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Quando si dice: Di necessità virtù, e quello che Ferragamo in periodo bellico mise in atto per far sopravvivere la sua azienda.

      

    salvatore ferragamoEcco una storia di moda legata ad uno dei periodi più brutti del secolo scorso. Il secondo conflitto mondiale. È noto che, le guerre provocano lutti e distruzioni, ma non solo. Pensiamo alla mancanza di approvvigionamento di materie prime, con conseguenti chiusure di fabbriche e perdita di migliaia di posti di lavoro. Ovviamente, nemmeno il settore moda fu indenne da questa crisi catastrofica. Le imposizioni del regime, attraverso l'autarchia, bloccarono di fatto le importazioni di tessuti dall'estero, facendo così sparire, da negozi e sartorie le pregiate stoffe inglesi ad esempio, fondamentali per realizzare capi maschili di classe. Era di uso comune nei negozi proporre a bassa voce con malcelata complicità stoffe "di prima della guerra" gelosamente occultate ai controlli dello stato. Il regime sovvenzionò la ricerca, per la realizzazione di nuove fibre e tessuti, ovviamente con materie prime autartiche in grado di sostituire le fibre più pregiate d'importazione. Per gli elegantoni dell'epoca fu un momento difficilissimo, perché le nuove fibre, usate per confezionare gli abiti, spesso si arrendevano ad una pioggia improvvisa, al punto di renderli inutilizzabili. Il discorso valeva anche, ovviamente, per le calzature. E qui dobbiamo tirare in ballo, quello che all'epoca, era considerato il più celebre calzolaio italiano, Salvatore Ferragamo. Non c'era testa coronata, o divo del cinema, che non calzasse Ferragamo. Persino Eva Braun, scendeva in Italia per acquistare le sue calzature. Salvatore Ferragamo nacque in provincia di Avellino, e qui inizio la sua carriera creando scarpe per le sorelle. Si trasferì poi in America, dove si fece conoscere ad Hollywood, per poi rientrare in Italia, nello specifico a Firenze, dove l'azienda, ancora oggi, è un centro importante per il made in Italy. Ovviamente anche Ferragamo risentì della mancanza di materie prime fondamentali, per realizzare scarpe di qualità. Ad esempio, il segreto della comodità delle sue décolleté, era una sottile lamina in acciaio che andava da tacco a suola. Ovviamente il miglior acciaio era destinato all'industria bellica, e quello riservato al mondo calzaturiero era di pessima qualità al punto da spezzarsi con una certa frequenza. Come poter fare per risolvere tutto ciò? L'estro e la creatività portarono Ferragamo all'idea di riempire lo spazio tra tacco e suola con i più svariati materiali. Il riempire lo spazio avrebbe dato nuova stabilità alla scarpa. Era nata così, la scarpa ortopedica realizzata con l'italianissimo ed autarchico sughero, regina indiscussa dei look dell'epoca. La prima ad esibire la nuova calzatura, fu una sua nobile cliente. In realtà non era molto convinta della bellezza della scarpa, ma per dare una mano a Ferragamo la indosso la domenica successiva alla messa. Fu un successo immediato, tutte volevano la nuova scarpa. A quel punto Ferragamo avrebbe voluto depositarne il brevetto, ma fu impossibile perché tutta Italia, già aveva cominciato a riprodurla. E questo fu indiscutibilmente il suo successo. Però si presentava ancora un problema. Tra le materie sparite dal mercato c'erano indiscutibilmente anche i preziosi e raffinato pellami, orgoglio del nostro artigianato. Ovviamente, il suo estro, unito alla mancanza di pellami, fecero sì che certi materiali, provenienti dal mondo vegetale, come rafia, canapa e lino furono lavorati, intrecciati, per ottenere innovative tomaie. Un giorno, portando una scatola di cioccolatini alla madre, si ritrovò tra le mani il rivestimento trasparente. Lo arrotolò ma questo si spezzò. Provò ad arrotolarlo in diagonale, notando che era resistente. Questa fu un'intuizione pazzesca, che lo portarono alla creazione di una tomaia trasparente. Nacque così, quel "sandalo invisibile" che lo rese celebre in tutto il mondo. È affascinante l'idea di questi "artisti", che per poter tenere in vita le proprie attività, in un periodo così buio, hanno usato la loro creatività, regalandoci capi unici

ed irripetibili. Salvatore Ferragamo, è giustamente considerato un genio della moda, che da quegli anni sicuramente stimolanti e creativi, è arrivato fino ad oggi. Un'eccellenza di moda che ha fatto e continua a fare grande il made in Italy.

Daniele Lorenzetti

 

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