La storia del sarto architetto, scultore della seta...ma non chiamatelo stilista.

Roberto Capucci, nasce a Roma il 2 dicembre 1930. Dopo aver frequentato il liceo artistico, si iscrive all'accademia di belle arti, dove studia con il maestro Mazzacurati.
Roberto dimostra un grande talento fin da giovanissimo e a soli 20 anni apre il primo atelier in via Sistina a Roma.
Nel 51, presenta per la prima volta le sue creazioni a Firenze, a casa del marchese Giorgini, colui che con grande intuizione inventa il "made in Italy ". L'anno successivo, è nuovamente a Firenze, dove sfila insieme ad altri colleghi presso la Sala bianca di Palazzo Pitti. Oriana Fallaci, all'epoca giovane cronista, era presente all'evento e gli dedica un articolo sul settimanale Epoca, definendolo "piccolo ed esile come un fantino" ma geniale. A soli 26 anni, Capucci è un designer particolarmente apprezzato. Il grande Christian Dior, rimane colpito dell'originalità delle sue creazioni, al punto di dichiarare, in un'intervista, "Capucci è il miglior creatore della moda italiana".
Nel 58, crea la "linea a scatola", una vera e propria rivoluzione stilistica e sartoriale. Per questa innovazione, quell'anno a Boston, vince l'Oscar della moda, assieme a Pierre Cardin. Nel 61, decide di sfilare a Parigi oltre che a Roma. Nella capitale francese, viene accolto con entusiasmo dalla critica e dai compratori, al punto che il nostro couturier, decide di aprire un atelier al numero 4 di Rue Cambon. La stampa francese elogia il lavoro di questo italiano, sottolineando che è il primo italiano, ad approdare nell'allora capitale dell'alta moda. Da quel momento, tanti colleghi seguiranno il suo esempio.
Nel 68 rientra definitivamente in Italia, non più in via Sistina ma nel nuovo atelier di via Gregoriana dove presenta le sue collezioni secondo il calendario organizzato dalla camera nazionale della moda. Sempre nel 68, disegna I costumi per Silvana Mangano e Terence Stamp, per il film Teorema di Pasolini.
È il 1970 quando presenta per la prima volta una sua collezione in un museo. La sede scelta è il Ninfeo del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, e la collezione è decisamente fuori dagli schemi. Le modelle indossano stivali con il tacco basso, senza trucco e i capelli lasciati al naturale. È in quel periodo che inizia la grande sperimentazione del maestro Capucci con l'utilizzo di elementi decorativi rigidi e strutturali, materie ricche e povere, tessuti pregiati, sassi e paglia.
Per contrasti con il sistema moda, nel 1980, Capucci si dimette dalla camera nazionale della moda, decidendo di sfilare in periodi diversi dal calendario ufficiale, e farlo in luoghi diversi dall'atelier, come se fossero eventi artistici a tutto tondo. Nel 1986, l'Arena di Verona, lo chiama per realizzare i costumi per le 'sacerdotesse' della Norma, in omaggio alla Callas. La sua stagione espositiva inizia nel 1990, quando i suoi abiti vengono esposti in musei e palazzi storici, come vere e proprie opere d'arte, (la moda è arte). Palazzo Strozzi a Firenze, è la prima location importante, dove l'esposizione viene accolta con grandi elogi di critica e pubblico. Da Firenze, la mostra si sposta a Vienna, Stoccolma, Mosca, Philadelphia, fino alla Reggia di Venaria Reale.
Nel 95, viene invitato con i suoi abiti/scultura, alla Biennale di Venezia, nell'edizione del centenario.
Nel 2005, insieme all'associazione Civita, crea la 'Fondazione Roberto Capucci ", per tutelare il suo archivio, che contiene 439 abiti storici, 500 illustrazioni firmate, 22000 disegni originali, oltre ad una rassegna stampa completa.
Nel 2007, espone a Villa Bardini di Firenze, il museo della fondazione Roberto Capucci, dove vengono ospitate mostre ed eventi.
Roberto Capucci è considerato e riconosciuto a livello internazionale come uno dei più grandi couturier del XX secolo. Nella sua lunga carriera lavorativa, ha vestito personaggi del jet set internazionale, e del mondo dello spettacolo. Silvana Mangano, Valentina Cortese, Franca Valeri sono state clienti ed amiche del sarto/scultore. Tra i suoi abiti più famosi quello di velluto viola scuro ispirato ai colori del Caravaggio, indossato da Rita Levi Montalcini quando ritirò il premio Nobel nel 1986. Un'abito con strascico da vera regina. In seguito la Montalcini vestirà sempre Capucci per le occasioni ufficiali.
Capucci ha un fratello più giovane,
Fabrizio, che è stato un famoso attore, ed è stato il primo marito di Catherine Spaak e padre di Sabrina.
Capucci è un personaggio piuttosto schivo e riservato al contrario di alcuni colleghi protagonisti della Roma della dolce vita come Schuberth. Lui non ha mai dato adito a gossip di nessun genere.
Di sé dichiara di avere un solo vizio: “spendere denaro in abbigliamento, possedendo ben 42 cappotti in casentino di ogni colore.
Chi ha voglia di conoscere il suo mondo, può visitare la mostra "La forza del colore, Roberto Capucci a Villa Pisani", nel comune di Stra` a Venezia fino al 2 novembre.
Per toccare con mano l'opera di questo artista dell'alta moda.
Ma per favore non chiamatelo stilista.
Daniele Lorenzetti