Il libro della scrittrice psicologa, psicoterapeuta e criminologa, Vanessa Isoppo, sui problemi del web |
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Lo scorso venerdì 4 ottobre, la psicoterapeuta e scrittrice Vanessa Isoppo, ha presentato il suo ultimo libro, presso il "Trgovski Dom" a Gorizia. Vanessa Isoppo è psicologa e psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia dell'approccio, centrato sulla persona, con problemi e patologie alcol-correlate, e in scienze criminologico-forensi. Già docente di Psicologia generale all'Università di Genova. A Gorizia ha presentato il suo ultimo libro, scritto a quattro mani con Lara Ghiglione, segretaria confederale della CGIL nazionale, e docente laureata e specializzata in criminologia, dal titolo "COME FARFALLE NELLA RAGNATELA, storie di ordinaria violenza digitale sulle donne". L'argomento è di estrema attualità, perché il mondo virtuale rappresenta un reale pericolo, specialmente per l'universo femminile, e il cyberbullismo, può arrivare a conseguenze veramente estreme. Vanessa e Lara hanno preso spunto da recenti e, piuttosto diffusi casi di cronaca, portando il focus proprio su questo argomento, spesso non trattato in modo corretto dai media. Ho incontrato Vanessa e le ho posto alcune domande.
Quando hai deciso di dedicarti anche alla scrittura, parallelamente al tuo lavoro di psicoterapeuta?
In realtà, già al liceo ho scoperto di amare molto scrivere, ma l'incontro con l'artista spezzino Beppe Mecconi, è stato decisivo per decidere di mettermi a scrivere seriamente. Lui mi ha proposto di scrivere un piccolo pezzo su Giorgio William Vizzardelli, un ragazzo che nella Sarzana degli anni 30, si è macchiato di efferati delitti, tanto da essere considerato il primo serial killer italiano. Il pezzo ha dato poi vita, ad un vero e proprio saggio, (La scoperta del libro qui a Gorizia mi ha dato la possibilità di conoscere personalmente Vanessa), a cui ha fatto seguito "Se il fascismo va di moda" prima collaborazione con Lara Ghiglione.
La domanda può sembrare scontata, ma da dove nasce l'esigenza da parte tua e di Lara di scrivere "Come farfalle nella ragnatela"? E perché questo titolo?
Il libro nasce dall'esigenza per la drammatica situazione del femminicidio, che in Italia ha l'allucinante cadenza di una donna uccisa ogni 3 giorni. Ovviamente una società che permette tutto questo, non può certo definirsi civile, ma non è assolutamente giusto rimanere indifferenti, specialmente per chi ha pagato con la propria vita, solo perché donna. Personalmente, essendo madre di due figli, poco più che adolescenti, conosco perfettamente quali sono i pericoli che il mondo virtuale nasconde. I giovani passano molte ore in rete. Il termine "web" significa ragnatela, e proprio in una ragnatela finiscono catturate parecchie persone, in primis le donne. Difficile riuscire a liberarsene. Il titolo è stato ispirato, da un verso della grande Alda Merini, "Ogni ragnatela ha un ragno in colpa".
Tu e Lara, avete fatto un faticoso lavoro di ricerca per arrivare alla stesura del libro. Ma con quante e quali realtà, che non vi aspettavate, vi siete scontrate?
Il cyberbullismo, è un termine che sintetizza tutto un mondo oscuro, fatto da leoni da tastiera, che vigliaccamente offende, spesso per seguire la massa, senza rendersi conto che dall'altra parte, c'è un essere umano, e le conseguenze di parole e/o comportamenti lesivi, possono avere conseguenze anche drammatiche. Abbiamo studiato tanti casi, ed ognuno di essi raccontava di ragazze che avrebbero potuto benissimo essere nostre figlie, e il pensiero ci portava a farci delle domande. E se fosse capitato ai nostri figli? Noi genitori siamo sicuri di poterli proteggere?
A questo punto, la domanda delle domande. Secondo la tua esperienza, avendo ben chiara la situazione di questo mondo virtuale, secondo te, cosa si può o si potrebbe fare per provare ad arginare il problema?
La famiglia ha un ruolo fondamentale, nel far capire ai figli cosa nasconde la rete. Capire se i figli, hanno un giusto approccio con l'altro sesso (rispetto e piena libertà). E lo stato e le istituzioni, non possono ignorare ciò che il web nasconde. A mio parere, ci vorrebbero più controlli, per accedere alla rete, ad esempio il proprio codice fiscale, accanto al proprio nickname. Così chi commette reati, ha la possibilità di essere immediatamente riconosciuto.
Ho notato che anche i giornali, e gli altri media, spesso non gestiscono al meglio le modalità di racconto dei fatti, per evitare che la vittima possa passare per complice.
So che avete presentato il libro nelle scuole. Come reagiscono i ragazzi?
È giusto che i ragazzi vengano a conoscenza di queste realtà, per far capire che nessuno di loro è immune da questo pericolo. E se ci chiedono consigli, diciamo sempre che, se ci rendiamo conto di essere finiti in situazioni pesanti, dobbiamo sempre parlare con i genitori, gli insegnanti o qualche adulto vicino a noi, che ci aiuteranno a denunciare. La polizia postale è fondamentale, ed è sempre disponibile. L'incontro con Vanessa, termina dopo una presentazione che ha destato, com'era prevedibile, molto interesse. Saluto Vanessa con la promessa di rivederci con un nuovo libro.
Daniele Lorenzetti
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