Musica sulle Bocche celebra i 100 anni di John Coltrane: Torna dopo vent’anni il progetto speciale “Out of Coltrane”
Il 4 settembre alle 21 al Lo Quarter di Alghero e il 5 settembre alle 21 al Convento dei Cappuccini di Bosa torna la produzione originale ideata nel 2006 dal festival diretto da Enzo Favata. Otto musicisti per immaginare la musica che Coltrane non ha avuto il tempo di scrivere. Ingresso libero.
A vent’anni dalla sua prima realizzazione, Musica sulle Bocche riporta sul palco uno dei progetti speciali nati nella storia del festival. In occasione del centenario della nascita di John Coltrane, torna “Out of Coltrane”, produzione originale ideata nel 2006 e oggi ripensata per rendere omaggio all’eredità di uno dei musicisti che hanno trasformato più profondamente il linguaggio del jazz.
Il progetto sarà presentato in due concerti, entrambi alle ore 21: il primo venerdì 4 settembre al Lo Quarter di Alghero, il secondo sabato 5 settembre al Convento dei Cappuccini di Bosa. I biglietti sono acquistabili sul circuito Ciaotickets.com
Sul palco saranno riuniti Alfonso Santimone al pianoforte ed elettronica, Pasquale Mirra al vibrafono, Riccardo Pittau alla tromba, Filippo Orefice al sax tenore e clarinetto, Federico Pierantoni al trombone, Salvatore Maltana al contrabbasso, Alessandro Cau alla batteria ed elettronica ed Enzo Favata ai sassofoni e clarinetto basso.
La storia di Out of Coltrane comincia nel 2006, quando Musica sulle Bocche commissionò una produzione speciale dedicata a John Coltrane. Otto musicisti del jazz italiano, riuniti e diretti da Enzo Favata e provenienti da esperienze artistiche differenti, furono invitati a confrontarsi con una domanda volutamente aperta: dove sarebbe arrivata la musica di Coltrane se il sassofonista americano avesse potuto continuare il proprio percorso creativo?
Da quella domanda nacque un laboratorio musicale che scelse di non limitarsi alla rilettura del repertorio coltraniano. L’obiettivo era confrontarsi piuttosto con gli elementi più profondi della sua ricerca: la libertà improvvisativa, la tensione verso linguaggi nuovi, l’interesse per culture musicali differenti e una concezione del jazz come terreno di esplorazione senza confini.
Nel 2026, a cento anni dalla nascita di Coltrane e a vent’anni dalla prima edizione del progetto, Musica sulle Bocche riprende quella stessa domanda. Alcuni dei musicisti coinvolti nell’esperienza originaria tornano a confrontarsi con una musica che, nel frattempo, ha continuato a esercitare la propria influenza su generazioni di strumentisti e compositori.
Il nuovo Out of Coltrane non nasce quindi come una ricostruzione filologica né come un repertorio di celebri composizioni reinterpretate. Il punto di partenza rimane quello stabilito nel 2006: utilizzare l’eredità di Coltrane come materia viva sulla quale costruire nuova musica, attraverso composizione, improvvisazione, strumenti acustici ed elettronica.
Al centro rimane soprattutto la fase più avanzata della ricerca del sassofonista statunitense, quando la sua musica raggiunse una dimensione nella quale sperimentazione e ricerca spirituale divennero sempre più strettamente connesse. Il suono, per Coltrane, poteva essere strumento di conoscenza, ricerca interiore e trascendenza, mentre l’improvvisazione diventava uno spazio aperto nel quale superare continuamente i limiti del linguaggio acquisito.
È da questa eredità che prende forma il progetto diretto da Enzo Favata. La particolare composizione dell’ensemble permette di lavorare su un ampio spettro timbrico: sassofoni, clarinetti, tromba e trombone dialogano con vibrafono, pianoforte, contrabbasso, batteria ed elettronica, creando una formazione pensata per muoversi liberamente tra scrittura e improvvisazione.
Out of Coltrane diventa così un esercizio di immaginazione collettiva intorno alle possibilità rimaste aperte dalla ricerca del musicista americano: non soltanto la musica che Coltrane ha scritto, ma quella che non ha avuto il tempo di scrivere e che continua idealmente nelle domande lasciate dalla sua opera.
Nato il 23 settembre 1926, John Coltrane ha attraversato in poco più di un decennio alcune delle trasformazioni decisive del jazz moderno, fino a sviluppare negli ultimi anni della sua vita un linguaggio radicale nel quale libertà espressiva e dimensione spirituale si unirono profondamente. A Love Supreme rimane una delle testimonianze più emblematiche di questa ricerca e di una concezione della musica capace di farsi messaggio universale.
MUSICA SULLE BOCCHE
Direzione Artistica e Direzione generale: Enzo Favata
Coordinamento Organizzativo: Valentina Minoccheri
Produzione & tecnica: Alessandra Azzena, Marco Alessandrini
Location & allestimenti: Davide Tuseddu, Michele Ibba
Audio & luci: Davide Merlini
Social media: Nuria Favata
Video & social multimedia: Federico Pisanu
Grafica: Tony Demuro
Sito web:
Elisabetta Castiglioni