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Dopo aver pubblicato l’intervista ad un magistrato, passiamo a conoscere il lavoro dell’avvocato che difende in corte di Cassazione, quasi ultima spiaggia del nostro diritto costituzionale in fatto di processi.

avvocato VerdeChe cos’è esattamente il tribunale della Cassazione, e di cosa si occupa esattamente?

La Corte di Cassazione è l’organo giudiziario di ultima istanza nell’ordinamento italiano. Si articola in sei Sezioni civili e sette Sezioni penali.

Si occupa:

1. di garantire l’uniforme interpretazione della legge, ossia è un organo di nomofilachia, ossia si assicura che le leggi siano interpretate in modo coerente in tutto il territorio.

2. Risolve i conflitti di giurisdizione e competenza

3. Emette sentenze di terzo grado.

4. Verifica la legittimità delle sentenze

5. Stabilisce principi di diritto.

E’ un organo che in Italia è entrato in crisi a causa dell’eccessivo numero di ricorsi, per cui da qualche anno si è avuto un ridimensionamento del suo effettivo utilizzo, nel senso che le maglie del vaglio di ammissibilità dei ricorsi si sono ristrette notevolmente.

Come si diventa avvocati della Cassazione?

 Ci sono due procedure che si possono seguire per iscriversi all’elenco dei cassazionisti: Essere iscritto all’albo da almeno 5 anni, ed avere superato un apposito esame nazionale, previo svolgimento di un periodo di pratica.

Essere iscritto all’albo da almeno12 anni, oppure 8 anni, ed aver frequentato con lodevole profitto la Scuola Superiore dell’Avvocatura, istituita presso il Consiglio Nazionale Forense, ed avere superato positivamente l’esame di verifica finale.

Quali casi giudica la Cassazione?

Il ricorso in Cassazione è consentito nei seguenti casi:

 Violazione di legge: Se la sentenza impugnata ha applicato erroneamente una norma verde avvocato della cassazionegiuridica. Vizio di motivazione: Se la motivazione della sentenza è assente, contraddittoria o illogica. Incompetenza del giudice: Se la sentenza è stata emessa da un giudice che non aveva la competenza per giudicare il caso. Errata interpretazione delle prove: Anche se la Cassazione non riesamina i fatti, può intervenire se vi è stata una manifesta illogicità nella valutazione delle prove. Mentre non è possibile ricorrere in Cassazione per questioni di merito, ovvero per chiedere una nuova valutazione dei fatti o delle prove. Difatti, tutto ciò che attiene meramente ai fatti di causa viene rigettato o meglio, il ricorso del difensore è dichiarato inammissibile. Anche se la mia esperienza personale attiene per lo più l’ambito penalistico, in definitiva, la Cassazione si occupa delle più controverse questioni biogiuridiche, sulle responsabilità penali, ma anche di immigrazione, dei diritti dei lavoratori, di diritto tributario, commerciale e infine aggiorna continuamente l’ambito delle responsabilità civili,

 E’ facile o meglio doveroso ricorrere alla Cassazione?

Il ricorso in Cassazione è necessario, quando la parte che ha subito la sentenza sfavorevole, ritiene che ci siano stati errori di legge o violazioni dei propri diritti durante il processo. Tuttavia, come detto sopra, non tutti i casi possono essere portati in Cassazione e c’è un filtro molto stretto che valuta la potenziale inammissibilità dei ricorsi; inoltre ci sono limiti di tempo per presentare il ricorso.

Che cosa fa esattamente un avvocato della Cassazione?

Dal punto di vista penalistico, attraverso il ricorso per Cassazione, l’avvocato cassazionista fa emergere lo sbaglio, non nel merito, ma procedurale, che i Giudici del merito, nei giudizi precedenti, hanno commesso, condannando l’imputato. Il cassazionista è comunque l’unico professionista che è abilitato a proporre ricorso presso:

 Corte dei Conti; Consiglio di Stato; Corte Suprema di Cassazione; Corte Costituzionale.

 So che è l’ultima spiaggia di un processo, ma la sentenza della Cassazione si può impugnare?

Sì. Le sentenze della Cassazione, possono essere rimesse in discussione. Le sentenze penali della Cassazione possono essere sottoposte a revisione, ricorso straordinario e

rescissione. Il ricorso straordinario può essere esperito per gli errori materiali o di fatto, causati da una svista o da un Equivoco, in cui la Corte è incorsa nella lettura degli atti del giudizio. Si ha rescissione quando il processo si è svolto in assenza dell’imputato, perché era stato supposto erroneamente che ne fosse a conoscenza. In tal caso la richiesta deve essere effettuata entro 30 giorni dall’effettiva conoscenza del procedimento. La revisione può essere richiesta dal condannato per i seguenti motivi: Se i fatti stabiliti a fondamento della sentenza o del decreto penale di condanna non possono conciliarsi con quelli stabiliti in un’altra sentenza penale irrevocabile del giudice ordinario o di un giudice speciale; Se la sentenza o il decreto penale di condanna hanno ritenuto la sussistenza del reato a carico del Condannato, in conseguenza di una sentenza del giudice civile o amministrativo, successivamente revocata, che abbia deciso una delle questioni pregiudiziali previste dall’articolo 3 ovvero una delle

questioni previste dall’articolo 479; Se dopo la condanna sono sopravvenute o si scoprono nuove prove che, sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che il condannato deve essere prosciolto a norma dell’articolo 631; Se è dimostrato che la condanna venne pronunciata in conseguenza di falsità in atti o in giudizio o di un altro fatto previsto dalla legge come reato.

