*EX ILVA, PAGLIARO (FDI): INCONTRO IMPORTANTE IN PRESIDENZA A BARI CHE HA GIÀ PRODOTTO UN PRIMO RISULTATO, IL 27 OTTOBRE IL GOVERNO INCONTRA A ROMA I SINDACATI*
“Il lungo incontro di oggi a Bari, con il presidente Antonio Decaro, i sindacati e i capigruppo del Consiglio regionale, ha già dato i suoi primi risultati: a Roma il Governo, nella persona del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, si è detto disponibile a incontrare i rappresentanti delle categorie sindacali martedì 27 ottobre.
“Ma l’incontro di oggi in Presidenza è di fondamentale importanza anche per essere riusciti a stilare un documento condiviso che unisce politica e sindacati pugliesi, senza steccati ideologici: lo stabilimento deve continuare a produrre acciaio e l'area a caldo deve restare accesa, ma al tempo stesso si deve avviare la decarbonizzazione, con impegni precisi e tempi certi. Per troppo tempo la politica ha voltato le spalle alla questione Ilva, lasciando Taranto prigioniera di una scelta drammatica tra lavoro e salute. Un’alternativa inaccettabile, che ha pesato sui lavoratori, sulle famiglie e su un’intera comunità.
“Il Governo Meloni ha scelto una strada diversa, fatta di pragmatismo e responsabilità: tenere in vita la produzione, accompagnare la riconversione degli impianti e garantire tutele ai lavoratori. Il decreto-ponte, approvato nei giorni scorsi e apprezzato anche dai sindacati, va in questa direzione, assicurando la cassa integrazione fino a giugno 2027 e mettendo a disposizione ulteriori 40,5 milioni di euro per sostenere la continuità degli impianti.
“Importante anche l’azzeramento degli oneri contributivi per le aziende che assumeranno a tempo indeterminato i lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto. Un incentivo concreto per salvaguardare l’occupazione e offrire nuove opportunità a chi rischia di pagare il prezzo più alto di questa lunga crisi industriale. Taranto non può vivere di annunci e rinvii: ha bisogno di investimenti, di certezze e di un progetto industriale credibile, capace di coniugare produzione, occupazione e sostenibilità ambientale.
“La nostra posizione è chiara: difendere il lavoro non significa sacrificare la salute, così come tutelare l’ambiente non può voler dire abbandonare migliaia di famiglie al proprio destino. Taranto deve tornare a essere un grande motore industriale del Mezzogiorno e dell’intera Nazione. Ma deve farlo a condizioni nuove, con una produzione compatibile con l’ambiente e con il rispetto che i tarantini meritano. È questa la sfida che abbiamo davanti: non scegliere tra fabbrica e salute, ma costruire finalmente un futuro in cui possano convivere entrambe”.
15 ottobre 2026