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Non possiamo affermare che sia un modo di “mangiare per strada” che viene da paesi lontani.

street food trestreet food 2Il cibo assaporato mentre si cammina, da cui street food, comprato da baracchini o stand, si è sempre usato, specialmente nel sud.

Ma ora ci sono vere e proprie feste di quartiere, se così le vogliamo chiamare, che inneggiano allo street food, e che sono itineranti. Per Roma si spostano in rioni diversi, data la vastità della città.  Ieri come turno è toccato alla zona di “Centocelle”. Un’intera strada chiusa al traffico per ospitare i vari stand. L’idea, sicuramente nasce per far conoscere le varie specialità delle regioni italiane, che sono veramente tante e diversificate. L’Italia, questo nostro stivale, è decisamente lungo, e la cucina è molto varia a seconda delle regioni. Pietanze, che sono state influenzate, sia dalle dominazioni che ha subito nel corso dei secoli, sia dalla necessità di street food 1utilizzare ciò che in zona si trovava. Presenti gli stand della Puglia, dell’Abbruzzo, della Campania e del Lazio, e della Toscana. Ad allargare il gusto, presenti gli stand della Grecia e della Spagna. Quest’ultima, non poteva non proporre il piatto simbolo della nazione: “la Paella”. Una specie di risotto arricchito. La versione valenciana, che dovrebbe esser quella "originale" prevede riso, carne marinata di pollo e coniglio, verdure verdi come fagiolini o taccole, pomodori, peperoni, fagioli, ai quali si aggiungono a volte anche lumache e spezie, come zafferano e rosmarino. La variante più diffusa è la “paella de marisco”, ovvero la a base di frutti di mare, che si prepara soprattutto nelle zone che affacciano sul Mediterraneo. Immancabile la “sangria”, un vino arricchito dal gusto della frutta che viene lasciata macerare, Con la stessa base di riso e zafferano troviamo varianti che prevedono carne e frutti di mare insieme, nella paella mista. Una variante particolare è quella creata ad Alghero all'inizio del 2000 in occasione dei festeggiamenti per i 900 anni della città, la paella algherese, fatta con un mix di carni e frutti di mare locali e la fregola al posto del riso, manche la paella negra o quella di pasta. Chiaramente era impossibile trovare tutte le varianti. Ecco le varietà principali di paella da provare almeno una volta nella vita. Lo stand della Grecia, propone i famosi involtini “Dolmades”, involtini di foglie di vite, ripieni di carne e riso.

Le “Tomatokeftedes”, le crocchette di Santorini. Questi sono i piatti che ho potuto vedere nello stand, ma sicuramente saranno stati presenti altri piatti tipici come: Htapodi xudato, l'insalata di polpo.

Moussaka, delizia alle melanzane, assomiglia un poco alla nostra parmigiana, d'altronde la puglia e specialmente il salento ha avuto una lunga dominazione greca.

Pastitsio: la pasta al forno greca.

La feta: il formaggio greco per eccellenza, che ormai tutti conosciamo per essere presente in tutti i supermercati.

Choriatiki: insalata greca, ormai piatto presentato nei menu di molti ristoranti italiani.

L’Abbruzzo, con i suoi famosi arrosticini, fatti con carne di ovino, la Puglia con le sue bombette di carne ripiene di scamorza, i suoi calzoni o panzerotti, come vengono chiamati in zone diverse. Ho notato la mancanza dei famosi rustici leccesi, e questo mi ha sorpreso.

Il Lazio ha fatto da padrona con più stand, con le loro specialità che andavano dalla carbonara, al cacio e pepe, passando per una matriciana, maritozzi e tanto altro. Un plauso allo stand che proponeva il “tirami su” fatto espresso. Veramente buono!

La Toscana con la sua carne chianina, che non ha bisogno di spiegazioni, o presentazioni ormai presente sui nostri desk. Certo mi sarei aspettato di poter gustare un Fiorentina, ma così non è stato, e per fami passare la voglia una toccata e fuga a Firenze non tarderò ad attuare.

Direi che vale la pena andare, sia per passare una serata piacevole e diversa, sia per assaggiare piatti che normalmente non si conoscono.

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

Credits: 
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web 

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