove, in altre regioni italiane e anche all’estero. Grande impatto ha poi avuto sulla mia formazione la Scuola Merletti Gorizia.

Sicuramente non hai appreso queste tecniche da maestranze locali, poiché sono tecniche non salentine. Quindi dove hai appreso questa maestria?

La conoscenza delle diverse tecniche deriva da diversi corsi frequentati nel corso della mia formazione, fatto che mi ha portata a seguire lezioni sia in Italia che al di fuori del Paese. Per aumentare il mio bagaglio culturale ho dovuto seguire lezioni a Cantù per il Punto Venezia e tecnica di disegno, Brioude, in Francia, per Cluny, Capron e mise en carte, Idria, in Slovenia per il merletto sloveno, Burano per il pizzo di Burano. Infine, sei anni nella Scuola Merletti Gorizia per imparare la tecnica del merletto goriziano, disegno, storia del merletto e classificazioni dei vari merletti, inoltre sempre a Gorizia ho frequentato ulteriori corsi dell’associazione Fuselliamo.

Perché pensi che le nuove generazioni non hanno voglia di imparare queste tecniche?

Non si tratta solo delle nuove generazioni ma bensì dell’interesse generale nel preservare e diffondere queste tecniche nella nostra zona. Attualmente i giovani non sono neanche a conoscenza dell’esistenza di quest’arte perché anche le generazioni precedenti non lo trasmettono o ne hanno perso interesse. Oggi, purtroppo, qui da noi, il merletto ha assunto un’identità ancorata troppo al passato, legata a quelle lavorazioni di centrini e corredo tipici delle nonne, senza quindi notare che questa tecnica ha preso piede in modo sempre più determinante nel campo della moda, la quale, invece, è in continua evoluzione.

Inoltre, l’artigianato, recentemente sta affrontando un momento molto arduo, offuscato sempre di più dalle produzioni industriali, rendendolo più raro e di conseguenza meno noto.

Puoi dare un nome per ogni tecnica e spiegare brevemente in cosa consiste?

La tecnica è in realtà solo una, quella del tombolo, detto anche merletto a fuselli o a piombini. La tecnica prevede l’intreccio di un numero variabile di fili arrotolati su piccoli fusi in legno, detti fuselli. La lavorazione viene eseguita su un cuscino imbottito, detto tombolo, la cui forma, dimensione e il cui sostegno variano di paese in paese. Sul tombolo viene appuntato il disegno, tracciato su carta, cartone o pergamena, e il lavoro procede seguendo il motivo del disegno fissando il tutto con gli spilli.

Esistono, tuttavia, diverse tipologie di merletti che si dividono in merletti a fili continui, tra cui alcuni di questi sono Genovese, Binche, Malines, Valenciennes, Lille, Blonde, Chantilly, Cluny e altri, e a fili tagliati, in cui troviamo Goriziano, Milanese, Duchesse, Rosaline, Honiton e altri ancora.

Con la sua esperienza, il disinteresse deriva dal fatto di non avere cultura, o che si preferisce avere cose in serie, perché costano poco e sono di facile manutenzione?

Come accennato poc’anzi entrambe le motivazioni incidono oggi. Non è solo la trasmissione di quest’arte che è diminuita nel corso del tempo, ma è venuta meno la conoscenza stessa di questa lavorazione. Allo stesso tempo, la lavorazione industriale ha sostituito notevolmente il merletto realizzato a mano sia per i tempi di produzione minori che soprattutto per i prezzi inferiori.

È difficile imparare queste tecniche?

No, l’interesse e la passione sono il motore trainante, come in tante altre discipline anche per il merletto a tombolo vale questo discorso. Chiunque e a qualunque età può iniziare purchè ci sia il desiderio di intraprendere questo percorso.

Si può dire che imparata una tecnica per le altre poi diventa facile?

Sì, la tecnica di base resta quella anche se ci sono variazioni tra una tipologia di merletto e l’altro dovuto al luogo di origine della lavorazione. Ciò che cambia sono il disegno e i punti. È come imparare uno strumento musicale e dover studiare poi le varie canzoni.

Pensi di aprire una scuola?

Successivamente al conseguimento del diploma rilasciato dalla Scuola Merletti Gorizia ho aperto la mia personale scuola “Il Tombolo di Antonella” in cui si svolgono corsi sui vari tipi di merletto come il merletto Goriziano, Cluny, Bucks, Cantù, Torchon, Rosaline, punto Venezia, Milanese, ma anche di disegno tecnico per merletto e corsi per realizzare gioielli con fili metallici e non.

Queste tecniche per fare merletti o pizzi, si possono utilizzare per altro?

Con la tecnica del merletto a fuselli è in realtà possibile realizzare una moltitudine di manufatti, che vanno dalle applicazioni per moda a complementi d’arredo, quadri, gioielli e anche acconciature per capelli.

Con queste tecniche si possono fare cose grandi come tovaglie o copriletti?

Sì, è possibile realizzare tende, tovaglie, copriletti e corredo in generale, ma anche paramenti sacri, la dimensione non rappresenta un limite per questa tecnica.  

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini - Antonio Barattiero

 

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