corpo 10 settimanale online

Siamo giunti all’ultimo mese dell’anno, sempre così pieno e indaffarato attorno a feste, chiusure progetti e gli immancabili bilanci.

copertine libri

Anche io sono stato preso dal vortice della fine dell’anno e sono arrivato con qualche giorno di ritardo con questo ultimo numero di Apostrofando del 2024.


Prima di tuffarci nel numero di questo mese una piccola anticipazione: da gennaio inoltre Apostrofando si arricchirà di una (forse due) breve e curiosa rubrica che ho voluto inserire, seguendo lo spunto che alcuni di voi hanno voluto darmi in questo primo anno di vita della Newsletter di Apostrofo Ribelle.


Per ora dovrete resistere alla curiosità…


Ora ti lascio alle rubriche di questo mese e come sempre ti auguro buona lettura. 

Ironia e critica tra fate, prosivendole e orchi

Daniel Pennac, nato a Casablanca il 1 dicembre 1944

Corso d’origine, nato in una famiglia di militari, trascorre la giovinezza tra Africa e Sud-Est Asiatico. Dopo che gli viene scoperta la dislessia, trova nella scrittura la sua dimensione ideale  (una professoressa l’aveva costretto a scrivere un romanzo a puntate al posto dei soliti temi e da lì non si è più fermato).


Prende il nome Pennac, abbreviando il suo cognome Pennacchioni, per non danneggiare il padre, militare di carriera, quando scrive il suo primo breve saggio di critica feroce sul servizio militare.


Già da queste prime produzioni emerge il suo particolare punto di vista sulla società, maturato anche grazie al suo spirito profondamente critico e alla sua capacità di osservare i dettagli e trasformarli in paradigmi di lettura della società stessa: un esempio speciale in questo senso è il suo romanzo “la fata carabina”.


Negli anni Settanta passa attraverso l’esperienza della scrittura di due romanzi di fantascienza, ma è solo a seguito di una scommessa, a proposito della sua capacità di scrivere un romanzo giallo, che la sua carriera di scrittore ha una svolta decisiva.


Nel 1985 pubblica “Il paradiso degli orchi” (Au bonheur des ogres), il primo libro del ciclo di Malaussène. Comincia così la serie di romanzi che lo hanno portato al vero e proprio successo.


Nel contempo approda anche al fumetto e ai libri illustrati, impagabile la serie in quattro volumi del ciclo di Kamo, a sottolineare la sua voglia di esplorare tutto ciò che è legato alla scrittura.


Ha pubblicato anche libri al di fuori della saga di Malaussène, tutti dotati di un preciso elemento caratterizzante che li rende unici nel panorama letterario, tra cui sono degni di nota


  • Signori bambini (Messieurs les enfants, 1997)
    •    Storia di un corpo (Journal d'un corps, 2012)
    •    La legge del sognatore (La loi di rêveur, 2020)


Quello che Pennac regala al lettore, al di là delle storie, che hanno sempre un livello di “estremismo” sia nelle immagini che nelle situazioni (a volte quasi un sapore onirico), è la sua immensa capacità di gestire le parole e di creare veri e propri neologismi al servizio della narrazione, ma anche per uno stile che lascia davvero il segno, fatto di una scrittura secca, precisa, con quel sottofondo ironico che risulta molto spesso davvero tagliente.


Non a caso è stato portato in Italia da Stefano Benni


Ammetto che è uno degli autori francesi che preferisco e non si può dire di conoscere Pennac se non si legge il ciclo Malaussène: sette romanzi tutti editi Feltrinelli, ambientati nel multietnico quartiere parigino di Belleville, che ruotano attorno alla figura di Benjamin Malaussène, capro espiatorio di "professione", e alla sua inverosimile e multietnica famiglia, composta di fratellastri e sorellastre molto particolari e di una madre sempre innamorata e incinta.
 daniel

  • Il paradiso degli orchi (Au bonheur des ogres, 1985)
    •    La fata carabina (La Fée Carabine, 1987)
    •    La prosivendola (La Petite Marchande de prose, 1989)
    •    Signor Malaussène (Monsieur Malaussène, 1995)
    •    La passione secondo Thérèse (Aux fruits de la passion, 1998)
    •    Il caso Malaussène. Mi hanno mentito (Le cas Malaussène 1 - Ils m'ont menti, 2017)
    •    Capolinea Malaussène. Il caso Malaussène 2 (Terminus Malaussène - Le cas Malaussène 2, 2023)


Se proprio non te la senti di leggerli tutti, è però fondamentale che ti divori (perché so che sarà così!) dei primi tre: “Il paradiso degli orchi”, “La fata carabina” , “La prosivendola” (ti confesso che il secondo è il mio preferito!)
 

Tuttavia se vuoi una visione più completa dell’autore è necessario godersi anche la lettura de La legge del sognatore (La loi di rêveur, 2020)

Una sua particolare interpretazione del What if, e se…


Sono curioso di sapere cosa ne pensi, se lo leggerai! (spoiler: per me è stata una lettura ipnotica!)

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

Credits: 
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web 

Scelte dell'utente per i cookie
Utilizziamo i cookie per fornirti i migliori servizi possibili. Se si rifiuta l'uso di questi cookie, il sito Web potrebbe non funzionare correttamente..
Accettare tutto
Rifiutare tutto
Maggiori informazioni
SOCIALS
Facebook
Accettare
Rifiutare
Twitter
Accettare
Rifiutare
Linkedin
Accettare
Rifiutare
COOKIE ANALITICI
GOOGLE
Accettare
Rifiutare
Salvare