PESCARA JAZZ 2026 straordinario successo di pubblico per la 54ª edizione
Si è conclusa domenica 19 luglio, con uno straordinario successo artistico e di pubblico, la 54ª edizione del Festival Internazionale Pescara Jazz, organizzata dall’Ente Manifestazioni Pescaresi con la direzione artistica del maestro Angelo Valori Quasi tutti i concerti hanno registrato il tutto esaurito già nei giorni precedenti. Entusiastico e unanime il consenso del pubblico per un cartellone capace di coniugare protagonisti internazionali, grandi orchestre, nuove progettualità e valorizzazione delle eccellenze musicali del territorio. Dal 12 al 19 luglio, l’Auditorium Flaiano e il Porto Turistico – Marina di Pescara hanno accolto un pubblico numeroso e partecipe, che ha accompagnato ogni appuntamento con entusiasmo e calore. Quasi tutti i concerti hanno registrato il tutto esaurito già diversi giorni prima dell’evento, confermando il prestigio della manifestazione e il profondo legame che Pescara Jazz continua a mantenere con la città, con il territorio abruzzese e con un pubblico spesso proveniente da fuori regione. L’edizione 2026 ha riaffermato la storica vocazione internazionale del Festival attraverso un programma articolato, nel quale alcuni fra i più autorevoli protagonisti del jazz mondiale hanno dialogato con grandi orchestre, produzioni originali, canzone d’autore, blues, fusion e nuovi linguaggi della musica contemporanea. Ad aprire il Festival è stato Paolo Fresu con “Kind of Lives”, originale rilettura dell’universo musicale di Miles
Davis, primo capitolo di un ideale omaggio al grande trombettista nel centenario della nascita. È seguito “Blues for Pino”, appassionato tributo alla componente blues della musica di Pino Daniele, con alcuni musicisti storici del cantautore napoletano. Tra i momenti centrali dell’edizione si è distinto “Kurt Elling meets Medit Orchestra”, produzione originale realizzata appositamente per Pescara Jazz, che ha riunito una delle voci più autorevoli del jazz mondiale e la Medit Orchestra, diretta da Angelo Valori. Il dialogo fra la straordinaria vocalità di Elling e la ricchezza timbrica dell’orchestra ha dato vita a un concerto di grande intensità, accolto con particolare entusiasmo dal pubblico. Il progetto ha soprattutto confermato la capacità di Pescara Jazz di non limitarsi a ospitare spettacoli già esistenti, ma di porsi come autentico luogo di creazione e produzione culturale. Una produzione nata a Pescara, costruita attraverso il coinvolgimento di musicisti e professionalità del territorio e, nello stesso tempo, caratterizzata da una piena dimensione internazionale. Un modello capace di generare valore artistico, accrescere le competenze locali e proiettare il nome della città all’interno dei più prestigiosi circuiti musicali.
L’attenzione verso la formazione e le nuove generazioni è stata anche testimoniata dalla serata con la Big Band del Conservatorio di Pescara, con due progetti diretti da Pierpaolo Pecoriello e Maurizio Rolli. La dimensione orchestrale ha trovato ulteriore espressione in “Resta cu’ me”, omaggio a Domenico Modugno interpretato dall’Orchestra Sinfonica di Sanremo, diretta da Giancarlo De Lorenzo, con Peppe Voltarelli. Grande entusiasmo ha accompagnato anche Hiromi’s Sonic Wonder, protagonista di una performance travolgente, capace di superare i confini tra jazz, classica, fusion ed elettronica.
Poesia, eleganza melodica e atmosfere jazzistiche hanno caratterizzato il concerto del Sergio Cammariere Quartet, con Giovanna Famulari. La conclusione è stata affidata a Fabrizio Bosso e alla Casa del Jazz Orchestra, diretta da Mario Corvini, con l’esecuzione di “Sketches of Spain” nelle partiture originali di Gil Evans: un secondo e prestigioso omaggio a Miles Davis, nel segno dell’incontro tra jazz, improvvisazione e grande scrittura orchestrale. Nel suo complesso, il Festival ha dato particolare rilievo alla dimensione orchestrale, con la presenza di quattro importanti compagini, costruendo un itinerario attraverso le molteplici espressioni del jazz contemporaneo: dalla grande tradizione all’innovazione, dalla vocalità alla canzone d’autore, dal blues alla fusion, fino all’incontro con la musica colta e le culture del Mediterraneo. Grande partecipazione anche per la presentazione del libro di Alceste Ayroldi The Big Band Theory (Minimun Fax).
«Il successo della 54ª edizione – ha dichiarato il direttore artistico Angelo Valori – ha confermato la forza di una proposta fondata sulla qualità, sulla pluralità dei linguaggi e sulla capacità di mettere in relazione grandi artisti internazionali, orchestre, musicisti italiani e realtà del territorio. Il tutto esaurito registrato da quasi tutti i concerti e la risposta calorosa e unanime del pubblico hanno rappresentato il riconoscimento più importante per un programma che ha voluto raccontare il jazz come musica viva, aperta e capace di dialogare con il presente. Particolarmente significativo è stato il successo delle produzioni orchestrali e dei progetti originali, che rafforzano il ruolo di Pescara Jazz non soltanto come prestigiosa rassegna, ma come luogo di ideazione, creazione e produzione culturale».
Determinante è stato l’impegno del Consiglio di amministrazione e dell’intera struttura dell’Ente Manifestazioni Pescaresi, che hanno garantito la continuità e l’elevata qualità della manifestazione, affrontando con responsabilità le complessità organizzative e le criticità legate alla disponibilità degli spazi. Il risultato dell’edizione 2026 ha ribadito come Pescara Jazz rappresenti un patrimonio culturale della città e dell’intero Abruzzo: una manifestazione capace di produrre valore artistico, sociale, economico e turistico, rafforzare l’identità internazionale di Pescara e valorizzare le energie creative locali.
Maurizio Quattrini