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Ilaria Occhini la si ricorda non tanto per i suoi ruoli al cinema degni tutti di grande maestria recitativa, ma per gli scenggiati televisivi, i nonni delle fiction odierne e per il teatro dove si cimentano i veri attori.

ilaria occhini 2Ferzan Ozpetek è un regista noto per i suoi film a tema LGBT e non solo. Nelle sue pellicole, non manca mai di omaggiare i grandi attori del passato, che hanno fatto grande il nostro cinema. Vero atto d'amore del regista per l'arte cinematografica. Tra questi ricordiamo Anna Proclemer, Massimo Girotti, Lucia Bosè, Lisa Gastoni, Erica Blanc, Milena Vukotic e, in "Mine vaganti", lei, Ilaria Occhini. Figlia di uno scrittore, Ilaria nasce a Firenze, ed è nipote da parte di madre del grande Giovanni Papini, che le dedica un breve racconto quando lei è solo una bimba. A 19 anni debutta nel film "Terza liceo" di Luciano Emmer, con lo pseudonimo Isabella Redi. Da quel momento Ilaria è convinta che la recitazione è ciò che realmente la appaga. Quindi si iscrive all'Accademia d'arte drammatica di Roma. Finita l'Accademia, Ilaria diventa una delle protagoniste più amate degli sceneggiati (detti anche teleromanzi), trasmessi dalla neonata televisione. Anton Giulio Majano, ed altri grandi registi, adattano per il piccolo schermo grandi romanzi. Spesso sono recitati in diretta, come veri e propri spettacoli teatrali, senza possibilità di errori, non potendo rifare la scena. Questo dimostra quanto fossero bravi gli attori dell'epoca. Ilaria diventa così uno dei volti più amato dal pubblico. Attivissima pure a teatro, nel 1957 è diretta da, Luchino Visconti ne "L'impresario di Smirne" di Goldoni e, successivamente, in "Uno sguardo dal ponte". Il cinema non le offre quasi mai ruoli da protagonista tranne che ne "Il mantenuto" di Tognazzi, in un episodio de "I complessi" di Dino Risi e "Un uomo a metà" di Vittorio De Seta. Gli anni 70 la vedono ancora in TV in due grosse produzioni "Puccini" e "L'Andreana". Per un lungo periodo abbandona le scene per poi tornare sul piccolo schermo interpretando la madre di Veronica Pivetti nella fiction "Provaci ancora prof" per ben 5 stagioni. Contemporaneamente è al cinema in "Mare nero" di Federico Brondi, film che le fa ottenere una candidatura ai David di Donatello e la vittoria del Pardo d'oro al festival di Locarno. Come già accennato nel 2010 Ozpetek la vuole tra gli interpreti di "Mine vaganti" e per questo ruolo vince il David e il premio Alida Valli. E nello stesso anno, vince un meritatissimo Nastro d'argento alla carriera. La sua ultima interpretazione è in "Una famiglia perfetta" di Paolo Genovese. La Occhini svolge anche attività politica, inizialmente al seguito del Partito Radicale, e successivamente al fianco di Giuliano Ferrara nelle liste ProLife. Nel 2016 pubblica un'autobiografia dal titolo "La bellezza quotidiana, “Una vita senza trucco", dove si racconta senza alcun filtro. Nel 1966 sposa lo scrittore Raffaele La Capria. La Occhini non fu mai diva da rotocalchi impegnata tra lavoro, politica e vita famigliare. Con la figlia Alexandra ripristina la cinquecentesca dimora di famiglia dove vive fino alla morte avvenuta nel 2019.L'ultimo ricordo che Ilaria lascia al suo pubblico è sicuramente quello della nonna toscana trasferita in Puglia, la vera "mina vagante" del film di Ozpetek.

Daniele Lorenzetti 

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