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La vita della prima donna nella storia ad essere candidata all'Oscar come migliore regista. 

WertmullerLina Wertmuller, nasce a Roma nel 1928, ed è figlia di Federico, un avvocato originario della provincia di Potenza, discendente da una famiglia di origini svizzere, e di Maria Santa Maria - Maurizio.

Ha scuola, come compagna, ha Flora Carabella, futura moglie di Marcello Mastroianni, destinata a restarle amica per tutta la vita, rivelandosi fondamentale per avvicinarla al mondo dello spettacolo. Fin da giovane, Lina dimostra di possedere un carattere molto vivace, al punto di essere cacciata da ben 11 istituti scolastici.  Quando ha 17 anni, si iscrive all'accademia teatrale diretta da Pietro Sharoff, per poi dedicarsi all'animazione e alla regia, degli spettacoli di burattini di Maria Signorelli. Negli anni successivi, si trova a collaborare con registi teatrali, come Giorgio De Lullo e Garinei e Giovannini. Lavora pure per la radio e la televisione, dove dirige e scrive i testi della prima edizione di "Canzonissima", e successivamente del fortunatissimo "Giornalino di Gian Burrasca", con protagonista Rita Pavone (uno dei programmi rimasti nella storia del piccolo schermo). 

linaLa sua carriera nel cinema, inizia con il ruolo di segretaria di edizione,  nel film "...e Napoli canta" di Armando Grottini del 53, e successivamente come aiuto regista di Fellini ne "La dolce vita" e "8e1/2". Il suo esordio dietro la macchina da presa, avviene nel 63 con il film "I basilischi", uno spaccato di vita di alcuni poveri amici, ambientato nel sud Italia.  Il film le fa vincere la "vela d'argento", al Locarno film festival, il primo dei tanti riconoscimenti ricevuti nella lunga carriera. 

Nel 68, usa lo pseudonimo Nathan Witch, per dirigere uno spaghetti Western, dal titolo "Il mio corpo per un poker", con protagonista Elsa Martinelli. Nella seconda metà degli anni 60, con due musicarelli, "Rita la zanzara" e  "Non stuzzicare la zanzara", inizia la sua collaborazione con Giancarlo Giannini. L'attore è protagonista di suoi grandi successi, come "Mimi metallurgico..." del 71, "Film d'amore e d'anarchia... del 72", Pasqualino Settebellezze" del 76, "La fine del mondo nel nostro solito letto" del 78, e "Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova". Ma il suo capolavoro lina e gianniniassoluto rimane, "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto" del 74, con una splendida Mariangela Melato accanto a Giannini, che da quel momento diventa una coppia consolidata del nostro cinema, come Loren/Mastroianni o Sordi/Vitti. (Non so se i particolari chilometrici titoli dei suoi film, siano stati un vezzo, o qualcosa di scaramantico.  Di sicuro sono il suo biglietto da visita). Nel 2002, Madonna, diretta dal marito regista, ha interpretato il ruolo che fu della Melato, nel remake americano di "Travolti..." ma con successo decisamente mediocre. E il film è risultato un vero e proprio flop. 

"Pasqualino Settebellezze", ha avuto grande successo anche in America, e la Wertmuller per questo film, ottiene la candidatura a ben tre statuette. La candidatura come miglior regista, è la prima ottenuta da una donna. 

Lina Wertmuller è sempre stata un esempio per le altre registe, sia perché i suoi film sono stati successi a livello commerciale, sia perché ha fatto da apripista, in un mondo che era esclusivamente fatto da uomini. 

Il suo forte carattere, è stato fondamentale per riuscire ad imporsi, con attori e attrici, spesso gridando e usando metodi poco ortodossi...ma, visti i risultati, decisamente necessari.  Nel 1983, dirige "Scherzo del destino", dove affronta con leggerezza ma coraggio, il tema del terrorismo. Nella sua carriera, oltre alle regie cinematografiche, teatrali e televisive, Lina cura anche regie di opere liriche, e scrive sceneggiature di spettacoli teatrali. 

E negli anni 60, scrive testi musicali di successo come "Il geghege`" e "Fortissimo" e "W la pappa col pomodoro” per Rita Pavone, "Tutta la gente del mondo " per la Vanoni, e per Mina "Mi sei scoppiato dentro al cuore". Veramente un'artista a tutto tondo. 

Nel corso della sua carriera, Lina ha avuto moltissime candidature, portando a casa un sacco di premi e onorificenze: 2 candidature all'Oscar e l'Oscar alla carriera del 2010. E poi il David di Donatello, il Globo d'oro, il premio Flaiano e altri svariati premi e riconoscimenti. Dal 2018, è Cavaliere di Gran Croce dell'ordine al merito della Repubblica italiana. 

Nel 2013, recita un cameo nel film di Riccardo Milani, "Benvenuto presidente".

La Wertmuller, con il suo lavoro, ha indagato sui ruoli sociali dell'uomo e della donna, in dialogo tra nord e sud, tra borghesia e proletariato. Tutto con uno sguardo ironico sulle evoluzioni sociali, e politiche del nostro paese, spesso in modo grottesco e pungente, senza però mai prendersi sul serio. 

Negli anni 60, Lina inizia un sodalizio artistico con lo scenografo teatrale Enrico Job, con cui più tardi si sposa. La coppia, anni dopo, adotta una bimba, Maria Zulima.

Lina Wertmuller, muore nella sua Roma nel 2021 a 93 anni. 

Il mio ultimo ricordo per Lina, è la frase che accompagna il suo Oscar alla carriera: " Lei ha saputo scardinare con coraggio le regole politiche e sociali, attraverso la sua arma preferita: la cinepresa".

Daniele Lorenzetti 

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

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