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Rossano Brazzi, il latin lover per eccellenza che ha portato avanti il mito degli uomini italiani amanti “focosi”

rossano brazzirossano brazzi a coloriLa figura del latin lover, credo che sia nata quando è nato il cinema. Pensiamo al pugliese Rodolfo Guglielmi, trasformato da Hollywood nel mitico Rodolfo Valentino già ai tempi del muto, consacrandolo come primo sex symbol del grande schermo. E poi Vittorio Gassman, latin lover non solo al cinema, e lo testimoniano le mogli e gli altri amori. E come dimenticare Marcello Mastroianni, latin lover suo malgrado, grazie anche a Fellini che lo fa immergere nella fontana di Trevi, accanto alla giunonica Anita Ekberg, in un bagno entrato nella leggenda. Ultimo, ma non ultimo, quello che ha costruito una lunga carriera, proprio interpretando il ruolo di "italico rubacuori", Rossano Brazzi. Rossano nasce in provincia di Bologna, nel 1916, e possiamo affermare che è stato un attore decisamente eclettico. Nel primo ventennio della sua carriera, ha attraversato tutti i generi del cinema italiano dell'epoca, impersonando eroi romantici, sia nei film romantici, sia in quelli di avventura in costume.  Il successo internazionale, lo raggiunge poi interpretando il personaggio, un po' stereotipato, del latin lover. Il suo esordio nel mondo dello spettacolo, avviene in teatro a Firenze, dove debutta ne "La cena delle beffe" di rossano in costumeSem Benelli, e poi sarà protagonista de "L'Aminta" di T.Tasso. Durante il secondo conflitto mondiale, Brazzi continua a recitare a teatro, in compagnie importanti come quella di Emma Gramatica e Ave Ninchi, e quella di Andreina Pagnani e Carlo Ninchi. Rossano decide però di abbandonare il teatro per dedicarsi al cinema, raggiungendo una certa popolarità. Siamo in pieno ventennio, e lui interpreta film spesso allineati agli standard del regime. Tra questi non possiamo non ricordare "Noi vivi", e "Addio Kira", diretti da Goffredo Alessandrini, recitati accanto all' indimenticabile Alida Valli e Fosco Giachetti. E "Aquila nera" di Riccardo Freda. A fine anni 40, Rossano Brazzi sbarca ad Hollywood, dove recita in "Piccole donne" accanto ad Elizabeth Taylor e June Allison, ma il ruolo del musicista tedesco non risulta molto convincente. Saranno altri due film, "Tre soldi nella fontana" di Jean Negulesco del 54, e "Tempo d'estate" di David Lean del 55, che le cuciono addosso il ruolo di latin lover. Le pellicole di produzione americana sono entrambe ambientate in Italia, e il nostro Rossano è ovviamente il rubacuori che farà breccia nel cuore delle due straniere. Da quel momento il suo successo ad Hollywood è inarrestabile. Lo testimoniano i film a cui partecipa: "La contessa scalza" accanto ad Ava Gardner e Humphrey Bogart, "La storia di Esther Costello" con Joan Crawford, "Timbuctu`" con Sophia Loren e John Wayne, "Un certo sorriso" con Joan Fontaine, "Accadde un'estate" con Maureen O'Hara, "Il magnifico Bobo" di Peter Sellers. Il suo ruolo è spesso quello dell'affascinante antagonista, il maschio latino per il quale perde la testa la protagonista. Tra i più dei 100 film portati sullo schermo da Brazzi non mancano personaggi letterari famosi, come Mario Cavaradossi in "Tosca" di Karl Koch, Francesco I ne "Il re si diverte" di Mario Bonnard, Julien Sorel ne "Il corriere del re", ispirato a Il rosso e il nero di Stendhal e diretto da Gennaro Righelli, Athos ne "Il boia di Lilla" di Vittorio Cottafavi. Sarà addirittura il barone di Frankstein in "Terror! Il castello delle donne maledette". In America il nostro Rossano, appare in diversi show televisivi e serial di successo, come "Charlie's rossano in costume romanoangels'. E in Italia negli anni 70 è protagonista di due sceneggiati campioni d'ascolto, Melissa del 66 e Coralba del 70. A partire dal 68, tenta anche la via della regia, dirigendo 3 film, che però non avranno il successo sperato. La sua appartenenza alla massoneria, gli procura alcuni problemi giudiziari, per poi essere assolto da ogni accusa. Con molta ironia interpreta proprio il ruolo di massone, nel film "Il paramedico" accanto ad Enrico Montesano ed Edvige Fenech. Rossano Brazzi, muore la vigilia di natale del 1994, a causa di una malattia rara. Nonostante il ruolo da latin lover, eterno rubacuori del grande schermo, Rossano nella vita privata è un uomo fedele, legato alla moglie, la baronessa Lidia Bertolini. Alla sua morte si risposa con Lise Fischer, che gli rimane accanto fino a quella tragica e dolorosa vigilia di Natale.  In tanti interpreteranno sullo schermo il ruolo di latin lover, ma nessuno potrà mai essere Rossano Brazzi. 

Daniele Lorenzetti 

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

Credits: 
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web 

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