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Giovane, bella e brava Clara Calamai si affaccia al cinema mostrando il seno nudo, uno scalpore che fa di lei una diva contesadi registi più noti.

clara calamai e massimo girottiPer anni nel mondo del cinema si è discusso su quale attrice abbia mostrato per prima il seno nudo sul grande schermo. Quello di Clara Calamai nel blasettiano "La cena delle beffe" o quello di Doris Duranti in "Carmela" di Flavio Calzavara? In realtà lo scettro va a Vittoria Carpi in un precedente film sempre di Blasetti, è senza contare alcune scene di film dell'epoca del muto. Però il "caso" portò indubbia fama alle due attrici. Ma chi è Clara Calamai? La bella Clara nasce a Prato e, giovanissima, viene notata dal regista Blasetti, all'epoca un numero uno della regia, che la nota per il suo ovale perfetto, dal fisico snello e dalla sua grazia. Blasetti la fa debuttare in "Ettore Fieramosca" accanto ai divi Gino Cervi e Elisa Cegani. Dal 38 al 49 la Calamai gira ben 29 pellicole. È fuori dubbio che "La cena delle beffe" con quei brevi fotogrammi con il suo seno nudo danno a Clara enorme fama e la consacrano sex symbol. (il film viene vietato ai minori di 16 anni e messo al bando dalla chiesa). Per tutti gli anni 40 la Calamai è una delle attrici più note del nostro cinema al pari di Alida Valli, Valentina Cortese, Assia Noris, la rivale Doris Duranti, Isa Miranda e Anna Magnani. E proprio con la grande Magnani, ha per ben 2 volte, incontri lavorativi, dove il destino sembra averci messo mano. Nel 43, in piena guerra, Luchino Visconti debutta alla regia con un film destinato a diventare un vero e proprio manifesto del filone neorealista. La pellicola è tratta dal romanzo "Il postino suona sempre due volte" un noir americano. Gli attori scelti dal regista sono Massimo Girotti e Anna Magnani e viene girato nelle campagne ferraresi. La Magnani però è incinta e non potendo partecipare alle riprese viene sostituita dalla Calamai, del tutto inconsapevole che "Ossessione" (che sarà il titolo del film) è una grande occasione per lei, forse la più grande. La pellicola è girata per lo più in esterni, fotografati in modo decisamente realistico, ben lontani dalle false ambientazioni dei telefoni bianchi, così amati dal regime. E Giovanna, la protagonista a cui dà volto la Calamai, non ha l'enfasi da diva ma la bellezza vera di una donna del popolo, insoddisfatta del matrimonio e della vita in quella provincia da lei detestato, che lei cerca di cambiare grazie al bel vagabondo complice nell'uccisione del marito. La trama cruda e violenta non piace al regime che sequestra la pellicola dopo pochi giorni dalla sua uscita. Nonostante ciò il film è destinato ad un successo enorme e duraturo e i cinefili lo considerano, giustamente, un capolavoro. Dopo il successo del film la Calamai viene contattata da Rossellini che sta scrivendo assieme a Sergio Amidei quello destinato a diventare il suo più grande successo, "Roma città aperta". Gli scarsi mezzi del regista fanno però dubitare l'attrice al punto di preferire il ruolo da protagonista di "Due lettere anonime" di Camerini. Pellicola di successo ma lontana dalla grandezza di "Roma città aperta". Nel 46 Clara è la protagonista del film "L'adultera" di Duilio Coletti che le fa vincere il nastro d'argento, istituito proprio quell'anno. Nel 45 sposa il conte e produttore Leonardo Bonzi e, in seguito al matrimonio, le sue presenze sul grande schermo diventano sempre più rare. I successivi ritorni al cinema sono determinati dalle richieste di amici registi. Visconti la dirige ne "Le notti bianche" e Mario Bonnard in "Afrodite dea dell'amore". Sempre con Visconti, nel 67, è una strega nell'omonimo film. Il suo addio al grande schermo lo fa in grande stile partecipando ad un vero e proprio film destinato a diventare un vero e proprio culto, "Profondo rosso" di Dario Argento. L'ultima grande interpretazione di una grande diva. Sono le figlie a dare l'annuncio della sua morte nel 1989. L'addio di una diva resa famosa da un seno nudo capace di far sognare un immenso pubblico anche con brevissimi fotogrammi.

Daniele Lorenzetti 

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