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Chino, uno stilista che sfocia poi nella crisi mistica e spazia nella pittura. Possiamo chiamarlo un genio? Forse anche mal compreso?

chino schizzoC'erano una volta le sartorie, le vere anime della neonata alta moda italiana, che spesso si affidavano a figurinisti per creare modelli originali che potessero contraddistinguere lo stile della Maison stessa. Uno dei più talentuosi creatori di moda dal 50 al 70 è Chino Bert lo "stilista di Dio". Il suo vero nome è Franco Bertolotti e nasce a Pavia nel 1923. Il suo debutto nella moda avviene quando a 19 anni, viene assunto come disegnatore dalla sartoria Rosandre di Milano. Nel 1952, tenta l'avventura a Palazzo Pitti, l'evento moda italiano più importante. La sua inedita linea a scatola, non impressiona molto i buyer, ma fa colpo su 3 personaggi molto importanti. La famosa illustratrice di moda Brunetta Mateldi, il marchese Giorgio, anima di "Pitti", e Irene Brin la penna più importante e prestigiosa in tema di moda e costume. Chino, se pur dotato di grande creatività, capisce di non avere nessuna dote imprenditoriale, né manageriale, decidendo cosi di disegnare per altri. La sua prima collaborazione è con la, sartoria romana di Maria Antonelli. Contemporaneamente i suoi schizzi, vengono notati da Maria Carita, che a Parigi dirige il più grande istituto di bellezza a livello mondiale. Grazie a lei inizia a lavorare come illustratore di servizi di moda de "L'autore" e "L'art et la mode". Nel 58 il direttore del quotidiano milanese "La notte", gli affida una rubrica settimanale di moda dal titolo:"Per voi signore". Sempre in quel periodo disegna per Mila Schon, Jole Veneziani e Pierre Cardin. Con la Schon, sarà una collaborazione destinata a durare negli anni. Nel 1963 presenta con successo 20 modelli a Palazzo Pitti, e nel 1965 riceve l'ambitissimo premio "Neiman Marcus", un vero e proprio Oscar della moda. Quello è un anno particolarmente fortunato per Chino, perché è chiamato dalle sorelle Fendi, per disegnare la loro collezione di pellicce, pronta per debuttare sulle passerelle di moda. Ma nel 73, dopo un viaggio a Hollywood, Chino Bert sparisce letteralmente e misteriosamente dalle scene della moda, e non solo. Tempo dopo si saprà del suo ritiro in un monastero benedettino, quello di Santa Scolastica. E Chino Bert, diventa don Franco. Chino non abbandona del tutto la moda, collaborando con l'ormai amica Mila Schon dal 1984 al 1989. E dagli anni 90 comincia a dipingere, spaziando dal figurativo all'astratto, segno distintivo una tavolozza colorata. Nel 2012 muore in un monastero di Albenga in Liguria. I suoi abiti sono stati amati e indossati (o viceversa) dalle più celebri dive, sia italiane che internazionali come Jacqueline Kennedy, Mina, Anna Maria Pierangeli, Marella Agnelli. I suoi abiti lussuosi, se pur realizzati con tessuti di pregio, hanno linee semplici, ma con un occhio al rinascimento e al liberty. La sua donna ideale, è una figura borghese, ma anche una figura angelicata, pudica, uscita dalla sua matita delicata e rispettosa, quanto rigorosa nella tecnica costruttiva. La sua profonda spiritualità lo porta ad essere "artista di Dio" intendo che solo in Lui poteva trovare la vera bellezza.

Daniele Lorenzetti 

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini - Antonio Barattiero

 

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