Una grande storia d'amore ormai dimenticata.

Quando muore un personaggio famoso, giornali e social, si scatenano in una vera e propria caccia al "Io lo conoscevo bene". La recente morte di Pippo Baudo, ha portato alla ribalta un sacco di persone, che hanno voluto testimoniare il proprio rapporto, con il grande presentatore. Soubrette e soubrettine, cantanti più o meno famosi, ex moglie ed ex compagne, e colleghi e colleghe, tutti hanno voluto dire la loro.
Fra tutte queste persone, che hanno (o avrebbero) condiviso momenti di vita lavorativa e/o privata, io vorrei ricordare una donna, che realmente ha condiviso un pezzo di vita accanto a Baudo, Alida Chelli.
Alida nasce a Roma nell'ottobre del 1943. Il suo vero nome era Rustichelli, e il padre era un famoso compositore, noto per le colonne sonore dei film di Pietro Germi, e Pier Paolo Pasolini. Pure il fratello diventa un famoso musicista, seguendo le sue orme. Alida non è da meno, e fin da giovanissima inizia a cantare, dimostrando un vero talento per il palcoscenico. Ma nonostante l'innata ed indiscussa bravura, Alida non è convinta delle proprie capacità, al punto di convincere il pubblico, ma mai sé stessa. Pippo Baudo diceva di lei: "Alida è stata un'artista eccezionale, ma non credeva molto alle sue capacità", (l'esatto contrario di tante pseudo soubrette, prive di talento ma con un ego esagerato, spesso imbarazzante). A dimostrazione di ciò, basta ricordare il suo felicissimo esordio con il brano, "Sinno` me moro", che faceva parte della colonna sonora del film, "Un maledetto imbroglio" di Pietro Germi. Erroneamente, si pensa che il pezzo sia di Gabriella Ferri, che lo incide anni dopo, facendolo diventare un classico della canzone romanesca, ma in realtà è stata la Chelli ad inciderlo per prima. Alida Chelli era una persona dall'ego sottile, non adatto al fagocitante mondo dello spettacolo. Di questo se ne rende conto anche Raffaella Carrà, che la trova timida e un po' impaurita, quando la ospita in "Pronto Raffaella" nel 1985.
Ma Alida è troppo bella e talentuosa, per non essere amata ed apprezzata dal pubblico.
Quando ha 23 anni, conosce quello che per tutti è l'uomo della sua vita, l'attore Walter Chiari. Tre anni dopo si sposano, e diventano genitori di Simone. Nel frattempo Alida diventa una vera e propria star. Nel 78 è perfetta nel ruolo di Rosetta, la protagonista femminile di Rugantino, accanto ad Enrico Montesano. Sempre in quell'anno, si concede ad un rito praticamente inevitabile, per le star dell'epoca: il servizio fotografico su Playboy, che, ovviamente, fa scalpore.
Nel 79 interpreta Rossana, nel "Cyrano", accanto a Domenico Modugno, altro grande successo a teatro. E poi lo spettacolo diventato un vero fenomeno di costume, "Aggiungi un posto a tavola" con Johnny Dorelli del 1990.
Pippo e Alida si incontrano verso la metà degli anni 80. Il matrimonio con Walter Chiari era finito nel 1981, e la Chelli, si lega a Rocky Agusta, il rampollo della famiglia di produttori di elicotteri.
Quando lei e Pippo si incontrano, lui è già un uomo di gran potere e fama. Nonostante ciò, riesce a tutelare la sua privacy, e quella della compagna. Di Alida non parlava mai in pubblico, e se si incrociavano in qualche occasione di lavoro, la trattava esattamente come le altre ospiti. Nonostante tutti sapessero della loro relazione, non esistono foto che li ritraggono in atteggiamenti affettuosi. Della vita privata di Baudo, le uniche foto che esistono, sono quelle che lo ritraggono accanto a Katia Ricciarelli.
La storia tra Alida e Pippo, dura 7 anni, e di loro non rimane che un video del Sanremo del 1984, quando lui è direttore artistico e presentatore, e lei partecipa come ospite con il brano "Doppio senso, doppio amore".
Alida si dedica poi a cinema e televisione, fino a quando una grave malattia, la costringe ad abbandonare il mondo dello spettacolo.
Nel 2012, Alida ci lascia a causa di un cancro.
Dopo la fine della loro storia, Baudo, nonostante la sua riservatezza, riguardo la sfera personale, parla con grande tenerezza di Alida. E lo fa anche il giorno della morte della Chelli, con queste parole: "Ha combattuto moltissimo, non si piaceva più, e non voleva più farsi vedere. Ci sentivamo spesso al telefono. Chissà, forse alla fine, per lei la morte è stata una liberazione".
Ora che anche Pippo non c'è più, non sapremo mai, perché quella storia sia finita, trasformandosi però in una tenera amicizia.
Mi piaceva parlare di Alida Chelli, e mi sono fatto una domanda proprio quando è mancato Baudo.
Abbiamo letto decine di dichiarazioni, spesso fuori luogo e inopportune, in un momento che merita solo sincero rispetto.
La domanda è: Ma se Alida Chelli fosse stata ancora tra noi, avrebbe fatto dichiarazioni a destra e a manca, come abbiamo visto e letto?
Io credo che avrebbe usato il silenzio come omaggio al suo Pippo.
Una vera signora in un corpo da diva.
Daniele Lorenzetti