Sono sicuro che avete cantato le parole di questa canzone, “guarda che luna, guarda che mare”. Ma sapete chi l'ha portata al successo? Nasce a Torino, all'anagrafe è Ferdinando, ma per il suo pubblico è Fred Buscaglione. Fin da piccolo Ferdinando mostra una vera, passione per la musica. A 11 anni lo iscrivono al conservatorio che però abbandona dopo 3 anni, sia per la poca passione per la musica classica, sia per cercare lavoro, per poter aiutare economicamente la famiglia. Fin da adolescente Fred inizia ad esibirsi in vari locali torinesi, come cantante jazz e polistrumentista. Infatti è in grado di suonare contrabbasso, violino, pianoforte e tromba. Fondamentale per lui, è l'incontro in un locale, con uno studente di giurisprudenza destinato a diventare suo alter ego: Leo Chiosso. La seconda guerra mondiale lo vede richiamato in Sardegna dove organizza spettacoli per le truppe. La prigionia, da parte degli americani, fa, si, che riesca a formare un quartetto, che gli permette di sperimentare le nuove sonorità, ed i nuovi ritmi arrivati d'oltreoceano, messi al bando dal regime fascista. Terminata la guerra rientra a Torino, tornando a suonare con varie orchestre. Nel 1949 fonda il gruppo degli “Asternovas” con cui gira mezza Europa, spesso in locali di infimo ordine. Fred incontra di nuovo Leo Chiosso con cui inizia a scrivere canzoni. Il loro rapporto quasi simbiotico, dura per tutta la breve vita del cantante. Condivideranno 2 appartamenti attigui, dove passano le giornate a scambiarsi idee, progetti, che diventano canzoni, dove non mancano "bulli e pupe", personaggi spietati con i nemici, ma teneri con le donne. Nasce così uno stile che contraddistingue Fred per tutta la carriera. Che bambola, Teresa non sparare, Love in Portofino, Whisky, e non sono che alcuni dei suoi successi. Fred si cala nel personaggio, sfoggiando un paio di baffetti alla Clark Gable, cappello a tesa larga, tutto attinto dal mito hollywoodiano. Nonostante il successo dei suoi spettacoli nei più rinomati night, nessuna casa discografica crede in lui, troppo moderno in un momento in cui il repertorio è rappresentato solo dal "bel canto all'italiana". Gino Latilla, già vincitore di un festival di Sanremo, avendo inciso un pezzo di Buscaglione, convince la casa discografica Cetra, ad incidere un pezzo di Fred. La canzone è "Che bambola", destinata ad un fulminante successo, che convince pubblico e casa discografica. È la fine degli anni 50, Buscaglione è uno dei protagonisti del mondo dello spettacolo più richiesti, e non solo come cantante. Lo vuole il cinema, la televisione, la pubblicità. Fred interpreta sempre sé stesso, un simpatico spaccone. La sua vita è frenetica. Gira in contemporanea diversi film, incide dischi e la sera si esibisce nei night. Praticamente non si capisce quando finisce l'artista, ed esce il personaggio, e viceversa. Per i suoi spostamenti non usa un'auto normale, ma una fuoriserie americana che lui chiama "criminalmente bella" come il titolo di una sua canzone. Verso la fine della sua breve carriera, si allontana dal genere che gli ha dato fama, per cimentarmi con pezzi melodici come "Guarda che luna" e "Al chiar di luna porta fortuna". Fred poco prima della tragica fine, sta meditando se dare uno stop alla sua frenetica carriera, ma il destino la pensa diversamente. Purtroppo all'alba del 3 febbraio del 1960, uscendo da un night di via Margutta, ha un incidente con la sua Ford Thunderbird color lilla, che si schianta contro un camion. L'impatto è mortale per Fred, e su quell'auto eccentrica, termina la vita terrena di Fred. Non finisce la sua fama, e nemmeno il suo mito. Esce postumo il suo film "Noi duri" che ha girato con Totò, e i suoi dischi saranno venduti ancora per parecchi anni. Chi arriva a Roma, per le olimpiadi del 1960, tra i souvenir che porta a casa, non mancano i dischi del grande Fred. La Rai lo ricorda spesso proponendo le sue performance, e nel decimo anniversario della morte trasmette: "In ricordo di Fred Buscaglione", con il grande Gorni Kramer. Nel 1991 viene messo in scena un musical dal titolo "Fred", interpretato da Umberto Smaila perfettamente calato nella parte. Ancora oggi, diverse cover band, portano in scena il repertorio di Buscaglione con successo, dimostrando come fosse già moderno all'epoca, quel modo di fare musica. I rotocalchi dell'epoca lo descrivono come un tombeur de femmes, attribuendogli parecchi flirt. Nel 1949 in un locale di Lugano conosce Fatima, una cantante maghrebina, se ne innamora, e nel 1954, nonostante l'opposizione della famiglia di lei, la sposa. A causa della gelosia di lei, il matrimonio termina nel 1959, anche se il loro rapporto è destinato a sopravvivere fino alla morte di Buscaglione. È il 1960 e nell'anno dell'incidente di Fred esce la Dolce vita di Fellini, che forse, non casualmente, racconta quel mondo che Fred ha cantato e lo ha visto protagonista, destinato a diventare mito. Ed è la fine di un'epoca. Di cui si è parlato, se ne parla e se ne parlerà ancora...Direttore Editoriale
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