corpo 10 settimanale online

  

 

Yvonne Sanson è stata presente sul grande schermo in moltissimi film di successo, ma per la critica erano film di melensi e troppo romantici, quindi per i critici di serie B. Ma gli incassi li smentivano spudoratamente.

Yvonne SansonCatene, L'angelo bianco, Tormento, I figli di nessuno. Questi sono titoli di film che a tanti non dicono nulla, ma per una generazione sono stati oggetto di culto e veri campioni d'incasso. Nel secondo dopoguerra il cinema ha avuto sicuramente il merito di aver contribuito a far sognare e, a volte riflettere, un popolo che doveva riprendere in mano le proprie vite. Chi andava al cinema cercava evasione, appassionandosi a storie romantiche, magari imparando la storia con i peplum, e commuovendosi con i melodrammi. E i titoli sopracitati, riportano proprio a questo genere. Il regista, re del melodramma, è sicuramente Raffaello Matarazzo, e i divi indiscussi Amedeo Nazzari e Yvonne Sanson. Nazzari è un divo fino dagli anni '30, ed avrà una lunghissima carriera costellata da grandi successi. La Sanson, al contrario di Nazzari, dopo l'enorme successo popolare uscì di scena finendo quasi dimenticata. Yvonne nacque in Grecia da madre greca e padre francese di origini russe. Nel 1943 si trasferì in Italia con la famiglia, dove studio' in una scuola cattolica, nonostante fosse di religione ortodossa. Finiti gli studi lavorò come indossatrice per alcune sartorie romane. Qui fu notata da un produttore che le propose di fare del cinema. Dopo alcune particine, ebbe la fortuna di recitare in un film di Lattuada tratto da un romanzo di D'Annunzio, "Il delitto di Giovanni Episcopo", che la vede accanto ad Alberto Sordi e Aldo Fabrizi. Le pellicole successive la vedono donna fatale come "L'imperatore di Capri", accanto a Toto', dove è Sonia una slava di gran fascino. Il 1949 è l'anno della svolta per la sua carriera ed il film "Catene", di Matarazzo è il primo titolo di successo di quel filone di drammi popolari, con trame strappalacrime. Il film fu letteralmente distrutto dalla critica, ma il pubblico ne decreto' un successo quasi senza precedenti, con incassi stratosferici, che fecero la fortuna della Titanus, casa di produzione della pellicola. "Catene", che è presente anche in "Nuovo cinema Paradiso" di Tornatore, da il via ad un proprio e vero filone che farà la fortuna della coppia Nazzaro Sanson. La critica del momento non ama nessuno dei loro film al punto di definirli "fotoromanzi cinematografici", in modo non certo gratificante. La Sanson divenne una vera beniamina per il pubblico  e continuo' una carriera più che gratificante che sembrava non sarebbe mai finita. Negli anni '60 il genere melodrammatico cominciò il suo declino, così come la carriera della Sanson, troppo legata ad esso. Continuo' a recitare, ma non arrivò mai più ai livelli dei film di Matarazzo. Purtroppo la morte del marito, la portarono ad una serie di problemi legati al fisco, ebbe parecchi problemi, e decise di abbandonare il cinema e iniziò a fare la traduttrice. Curiosamente il suo addio al cinema, coincise con il momento in cui la critica in qualche modo riabilitò quei film strappalacrime, al punto di definire il genere "neorealismo d'appendice'. La Sanson non cavalco' mai l'onda di questa rivalutazione da parte della critica, non apparendo mai più, né sul grande schermo, né in programmi televisivi fino alla sua morte. Per fortuna, i suoi film non moriranno mai, e faranno commuovere ancora.

Daniele Lorenzetti 

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

Credits: 
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web 

Scelte dell'utente per i cookie
Utilizziamo i cookie per fornirti i migliori servizi possibili. Se si rifiuta l'uso di questi cookie, il sito Web potrebbe non funzionare correttamente..
Accettare tutto
Rifiutare tutto
Maggiori informazioni
SOCIALS
Facebook
Accettare
Rifiutare
Twitter
Accettare
Rifiutare
Linkedin
Accettare
Rifiutare
COOKIE ANALITICI
GOOGLE
Accettare
Rifiutare
Salvare