Erano nati, gli outolet, per smaltire campionari e rimanenze di magazzino. Ma ora cosa sono?
Cosa sono gli outlet? Una piccola città composta di brand, negozi e posti di ristoro, dove si andrebbe per poter acquistare a prezzi decisamente bassi, ma così non è. Anche quando vi è il 50 o il 70 %, ma spesso vi solo un 20 o un 30%, i prezzi non sono mai stracciatissimi. Durante il periodo di vendita normale, lo sconto sul capo è minimo, e quando arriva il periodo dei saldi lo sconto sul prezzo di outlet, quando c’è, è ancora minimo. Adesso non voglio ancora ribadire, che tutti hanno le stesse e medesime cose, dove cambia forse, e dico forse, solo la qualità e le etichette. Ma il bello è che le serie sono intere, e questo mi fa pensare che dalle varie ditte produttrici, vengono prodotte appositamente per gli autolet. Quando poi il concetto era, che si dovesse trattare di fine serie o rimanenze di magazzino o campionari. Ed i prezzi? Alti anche quando viene applicato lo sconto del 50%. Quando anni fa, comprai una giacca Armani collezione in Garza di lino al prezzo di 90 euro, quando il cartellino era di 750, questo è o dovrebbe essere il concetto. Si era solo quel capo, ma il concetto era esteso anche dove vi erano due o tre capi disassortiti nelle taglie e nei colori. Quindi che senso ha andare negli outlet, quando una passeggiata nel periodo dei saldi o nelle piccole boutique in città, ci offrono possibilità di sconti e scelte maggiori. Ormai gli outlet sono diventati una fonte di introiti, basata solo sulla voglia di apparire con le griffes stampate il più grande possibile, in modo da poter dire io vesto tizio piuttosto che caio. E si ha l’illusione di aver fatto l’affare. Ma continuando così, dove andremo a finire?
Antonio Ventura Coburgo de Gnon