Chi sono i magistrati della cassazione?

I giudici della Corte di Cassazione sono giudici ordinari, che possiedono 3 caratteristiche:

1. avere un’anzianità di carriera in magistratura di almeno 20 anni, maturata tra tribunali di primo grado e corti d’appello.

2. essere particolarmente preparati nelle materie giuridiche.

3. essersi distinti nella carriera di magistrato per serietà e impegno.

 Hanno poteri particolari che altri magistrati non posseggono?

Si, i magistrati della Cassazione, hanno poteri particolari, in quanto svolgono una funzione di garanzia, assicurandosi che le leggi vengano applicate su tutto il territorio italiano, e che le decisioni prese siano conformi con l’ordinamento giuridico.

 Come si diventa magistrato della Cassazione?

Affinché si diventi magistrato della Cassazione, bisogna in primo luogo conseguire una laurea in giurisprudenza. Requisito altrettanto essenziale, è il possesso di uno dei seguenti titoli: Diploma ottenuto a seguito di iscrizione a Scuola di Specializzazione per le professioni legali, della durata di due anni. Abilitazione all’esercizio della professione forense. Stage di diciotto mesi presso gli uffici giudiziari, o tirocinio professionale presso l’Avvocatura dello Stato. Dottorato in materie giuridiche (di almeno tre anni).

 E’ un avvocato della difesa o dell’accusa?

In Italia non esiste questa distinzione, presente invece negli Stati Uniti d’America. L’avvocato italiano è un difensore per antonomasia, che può occuparsi ovviamente anche delle persone offese, che si costituiscono parte civile nei processi penali.

È più complicato essere un avvocato della Cassazione, rispetto ad un avvocato civile/penale? Cosa ti

ha portato a scegliere di essere un avvocato della Cassazione?

Si è avvocati e basta. Quando si è patrocinanti in Cassazione, per anzianità o per gli esami sostenuti, vuol dire che un avvocato ha superato tutti gli esami della sua carriera.

 Ha qualche caso particolare che le è rimasto impresso? Durante la mia lunga carriera, iniziata ormai da quarantasei anni, ossia nel 1979, ho affrontato tantissimi casi giuridici complessi e, in quanto penalista, ho difeso persone imputate di reati cosiddetti di sangue. che hanno spesso impegnato i giornali e trasmissioni locali e nazionali. Quando oggi giorno sui social, si attaccano gli avvocati, per aver difeso un indagato particolarmente inviso all’opinione pubblica, ricordo a me stesso, come un professionista serio non possa mai sottrarsi al dovere di difesa dei più reietti, essendo il nostro dovere deontologico, più grande quello di riuscire a garantire un processo giusto a chiunque. Ricordo tanti casi che mi hanno segnato emotivamente, oltre che impegnarmi il pensiero e l’attività Professionale. Quando, per esempio, Tina Lagostena Bassi, che difendeva una donna che si presumeva fosse stata sottoposta a violenza sessuale, e costituita parte civile, mi telefonò per confrontarsi sulla difesa che avrei attuato in aula, cercando di persuadermi (invano) delle sue contrapposte ragioni, ricordo come un mio assistito, famoso professore di conservatorio, dopo una falsa accusa di molestie da parte di un’allieva, ebbe la vita stravolta e distrutta dal processo, che comunque lo vide assolto. (l’uomo morì poco dopo la sua conclusione, chissà se forse la sua vicenda processuale influì negativamente su tale tracollo psico-fisico) Ricordo ancora di essermi appassionato ad ogni singola vicenda, raccontatami con spontaneità dai miei assistiti, nella piccola realtà molisana, essenzialmente poco criminogena, oppure provenienti anche da organizzazioni malavitose campane, pugliesi o calabresi. Ricordo ancora di politici coinvolti in complesse ed intrecciate vicende processuali abruzzesi, che vedevano loro malgrado legati a doppio filo accusati ed accusatori (che hanno sovvertito come nell’inchiesta Sanitopoli, il governo di una Regione). Riguardo la Cassazione, dopo tanti anni di ricorsi e discussioni portate all’attenzione dei Supremi Giudici romani, non posso che far trasparire una nota negativa, ossia come troppo spesso la versatilità delle loro decisioni, si sia tramutata in una disparità di risposte diverse fra loro, per quesiti sostanzialmente identici. Rimane, perciò, l’amaro in bocca del Past President delle Camere Penali di Campobasso e della intera regione Molise, e dell’avvocato di provincia quale mi considero, della difformità delle decisioni subìte obtorto collo nel corso degli anni, senza che vi sia stata una effettiva evoluzione su determinati punti di diritto (ricordo, a tal proposito, un ricorso relativo ai presunti danni da inquinamento delle telecomunicazioni, e mi riferisco alle emittenti televisive più in vista in Italia, identica sezione, identici giudici, una settimana prima avevano dato ragione ad alcune televisioni e radio e la settimana successiva inspiegabilmente avevano dato torto ad emittenti più piccole e non famose). In conclusione, da una classe ’49, non posso che reputare la mia carriera come uno splendido punto di arrivo, ma ho la fortuna di considerarla anche un costante punto di partenza, quando ogni giorno scelgo di assistere l’uno o l’altro assistito, che mi chiede aiuto, entro nel mio studio che condivido con i miei due figli avvocati anch’essi e mi reco, con l’entusiasmo di un giovane praticante alle prime armi, in nuove città, in nuovi Tribunali o in nuove Case Circondariali, dove incontrare nuove sfide personali e professionali. Sempre con l’entusiasmo di un tempo!

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

Credits: 
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web 

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