corpo 10 settimanale online

Mogol, per due generazioni sicuramente, è stato sicuramente fonte di incontri canterini sulla spiaggia con le sue canzoni. I testi di Mogol con la musica di Battisti e non solo, continuano ancora oggi a far cantare anche i più giovani. Rappresenta, per ognuno di noi un pezzo della nostra gioventù!

MogolIl 17 agosto, ha raggiunto la bella età di 90 anni. Giulio Rapetti, noto come Mogol, è uno dei più grandi parolieri italiani. Mogol è figlio d'arte, il padre Mariano, già dirigente della casa discografica Ricordi, è un noto paroliere, che negli anni 50/60 ha scritto diverse canzoni, tra le tante, ricordiamo "Vecchio scarpone", firmando i pezzi con lo pseudonimo "Calibi".

Terminati gli studi, Giulio entra alla Ricordi Radio Record, come addetto alla pubblicizzazione delle edizioni. 

Nel 55, seguendo le orme paterne, decide di diventare paroliere. La Siae gli attribuisce lo pseudonimo Mogol, scelto tra una rosa di 120 nomi di fantasia, proposti dallo stesso Giulio. Mogol scoprirà che quello pseudonimo, era il nome del generale delle Giovani marmotte di Qui Quo Qua.

Dopo aver esordito con alcuni brani scritti per cantanti, come Tony Renis, nel 61, Mogol raggiunge il primo grande successo con la canzone "Al di là", cantata da Luciano Tajoli e Betty Curtis, che quell'anno vince il festival di Sanremo. Il brano non è l'unico che vincerà la kermesse sanremese. Nel 65, " Se piangi se ridi" cantata da Bobby Solo, e nel 91 "Se stiamo insieme", interpretata da Riccardo Cocciante, sono i brani vincitori. 

Nel 60, firma a suo nome per la Siae "Il cielo in una stanza", cantata inizialmente da Mina, perché l'autore, Gino Paoli, ancora non è iscritto alla società degli autori.

Ma il vero incontro che segna la futura carriera di Mogol è quello con il giovane Lucio Battisti nel 65. Con Battisti, nasce un lungo e felice sodalizio, Battisti mogolche dà vita a veri e propri capolavori della musica leggera italiana. I primi pezzi di successo, scritti dai due, e cantati da Battisti, sono: "Dolce di giorno","Luisa Rossi", "Balla Linda", mentre "29 settembre" e "Un angelo blu", vengono portati al successo dall' Equipe 84 uno dei più noti gruppi dell'epoca. Negli anni 60 c'è stata la moda di riproporre successi anglo-americane con testi in italiano e Mogol si cimenta con "California dreamin" dei Mamas & Papas, che diventa "Sognando California" e "Whiter shade of pale" dei Procol Harum tradotta in "Senza luce". Entrambi i pezzi sono cantati dai Dik Dik riscuotendo grande successo. Alla fine degli anni 60, il suo sodalizio con Battisti si consolida sempre più, rivelandosi un fenomeno irripetibile. Nel 69, Lucio Battisti partecipa a Sanremo con "Un'avventura", e nel solito anno, Mogol lascia la storica casa discografica degli esordi, per passare alla "Numero uno", acquistandone alcune quote insieme a Lucio.

Nel giugno 70, c'è un avvenimento che dà una svolta alla coppia Mogol/Battisti, un viaggio a cavallo in mezzo alla natura, da Milano passando per La Spezia, Sarzana, per arrivare a Roma. In quell' anno, esce uno dei brani più iconici della coppia, "Emozioni", a cui seguono veri capolavori come "La canzone del sole"," Il mio canto libero", "Una donna per amico"," Ancora tu", "Con il nastro rosa" e tantissimi altri.

L'unione artistica tra i due termina nel 1980 non senza polemiche. Da quel momento, Mogol inizia a collaborare con Riccardo Cocciante, scrivendo canzoni come "Cervo a primavera", "Celeste nostalgia", oltre alla già citata "Se stiamo insieme". E gli anni 80, sono quelli delle collaborazioni con Zucchero, Mango, Gianni Bella, Umberto Tozzi e Celentano. Per Adriano Celentano, scrive "L'arcobaleno", dedicata a Lucio Battisti, deceduto l'anno precedente. Un doveroso omaggio. Forse non tutti sanno, che Mogol è colui che ha creato la nazionale italiana foto mogolcantanti, che negli anni, ha dato vita a centinaia di incontri a scopo benefico.

Nel 92, fonda a Toscolano in Umbria, il CET, un'associazione no profit, che funge da scuola per autori, musicisti e cantanti. Tra i talenti usciti dal CET voglio ricordare Arisa.

Nel luglio 2013, l'università degli studi di Palermo, gli conferisce la laurea honoris causa, in teorie della comunicazione. 

Durante l'ultimo festival di Sanremo, Mogol è stato insistito del premio alla carriera. Carlo Conti consegnandogli il premio lo definisce "la storia della musica leggera italiana". Niente di più azzeccato.

Ho cercato sul web il numero esatto delle canzoni uscite dalla penna di Mogol, ma in realtà è quasi impossibile dire la cifra esatta, si va dalle 1750 alle oltre 2000. Si va da pezzi leggeri come "L'esercito del surf" cantata da Catherine Spaak nel 64 a brani più romantici tipo "L'immensità" di Johnny Dorelli e Don Backy datato 67. Praticamente la colonna sonora di tantissime generazioni. 

Questo è Mogol, colui che non ama essere definito paroliere ma autore per sua stessa ammissione. 

Auguri Giulio/Mogol e grazie per tutte le "Emozioni" che ci hai regalato e ancora ci regalerai.

Daniele Lorenzetti 

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

Credits: 
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web 

Scelte dell'utente per i cookie
Utilizziamo i cookie per fornirti i migliori servizi possibili. Se si rifiuta l'uso di questi cookie, il sito Web potrebbe non funzionare correttamente..
Accettare tutto
Rifiutare tutto
Maggiori informazioni
SOCIALS
Facebook
Accettare
Rifiutare
Twitter
Accettare
Rifiutare
Linkedin
Accettare
Rifiutare
COOKIE ANALITICI
GOOGLE
Accettare
Rifiutare
Salvare