corpo 10 settimanale online

 

 

 

 

              

Il film “Finalmente l’alba” con la regia e la sceneggiatura di Saverio Costanzo, per la prima sceglie il cinema Kinemax di Gorizia  

 

   locandina finalmente lalbaIl 14 febbraio è uscito al cinema l'ultimo film di Saverio Costanzo dal titolo "Finalmente l'alba". Il regista, sabato scorso, era presente al Kinemax di Gorizia assieme alla compagna Alba Rohrwacher, una delle protagoniste della pellicola. La storia, apparentemente, è il semplice racconto della giornata di due sorelle, nel magico mondo di Cinecittà. In realtà è un omaggio del regista, al mondo del cinema, qui anche come sceneggiatore. Una delle due sorelle, la protagonista, si trova in modo del tutto casuale a vivere una giornata, che potrebbe cambiarle la vita anche in maniera tragica, in quella fabbrica di sogni che è cinecittà degli anni '50. Il contesto storico è quello dello sbarco in massa degli Americani, che trovano in Italia scenografie e location naturali, per raccontare storie di antichi romani, cavalieri medievali e non solo. La città eterna diventa un immenso set. La Hollywood sul Tevere, i peplum, le principesse in vacanza, e poi le dive capricciose coccolate dai sarti alla moda, e corteggiate da nobili, spesso decaduti. Questo è lo scenario che Costanzo propone allo spettatore. La vicenda di Mimosa la protagonista si intreccia con un famoso caso di cronaca nera, che all'epoca rappresentò un vero e proprio caso mediatico, che coinvolse il mondo del cinema e quello politico. La famosa diva dell'epoca e il suo compagno musicista con le loro vere identità entrano nella sceneggiatura del regista, insieme ad una galleria di personaggi tipici del cinema di allora. Il risultato finale è un film che parla di cinema, attraverso gli occhi di chi, il cinema dimostra di conoscerlo e amarlo davvero.

Il film ha una buona narrazione, ed il personaggio principale, Mimosa, affidato al volto della quasi sconosciuta Rebecca Antonaci, è il vero punto di forza della pellicola. Meno efficaci e quasi stereotipate, altre figure, come la diva Hollywoodiana, che inevitabilmente riportano a Fellini, quasi in un dèjà vu. E se, per chi come me, trova in questo, un omaggio a quel cinema, per altri, si tratta quasi un voler scimmiottare e basta. Personalmente lo consiglio. Magari chi non conosce il cinema di quel periodo, potrebbe rimanerne affascinato. Detto ciò, rimane sempre il fascino del film, attraverso il grande schermo. 

Daniele Lorenzetti

 

Salvare
Scelte dell'utente per i cookie
Utilizziamo i cookie per fornirti i migliori servizi possibili. Se si rifiuta l'uso di questi cookie, il sito Web potrebbe non funzionare correttamente..
Accettare tutto
Rifiutare tutto
Maggiori informazioni
SOCIALS
Facebook
Accettare
Rifiutare
Twitter
Accettare
Rifiutare
Linkedin
Accettare
Rifiutare
COOKIE ANALITICI
GOOGLE
Accettare
Rifiutare