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Il ricordo di un maestro della canzone d'autore italiana, che ci ha lasciato innumerevoli capolavori. 

gino paoli nel salotto di casa suaAll'età di 91 anni, ci lascia il grande Gino Paoli, uno dei padri della cosiddetta “scuola genovese”.

Gino nasce a Monfalcone, ma fin da piccolo, ha vissuto a Genova, che diventa la sua città. Dopo aver abbandonato gli studi, lavora come grafico in un'agenzia pubblicitaria, dove può coltivare la sua passione per la pittura. L'amore per la musica, lo eredita dalla madre pianista, che gli fa conoscere artisti come Nat King Cole e Billie Holiday.

A Genova, frequenta un gruppo di amici, (forse i "4 amici al bar della sua futura hit) che come lui, condividono la passione per la musica, e che costituiranno la "scuola genovese". Questi amici sono: Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Fabrizio De André, Umberto Bindi, Joe Sentieri, Giorgio Calabrese, e i fratelli Reverberi. 

E sono proprio i fratelli Reverberi, musicisti professionisti, a portare Paoli, Bindi e Tenco a Milano alla "Dischi Ricordi". Sotto questa etichetta, Paoli incide i suoi primi successi, "La gatta" e "Il cielo in una stanza", che su suggerimento di Mogol, viene fatta eseguire da Mina (Probabilmente, la censura dell'epoca, ignorava che il brano fu ispirato dall'incontro in un bordello) e rimane in classifica per più di 6 mesi, decretando il suo successo come cantautore.

Gino Paoli Boccadasse GenovaNel 61, incontra Ornella Vanoni, (lei pensa che lui sia gay, e lui, che Ornella sia lesbica) e tra i due, non nasce solo una collaborazione artistica, ma anche una relazione sentimentale, che si trasformerà in un rapporto di stima e amicizia. La canzone che Paoli dedica alla Vanoni, è "Senza fine", uno dei più bei pezzi del suo repertorio.

Nel 62, alla "Bussola", conosce la giovanissima Stefania Sandrelli, si innamorano, e dalla loro storia nasce la figlia Amanda. Quel legame è considerato scandaloso all'epoca, perché Paoli era sposato, e la moglie aspettava un figlio, e la Sandrelli era minorenne. In quel periodo Gino lascia la "Ricordi", per passare alla "RCA". Qui, incide quello che in assoluto, è il suo brano più noto, "Sapore di sale", arrangiato da Ennio Morricone, e con Gato Barbieri al sax. Il pezzo partecipa al Cantagiro, e per Paoli, è il primo vero impatto con il grande pubblico. Negli anni 80, sarà lo stesso Paoli a cantarla nel film "Sapore di mare 2, un anno dopo".

Altro successo del periodo è: "Che cosa c'è", anche questo uno dei suoi classici. 

Dopo un lungo periodo di sperimentazioni lontano dal grande pubblico, Gino torna al grande successo, con "Una lunga storia d'amore", che fa parte della colonna sonora del film, "Una donna allo specchio", con Stefania Sandrelli. A parer mio, il pezzo è uno dei più belli, al pari de "Il cielo in una stanza" e "Senza fine".

I successi da quel momento non si contano più, e Gino Paoli si divide tra serate, tournée, ospitate televisive, come è giusto per una star del suo calibro. 

Nel 1985, insieme alla Vanoni, porta in giro per l'Italia un tour trionfale, da cui verrà realizzato un disco live. Tra i due c'è una sintonia perfetta, e questo arriva al pubblico. 

Nel 92, incide insieme alla figlia Amanda, incide "La bella e la bestia", colonna sonora del film della Disney. 

Nel 96, esce "Appropriazione indebita", dove rielabora classici di Aznavour, James Taylor, John Lennon.

E nel 2004 è ancora in tour con la Vanoni, dopo l'uscita dell'album di inediti, "Ti ricordi? No non mi ricordo E nel 2004, è ancora in tour con la Vanoni".

Gino Paoli non è stato solo un musicista di talento, e, in un certo senso un poeta, ma anche uno scopritore di talenti. È stato lui a scoprire Dalla e De André, e a lanciare una giovanissima Viola Valentino. 

Come paroliere, traduce brani di Alain Barriere, Aznavour, Brel e Leo Ferrè. Le sue composizioni,  sono state cantate da tantissimi interpreti, partendo da: Claudio Villa e Carla Boni fino a Giorgia, Battiato, Masini e moltissimi altri. 

Una curiosità, nel 63, a causa di una serie di difficoltà, e di una crisi sentimentale, Gino Paoli tenta il suicidio sparandosi un colpo di pistola al cuore. La pallottola si ferma nel torace, senza però colpire parti vitali, e lì è rimasta. Tutto questo, rende la figura del cantautore simile ad un personaggio descritto da Baudelaire e Rimbaud.

L'ultimo saluto a Gino, non ha niente di eclatante.  La famiglia ha scelto un solo gesto essenziale, le ceneri sperse in mare a Boccadasse, come la chiusura perfetta di un cerchio, iniziato e finito al mare. Boccadasse, è il borgo dove Paoli ha vissuto in una soffitta affacciata sul mare. E in quella soffitta, ha visto la nascita "La gatta"...guardando tutte quelle case colorate. 

E anche questa è...una lunga storia d'amore. Decisamente senza fine.

Daniele Lorenzetti 

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini - Antonio Barattiero

 

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