Pupella Maggio, un’attrice che ha avuto la recitazione nel sangue, e che ha dimostrato che si può essere grandi anche senza scuole. La recitazione è un’arte naturale che può essere affinata, ma non insegnata!
Ognuno di noi nasce con un destino ben definito. Il suo è stato quello di essere attrice, da sempre, da quando, ad appena 2 anni, si ritrova su un palcoscenico, per rappresentare "La pupa movibile" di Eduardo Scarpetta. Per questo fu chiamata Pupella, la grande Pupella Maggio. Giustina, questo il suo vero nome, nasce a Napoli nel 1910, in una famiglia di artisti piuttosto numerosa. I genitori erano 2 attori teatrali, e attori, sono pure i 6 fratelli, Icario, Rosalia, Dante, Beniamino, Enzo e Margherita. Pupella lascia la scuola dopo la seconda elementare, per recitare nella compagnia del padre, che all'epoca, riscuoteva grande successo con la sceneggiata napoletana. Negli anni 40, dopo la morte dei genitori, decide di abbandonare le scene a la sua Napoli, per trasferirsi a Roma, dove si dedica all'attività di modista. Siamo in piena guerra, e il nascondere alcuni amici ebrei, costringono la nostra Pupella, a lasciare la capitale per trasferirsi a Terni. Qui trova lavoro in acciaieria, dove si occupa di curare le regie teatrali per il dopolavoro. L'aver nascosto gli ebrei, non la rende una donna libera, ed è costretta a spostarsi in diverse città, finché non raggiunge la sorella Rosalia a Milano. Nel capoluogo lombardo, decide di tornare a recitare, e lo fa in una compagnia di rivista accanto a Remigio Paone, Carlo Croccolo, Dolores Palumbo. Ma lo spirito da girovaga, la riporta a Napoli, dove entra in contatto con il grande Eduardo. Nel 54 entra nella famosa "Scarpettiana", la compagnia creata da De Filippo, per portare in scena le opere di Scarpetta. La primadonna della compagnia era Titina De Filippo, ma la sua prematura scomparsa, fa sì che venga sostituita proprio da Pupella, che inizia ad ottenere il successo che merita. Pupella Maggio, è stata una memorabile Filumena nel capolavoro di Eduardo, scritto proprio per Titina, (Filumena Marturano) e un altrettanta strepitosa Concetta, in "Natale in casa Cupiello". Il 59 è l'anno della consacrazione come primadonna per Pupella. A teatro è Rosa, la protagonista di "Sabato domenica e lunedì ", scritta proprio per lei da Eduardo. Quel ruolo le fa vincere la "Maschera d'oro", il "premio San Genesio", e il "premio Nettuno". Nonostante questi successi i rapporti tra Pupella ed Eduardo cominciano ad incrinarsi, e le loro strade si separano. Nel 60, viene diretta da Luchino Visconti ne "L'Arialda", di Giovanni Testori. Nonostante Pupella iniziò a fare cinema nel 47, la vera carriera sul grande schermo inizia nel 60, quando viene diretta da De Sica, Comencini, Nanni Loy e dal grande John Houston, e i film sono "La ciociara", "Le 4 giornate di Napoli", "La Bibbia". Nel 69 vince il Nastro d'argento, per il ruolo della prima paziente di Alberto Sordi, ne "Il medico della mutua " di Luigi Zampa. Contemporaneamente torna al teatro diretta ancora da Eduardo, e da Peppino Patroni Griffi, in "Napoli notte e giorno" su testi di Viviani, e "In memoria di una signora amica" scritto per lei. Nel 73, è tra gli interpreti di "Amarcord", il film premio Oscar di Fellini, dove interpreta la madre del protagonista. Pupella non abbandonerà mai il teatro, infatti nel 77, è ancora accanto a Eduardo, per la versione televisiva di "Natale in casa Cupiello", dimostrando un talento all'apice della sua maturità artistica. Le viene offerta la possibilità di interpretare "La madre" di Brecht, un personaggio che grazie alla sua interpretazione, diventa "mater", sia napoletana che universale. Nel 1981, è ancora a teatro, accanto all'amico di sempre Pietro De Vico, nello spettacolo "Farsa". Nel 1983, si trasferisce nuovamente a Roma, ed insieme ai fratelli Rosalia e Beniamino, porta in scena "...na sera...e maggio", che fa ottenere loro il premio della critica italiana, per la stagione 82/83. Fu poi la volta dell'Amleto di Shakespeare e Aspettando Godot di Samuel Beckett. È il 1988, quando è nel cast del film di Tornatore, "Nuovo cinema paradiso ", dove è la madre anziana del protagonista. Il film quell’anno vince l'Oscar. Nel 90, è diretta da Lina Wertmuller, nella versione cinematografica di "Sabato domenica e lunedì", accanto a Sophia Loren e Luca De Filippo. Nel 97, Pupella scrive il romanzo autobiografico "Poca luce in tanto spazio". Pupella Maggio ci lascia a dicembre del 1999, all'età di 89 anni. Chi l'ha conosciuta ha detto di lei: “Pupella era attrice moderna, antinaturale, astratta”. Nemmeno lei sapeva quanto fosse brava.
Daniele Lorenzetti