Mario Carotenuto, ha lasciato un bagaglio di caratterizzazioni che potrebbe far vivere di rendita qualsiasi giovane attore
Ci sono attori, che pur non essendo mai protagonisti assoluti, sono state presenze fisse in centinaia di film. Spesso vengono definiti, a parer mio, ingiustamente, caratteristi, quasi a voler sminuire il loro talento. E l'attore di cui voglio raccontare la lunga carriera è Mario Carotenuto.
Mario, nasce a Roma nel 1916, ed è figlio di Nello, attore del cinema muto. Il debutto sul palcoscenico, avviene al teatro Costanzi di Roma, quando Mario ha solo 8 anni. Per il momento, lo spettacolo rimane un caso isolato, perché il piccolo Mario, farà diversi lavori, ma che non hanno nulla a che fare con il teatro. A metà anni 40, inizia la carriera di attore alla radio, e durante la guerra, entra a far parte della compagnia teatrale, voluta dal reparto propaganda delle SS italiane. In seguito, si dedica al teatro di rivista, e nel 53, forma una propria compagnia. Le sue indubbie capacità recitative, lo rendono credibile sia nel teatro di rivista, interpretando ruoli brillanti, sia in ruoli più drammatici, come quello di Peachum, ne "L'opera da tre soldi" diretto da Strehler. E questo ruolo gli vale il "Premio San Genesio" come miglior caratterizzazione maschile del 56.
E nel suo curriculum, non può mancare la grande commedia musicale, targata Garinei e Giovannini. Con loro, è tra gli interpreti di "Un paio d'ali", con Renato Rascel e Giovanna Ralli del 57, e "Un trapezio per Lisistrata" dell'anno successivo.
Ma è il cinema a dare la grande popolarità a Mario Carotenuto. Il suo primo film lo gira nel 52 accanto a Rascel, "Marakatumba, ma non è una rumba". Questo è il primo titolo, di una lunghissima filmografia, che conta più di 100 pellicole (dal 58 al 62 ne interpreta ben 30). Il suo ruolo, è spesso quello del borghese godereccio, che perde la testa per cameriere e belle segretarie. Carotenuto è indubbiamente un formidabile caratterista, dotato di grande personalità, e non a caso viene chiamato da autori importanti, che lo vogliono nelle loro pellicole, per parti più complesse e drammatiche. Con Lattuada, gira "La spiaggia" nel 53, con Risi "Poveri ma belli" nel 56, con Damiano Damiani "Girolimoni, il mostro di Roma nel 72, con Comencini "Lo scopone scientifico, che gli fa vincere il Nastro d'argento, e con Ettore Scola", Il romanzo di un giovane povero" nel 95. In alcune pellicole Carotenuto è protagonista principale, come quando interpreta l'ex ladro di "Colpo gobbo all'italiana", il film di Lucio Fulci, nato da un'idea dell'attore stesso. Dagli anni 60 fino a fine carriera si dedica a decine di film del genere commedia. Film leggeri, farse, musica reali che lo consacrano uno degli attori più noti. Diretto da Steno, partecipa a due film destinati a diventare veri e propri cult, "La poliziotta" con Mariangela Melato del 74, e "Febbre da cavallo" con Gigi Proietti del 76.
Nel 95 Carotenuto muore dopo una lunga malattia e ai suoi funerali sono presenti tantissimi volti del cinema e dello spettacolo. Nel 53 Mario Carotenuto sposa l'attrice e ballerina Luisa Poselli e l'anno successivo nasce la loro figlia Claretta che diventa attrice e regista.
Carotenuto, considerato uno dei più grandi caratteristi, ha dimostrato di avere grandi capacità. Lui che si è formato sui palcoscenici dei teatri minori, (dove il pubblico è più esigente e critico) senza aver frequentato nessuna accademia, affermando le proprie doti naturali, con una comicità affidata alla mimica, alla voce e al fisico. Oltre che al contatto continuo con il pubblico. E questo fa di lui un grande artista. Lui che ha lasciato un bagaglio di caratterizzazioni che potrebbe far vivere di rendita qualsiasi giovane attore.
Daniele Lorenzetti