Antesignana per tutto! Imprenditrice, creatrice di Pellicce e di abiti d’alta moda. Iole Veneziani è decisamente una pioniera del made in Italy
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Jole Veneziani. Per tanti questo è un nome sconosciuto, ma lei è stata una delle fondatrici dell'alta moda italiana, una vera pioniera del made in Italy. Jole nasce in provincia di Taranto, il suo vero nome è Jolanda, in onore di Jolanda Margherita di Savoia nata nel suo stesso anno, il 1901, ma lei da sempre si fa chiamare semplicemente Jole. A 8-9 anni si trasferisce con il fratello maggiore a Milano, dove finite le scuole medie, studia ragioneria, anche se le sue aspirazioni sono decisamente di tipo artistico, il suo sogno è la recitazione. La morte del padre, la costringe a cercare un lavoro. Inizia a lavorare come amministratrice, presso una ditta che commercializza pellicce. In azienda, Jole scopre di avere una vera e propria passione per abiti e pellicce. Nel 37 apre il suo primo laboratorio di pellicceria. Spirano già i primi venti di guerra, ma questo non spaventa certo Jole. "Quando decido una cosa la faccio subito, per me non c'è un domani ". In questa frase, c'è tutto lo spirito di questa donna intraprendente. Le pellicce di Jole hanno qualcosa di diverso, ed è per questo che vengono richieste dalle grandi sartorie, per farle sfilare con i loro modelli. Questo fa sì che Jole, decida di aprire un secondo atelier, dove lei crea i propri modelli di alta moda. A quel punto si trasferisce in via Montenapoleone, dove rimane fino a fine attività. La Veneziani, in atelier, non si limita a vendere i suoi esclusivi modelli, ma dispensa preziosi consigli alle clienti/amiche, ad esempio, su come si indossa la pelliccia e quali accessori si adattano al meglio. E queste clienti sono Lucia Bose`, Maria Callas, Wally Toscanini, Elsa Martinelli, Marlene Dietrich, Josephine Baker, Anna Proclemer, Franca Rame, Ornella Vanoni. Nel dopoguerra, con la nascita del sistema moda italiano, la Veneziani diventa un personaggio internazionale. Le copertine di "Harper's Bazaar", "Life" e "Vogue" sono il segno tangibile di questo successo. Negli anni che vanno dal 55 al 68, Jole Veneziani non è stata solo una creatrice di pellicce uniche per stile ed innovazione, indossate dal bel mondo internazionale, ma è stata anche una pioniera del colore, della lavorazione a tweed, ed è riuscita ad alleggerire capi fino allora pesantissimi. A tal proposito la giornalista Maria Pezzi, ricorda che una sua leggerissima giacca in visone firmata Veneziani, ha letteralmente lasciato senza parole il grande Pierre Cardin. La Veneziani è stata la prima a creare una collezione industriale, collaborando con un'azienda del settore. Da questa collaborazione nascono giubbotti sportivi bicolore, decisamente all'avanguardia. Negli anni 60, collabora con l' Alfa Romeo, per rendere l'immagine delle auto meno cupa, e poi anche diverse aziende tessili si affidano alle sue capacità e intuizioni, sempre all'avanguardia. Possiamo decisamente affermare, che negli anni del miracolo italiano, Jole Veneziani è stata un simbolo dell'imprenditoria al femminile, in un epoca dove il patriarcato la faceva da padrone. Jole Veneziani girava mezzo mondo, per andare a scovare e scegliere le pelli migliori, sfidando persino i colossi francesi e americani. La vera regina indiscussa delle manifestazioni di Francoforte, il più importante mercato mondiale della pellicceria. Jole non passava certo inosservata, con quel taglio di capelli ancora un po' da bambina, anche quando erano diventati tutti bianchi , con gli spessi occhiali da miope, tutti tempestati di strass, le mani piene di anelli e i tanti bracciali tintinnanti. Ma erano proprio quelle mani, un po' paffute e piene di anelli, che facevano la differenza. Sceglievano con sapienza zibellini, visioni, martore, accarezzandole con sapienza. E proprio quelle mani, saranno definite "zampe di velluto" da un'arguta giornalista. È il 68 quando le uova fradice e i pomodori, finiscono sulle pellicce delle eleganti signore, che stanno per assistere alla prima della Scala. È la fine di un’epoca, la “bella epoque” milanese. Alla Scala la Veneziani era di casa. C'è stata un'epoca, in cui più di un terzo delle “sciure” milanesi, per l'evento più importante dell'anno, vestivano Jole Veneziani. E dopo 2 anni di sponsorizzazione, Pierre Balmain, per addobbare i palchi, l'incarico viene dato proprio a Jole. Un ulteriore riconoscimento, ad una delle donne imprenditrici più importanti di Milano. E c'è anche lei, quando il marchese Giorgini organizza la prima sfilata di alta moda italiana a Firenze, nel 51. Tra i premi ricevuti dalla Veneziani, ricordiamo il "Giglio d'oro", ricevuto nel 53, e il prestigioso "Premio della critica di moda della stampa milanese ". Nel 76, è nominata Cavaliere al merito della Repubblica italiana, e nel 1980 è riconosciuta tra le "Persone che hanno fatto grande Milano". Nel 1984 cede l'attività a Federico Bano, che diventa anche custode del suo prestigioso archivio. Jole muore a Milano nel 1989, nella sua amata Milano che le ha dato la fama, e che lei ha tanto amato.
Daniele Lorenzetti

