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Nonostante gli anni trascorsi il personaggio di Peppone e di Maigret, con interpretazioni mai eguagliate.

peppone e don camilloLo scorso sabato sera, nella guerra di ascolti tra lo show di Carlo Conti su RAI uno, e Amici su Canale 5, il podio lo ha meritatamente conquistato un film del 1953, già trasmesso decine e decine di volte, "Il ritorno di Don Camillo", secondo capitolo di una fortunatissima saga. I due interpreti sono Fernandel e Gino Cervi che dà il volto al sindaco Peppone. 

Gino Cervi è, senza dubbio, uno dei più bravi e amati attori italiani, questo grazie ad una grande presenza scenica, unita ad una indubbia capacità recitativa, che lo hanno visto trionfare a teatro, a cinema ed in televisione. 

Gino Cervi nasce a Bologna nel 1901, ed è figlio di Antonio, critico teatrale de "Il resto del Carlino", ed è grazie a lui, che nasce la sua passione per il palcoscenico fin dalla tenera età. Questa passione unita al bell'aspetto fisico, e a modi raffinati e signorili, lo vedono debuttare in giovane età come filodrammatico. Il debutto ufficiale avviene nel 1924, accanto ad Alda Borelli, nel dramma "La vergine folle". L'anno successivo è chiamato da Luigi Pirandello, che lo vuole come attor giovane nella sua compagnia, accanto a Marta Abba, Lamberto Picasso, Ruggero Ruggeri. Tra le opere interpretate da Cervi nella compagnia Pirandello ricordiamo i "Sei personaggi in cerca d'autore", portato in scena con successo anche a Parigi, Londra, Basilea e Berlino. Il successo per il giovane Cervi è notevole, tanto che nel giro di pochi anni, si trova a recitare nelle più importanti compagnie teatrali, fino a diventare primo attore nella "Tofano - Maltagliati". Con la sua voce profonda, Gino Cervi diventa il perfetto interprete di Goldoni, Sofocle, Dostoevskij, e soprattutto Shakespeare. Resta memorabile una sua interpretazione dell'Otello. (è sua anche la voce di Laurence Olivier nella trasposizione cinematografica di Amleto). Nel 38, accanto alla bella e brava Andreina Pagnani, Paolo Stoppa e Rina Morelli, costituisce la compagnia del Teatro Eliseo di Roma, e l'anno dopo Cervi ne assume la direzione. Cervi nella sua carriera, porta in scena tantissimi personaggi, sia drammatici che brillanti, ma uno in particolare lo lega inevitabilmente alla storia del teatro ed è "Il cardinale Lambertini". L'opera di Alfredo Testoni, è il vero cavallo di battaglia per l'attore, che lo vede a teatro nel 54, poi al cinema con la regia di Giorgio Pastina e infine in tv nel 1963. E se l'esordio in teatro di Cervi risale al 1924, bisogna aspettare il 34 per vederlo al cinema. Il suo primo film

è "Frontiere", diretto da Cesare Meano, ma sarà Alessandro Blasetti, che lo dirige in diverse pellicole, che lo fanno diventare uno degli attori più amati dell'epoca. "Ettore Fieramosca" del 38, "Un'avventura di Salvator Rosa del 39, "La corona di ferro" del 41, sono veri e propri successi popolari, e nei sondaggi dell'epoca, Cervi divide lo scettro di attore più amato con Amedeo Nazzari. Ed è sempre Blasetti che lo dirige, nel 42, in un film che è un piccolo capolavoro, "4 passi tra le nuvole". Questo film è considerato un precursore del neorealismo, e Gino Cervi ancora una volta convince con la sua recitazione. (Il film ha avuto anche una versione hollywoodiana, "(Il profumo del mosto selvatico"). Negli anni 50, Gino Cervi ha uno straordinario successo interpretando Peppone, nella fortunata serie "Don Camillo", nato dalla penna di Giovanni Guareschi. I film sono 5, e sui set nasce una bella amicizia con l'altro interprete, Fernandel, il mitico Don Camillo. Il successo dei film del mitico prete di Brescello è veramente senza precedenti, e lo dimostrano i dati auditel ad ogni passaggio televisivo. La grandezza di un attore, è anche la capacità di interpretare personaggi drammatici, brillanti ed anche comici, riuscendo ad essere sempre convincente. E Cervi riesce a passare dal genere drammatico al brillante, risultando sempre convincente. E negli anni 60, lo troviamo protagonista di pellicole come "Il coraggio", accanto a Totò, "Guardia, Guardia scelta, Brigadiere e maresciallo", con Fabrizi, Manfredi, Sordi, De Filippo, "Gli anni ruggenti ", "Gli onorevoli". Una delle sue più belle interpretazioni è quella del gerarca fascista, ne "La lunga notte del 43", di Florestano Vancini" del 60. Nel film Cervi incarna con straordinaria bravura la figura inquietante di "Sciagura", torbido gerarca pronto a cambiare vita ed atteggiamento alla caduta del regime. 

E se Gino Cervi a teatro è il cardinale Lambertini, al cinema è Peppone, in televisione è, soprattutto, il commissario Maigret. L'attore ha interpretato il personaggio, creato da Geoeges Simenon, dal 1964 al 1972. Furono lo scrittore Dino Fabbri, e l'allora funzionario Andrea Camilleri, ad avere l'intuizione di portare sul piccolo schermo, le inchieste di Maigret, affidando la regia a Mario Landi, già artefice del successo del "tenente Sheridan". E fu il regista a proporre proprio Gino Cervi (decisione più che azzeccata). Accanto a Cervi troviamo Andreina Pagnani, che si dimostra ancora una volta sua ottima partner. La serie è di enorme successo, al punto di essere replicata e messa in vendita, prima in VHS e poi in DVD. Lo stesso Simenon, considera quella del nostro Cervi, una tra le migliori interpretazioni del suo personaggio. E come tanti colleghi, anche il grande Gino Cervi, è stato protagonista di alcuni caroselli. Chi ha un po' di anni come me, sicuramente ricorda quella pubblicità che diceva: "Vecchia Romagna etichetta nera, il brandy che crea un'atmosfera" (slogan creato da quel genio di Marcello Marchesi).

Con la sua bella voce calda, Cervi ha doppiato attori del calibro di Orson Welles, Laurence Olivier, Charles Boyer, Clark Gable, Alec Guinness e molti altri. Nel 28, Gino conosce a teatro l'attrice Nini Gordini, che diventa sua moglie. Dal matrimonio nasce Antonio, detto Tonino, bravo regista e produttore cinematografico e padre dell'attrice Valentina. Nel 72, Gino Cervi decide di abbandonare il mondo dello spettacolo, e 2 anni dopo ci lascia dopo una lunga malattia. Ma come tutti gli attori, anche Gino rivive grazie ai suoi film. E se sabato sera, abbiamo bisogno di una certezza, sappiamo che c'è Peppone...per fortuna. 

Daniele Lorenzetti 

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

Credits: 
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web 

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