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Quest’anno i saldi sono iniziati il 4 di gennaio, data più sbagliata non si poteva scegliere.

roma est internoNello scegliere la data dell’inizio dei saldi, si dovrebbe tenere conto di come sia andato l’andamento delle vendite, e delle temperature stagionali. 

Nel 2024, abbiamo avuto temperature gradevoli non decisamente da inverno, che si sono protratte fino al mese di dicembre. 

Quindi le vendite sono state scarse, non essendoci una piena stagione invernale, e quando è iniziato il vero inverno, i negozianti avrebbero potuto recuperare con le vendite nel mese di gennaio, e volendo anche febbraio, ma ciò non è stato possibile.

I saldi dovrebbero iniziare intorno alla metà di febbraio, cioè verso la fine delle stagioni invernali, poco prima degli arrivi della stagione primaverile, e poi dovrebbero essere dei veri saldi.

Dopo aver fatto un giro in due grandi centri commerciali romani, quello che ho potuto riscontrare mi ha lasciato basito. In primis, tutti i punti vendita brandizzati hanno, in linea di massima, outfit pressochè uguali, con gli stessi colori e gli stessi modelli con piccole variazioni, che non aiutano il consumatore a scegliere uno piuttosto che l’altro. 

Poi gli sconti vanno dal 10% al 70%, ma i capi con il 70% sono pochi e rari. Per non parlare della presenza di capi risalenti a due stagioni fa, e li ricordo perché ne ho comprato un paio, che sono stati messi ad un prezzo che non permette l’acquisto, dovrebbero essere prezzati veramente a pochi euro. 

E non parliamo poi dei capi singoli come rimanenza negli appendini, che dovrebbero essere messi in vendita a prezzi che non superino i 10, max 15 euro, non potendo avere la possibilità di ottenere la taglia desiderata ed essendo ormai un pezzo unico, quindi, non ha senso scontarlo del 50 o meno, perchè, se non venduto, si va ad accumulare alle innumerevoli rimanenze di magazzino, che si trascinano di anno in anno. 

Quindi mi rivolgo agli stilisti anche di aziende produttrici, esortandoli ad avere un minimo di creatività per potersi differenziare, in quando si notano molte banalità nei negozi, mentre nelle passerelle sfilano abiti estrosi, spesso inindossabili, o perché troppo audaci, o poco adatti ad una vita normale, oppure ideati per il teatro o per il museo.

La classe e l’eleganza sembrano ormai concetti dimenticati, quindi sarebbe il caso di rivedere anche modelli del passato di sicura eleganza e portabilità, adattandoli ai tempi odierni.

Marina Bertucci

Antonio Ventura Coburgo De Gnon

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

Credits: 
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web 

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