Giudice in giallo Giancarlo De Cataldo, nato a Taranto il 7 febbraio 1956
È uno degli autori italiani più apprezzati e ha la particolarità di essere uno di quegli scrittori che io definisco “con background”, perché ha inserito le conoscenze della sua professione all’interno delle sue storie.
Infatti i suoi sono romanzi di genere, sono gialli che in alcuni casi hanno lasciato il segno e che attingono alla sua carriera istituzionale: è stato da sempre magistrato e ha esercitato la carica di Giudice di Corte d’Assise a Roma, fino al 2022, quando è andato in pensione.
Da sempre impegnato con la scrittura, non solo come romanziere, ma anche come drammaturgo, sceneggiatore e autore di pièce teatrali, collabora da tempo con testate nazionali, come la Gazzetta del Mezzogiorno.
Una presenza direi a tutto tondo, che però ha un suo forte legame con la sua formazione giuridica e le sue esperienze nel contrasto alla criminalità.
La sua produzione è molto articolata: pur rimanendo nel solco del giallo, non è solo ricca, ma anche variegata
Ha scritto 20 romanzi autoconclusivi e ha creato ben due serie:
la trilogia legata alla banda della Magliana, in cui spicca il romanzo che lo ha reso decisamente famoso, “Romanzo criminale”
o Romanzo criminale (2002)
o Nelle mani giuste (2007)
o Io sono il libanese (2012)
Dove il punto di vista interno alla banda criminale garantisce una narrazione con una prospettiva molto umana, appassionante e inusuale e i personaggi che ha creato sono ormai icone, si pensi a Freddo o al Dandy
Dal romanzo capostipite sono stati poi realizzati film e serie TV: su questo bisogna ammettere che la capacità di De Cataldo come drammaturgo e sceneggiatore agevola sicuramente la trasformazione delle sue opere in prodotti televisivi.
- la serie che ha per protagonista il PM Manrico Spinori Della Rocca, che conta ben cinque romanzi.
o Io sono il castigo (2020)
o Un cuore sleale (2020)
o Il suo freddo pianto (2021)
o Colpo di ritorno (2023),
o l bacio del calabrone (2024)
Tutti editi da Einaudi e, sebbene di recente creazione, di indubbio successo, grazie soprattutto al protagonista dalle origini nobili, per questo detto “Il contino”, caratterizzato da una eccentricità indiscussa, appassionato di lirica, con una vita sentimentale agitata e una madre ludopatica.
Un investigatore inusuale che sa farsi strada nel cuore dei lettori e che si spicca nel panorama degli investigatori che popolano gli scaffali delle librerie
De Cataldo ha anche partecipato ad antologie e a opere in collaborazioni con altri autori, tra cui la famosa “Suburra” con Carlo Bonini e “I giorni dell'ira. Storie di matricidi” con Paolo Crepet.
La sua produzione letteraria è corposa, ma, se volessi farti un’idea di De Cataldo come autore, ti consiglierei questi cinque libri, due tratti dalle sue serie e tre autoconclusivi, che ti fanno comprendere come, pur restando nell’ambito del romanzo di genere giallo, sappia
essere variegato nella creazione dei suoi romanzi
narrare storie reali e vicine al nostro vissuto
costruire personaggi non stereotipati che sanno imporsi nell’immaginario del lettore
Riguardo ai romanzi appartenenti alla serie della banda della Magliana, va da sé che “Romanzo criminale”, la sua opera più celebre, sia imprescindibile per conoscere questo autore, mentre il romanzo meglio costruito e più intrigante della serie del PM Spinori è “Colpo di ritorno” (il quarto della serie).

Per quanto riguarda invece i romanzi autoconclusivi è bello constatare la sua versatilità nell’ambito giallo leggendo:
“La svedese”: con al centro Sharon detta Sharo, criminale suo malgrado, che si trasforma in un personaggio implacabile che scala la criminalità delle borgate
“L’agente del caos”: uno scrittore romano ha raccontato la storia di Jay Dark, agente provocatore americano, ma L’avvocato Flint, che lo ha conosciuto, nega che la verità sia quella presente nel libro; un viaggio nel nostro recente passato, attraverso un sottobosco in bilico tra Storia e legalità
“Onora il padre": un capolavoro di convergenze, di fili che vengono progressivamente tesi e poi annodati; attraverso gli occhi del giovane Matteo Colonna emerge, pagina dopo pagina, l’orrore che l’assassino chiamato “il figlio dei fiori” riesce a seminare e l’inaspettato legame con una tranquilla RSA.

“L’agente del caos” straconsigliato!