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Un attore che passa con disinvoltura dal comico al tragico con naturalezza. E chi è di una certa età, non può non ricordarlo

elio pandolfiSe dobbiamo usare un aggettivo per descrivere questo artista, l'aggettivo è poliedrico. Lui non è stato solo un bravo attore, ma anche un mimo, un eccellente doppiatore, un musicista e cantante. Questo artista talentuoso, è Elio Pandolfi. Elio nasce a Roma nel 1926, da una famiglia numerosa. Frequenta e si diploma all'Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico, dove come compagni di corso ha: Nino Manfredi, Tino Buazzelli, Rossella Falk, Franca Valeri, 

Gianrico Tedeschi, Luciano Salce, Marcello Mastroianni, Paolo Panelli. Nel 48, Pandolfi debutta a Venezia come mimo/ballerino, e nello stesso anno, entra con Orazio Costa al “Piccolo teatro comico musicale di Roma”, dove, oltre ad alcuni compagni di accademia, trova quella che sarà la sua partner artistica per quasi tutta la carriera, Antonella Steni. Dalla fine degli anni 40, Elio partecipa ad alcune riviste scritte e dirette da Garinei e Giovannini, come: "La bisarca"e "Caccia al tesoro". E poi "Briscola","Giringino", "La canasta", e "Rosso e nero" accanto a Corrado. Nel 1957, è diretto da Luchino Visconti nel ruolo del cantante castrato, ne "L'impresario di Smirne" accanto a Rina Morelli e Paolo Stoppa. Lo spettacolo debutta a Venezia, per poi essere replicato a Parigi e Zurigo. Nel 1954, debutta nell'operetta "La barca dei comici", per poi passare alla rivista, genere che sta vivendo un momento magico. E divide il palcoscenico con: Febo Conti, Carlo Dapporto, Lauretta Masiero e Antonella Steni. Pandolfi è stato anche uno dei famosi boys, che accompagnavano Wanda Osiris, la primadonna del teatro leggero italiano, nella discesa delle immancabili scale. Gli anni 60 rappresentano per Elio, gli anni delle fortunate riviste radiofoniche. Assieme a Dino Verde, dà vita a "Urgentissimo" e al celebre "Scanzonatossimo" con Alighiero Noschese e Antonella Steni. Il varietà è un mix di satira, musica e imitazioni. E ancora "Il disco per l'estate" e "20.30 Express", sempre in coppia con la Steni. La sua bella voce, che lui usa come uno strumento musicale, lo porta a cimentarsi con successo al doppiaggio, prestando la voce ad attori come Donald Pleasance, Philippe Noiret, e addirittura Groucho Marx, Stan Laurel e Spencer Tracy in alcuni ridoppiaggi. La sua abilità nelle imitazioni, e nella riproduzione dei suoni di altre lingue, fa sì che venga chiamato per doppiare Rina Morelli nel film "Gli zitelloni". Tuttavia la parte fu tagliata per non creare problemi con l'attrice, che forse non avrebbe gradito essere doppiata da un uomo. Ma nel film, rimane comunque una scena doppiata da Pandolfi, in un dialogo con De Sica. Negli anni 60/70, è sua la voce di Paperino e Daffy Duck e nel 1991 doppia "La tont", ne La bella e la bestia di Disney.  La sua voce, è usata in tanti caroselli negli anni 60. Garinei e Giovannini lo dirigono ancora in "Alleluja brava gente", commedia musicale di grande successo, interpretata da Rascel e Modugno (poi sostituito da Proietti). Nel 1977 Patroni Griffi, mette in scena "Le femmine puntigliose" di Goldoni, dove Pandolfi è protagonista. Due anni dopo, è nella versione italiana de "Il vizietto", diretto da Luciano Salce. Dalla metà degli anni 70 fino al 2000, collabora con il Teatro Verdi di Trieste, portando in scena un genere da lui molto amato, l'operetta. In cartellone: "La principessa della Czarda", "Al Cavallino bianco", "La vedova allegra", "Sogno di un valzer di Oscar Straus","Scugnizza". Nel 1988, è alla Fenice di Venezia ne "La vedova allegra", accanto a Raina Kabaivanska, che verrà replicata al Teatro dell'Opera di Roma. Elio Pandolfi, nella sua lunghissima carriera, riesce a passare da un genere all'altro, con una naturalezza che solo un grande talento lo rende possibile. E gli anni 80, per Elio vogliono dire ancora radio, soprattutto come lettore in programmi come "Impara l'arte" e "Il signor bonalettura", condotti da Luciano Rispoli. Negli anni 2000, è ospite fisso su Radio 3 a "Hollywood party" e"Di tanti palpiti". E’ una bella felice stagione degli sceneggiati tv, ed è tra gli interpreti di "Orgoglio e pregiudizio", diretto da Daniele D'Anza. Pandolfi interpreta anche diversi film, più come caratterista che attore protagonista. Indimenticabile, è la sua partecipazione a Studio Uno, accanto a Mina, e più recentemente, ospite in diversi talk show, dove è una precisa e pungente memoria storica. Nel 2011, gli viene consegnato il premio "Ermete Novelli", che con cadenza biennale, viene assegnato come riconoscimento alla carriera di grandi attori. Nel 2012, è ancora in scena con la piece "Letterine per Silvia e altri sogni", scritta e diretta da Paolo Silvestrini. Nel 2016, viene premiato alla Casa del cinema di Roma, con il Nastro d'argento alla carriera. Elio, muore a Roma nel 2021 all'età di 95 anni, e per sua volontà non vuole funerale. Pandolfi ha sempre scherzato sulla propria morte, affermando che i suoi amici lo stavano aspettando di là con impazienza, i vecchi amici dell'accademia. Sicuramente il primo ad andargli incontro, sarebbe stato Panelli assieme alla moglie Bice Valori, che come Anna Magnani, morivano dalle risate per la sua esilarante imitazione della gallina. Finché ha potuto, Pandolfi è andato al cimitero del Verano a trovare Panelli, gli portava i soldatini, e gli leggeva l'ultimo numero di Tex, ultima richiesta da parte di un amico.

Daniele Lorenzetti

Direttore Editoriale
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