corpo 10 settimanale online

Un altro show, la cui retorica narrativa è molto simile, ad una comunità di recupero della celebrità perduta.

angela melillocarmen russoMatilde brandi esordiIl 12 marzo 1974, debutta sul primo canale della RAI lo show Milleluci, ancora oggi considerato l'apoteosi e l'emblema del varietà televisivo, risultando uno dei programmi più famosi e di successo della TV italiana. Padrone di casa due veri miti, Mina e Raffaella Carrà, che nelle 8 puntate, affrontano e celebrano diversi generi di spettacolo, ospitando puntata dopo puntata personaggi di prima grandezza. Ma perché ancora oggi, amiamo ogni piccolo momento di questo show? Sicuramente Mina e la Carrà, sono le due principali artefici di questo successo, ma tutto lo staff è di tutto rispetto. La mente di tutto ciò è il grande Antonello Falqui, qui affiancato da Roberto Lerici, e poi il coreografo Gino Landi, il costumista Corrado Colabucci con le magistrali musiche di Gianni Ferrio. Insomma i giusti elementi per uno spettacolo perfetto. Ma perché mi è venuta voglia di ricordare Milleluci? Perché lo scorso sabato, ha debuttato su RAI uno, in prima serata, il nuovo show di Carlo Conti dal titolo "Ne vedremo delle belle". Il programma si presenta come una sorta di gara/talent, tra alcune "showgirls", che si sfidano in gare di canto, ballo, interviste, musical e photo story. Alle partecipanti è stato chiesto di definirsi con un aggettivo, e qui si è assistito ad una “fiera delle banalità”, peggio che alle selezioni di miss Italia! Le 10 partecipanti hanno tutte un passato televisivo, non raggiungendo mai, in realtà lo status di vera soubrette, come lo si intende nel linguaggio televisivo. La soubrette per antonomasia è prima attrice, ballerina e cantante in uno spettacolo di varietà (questo è ciò che afferma la più prestigiosa enciclopedia italiana). E come soubrette, degne di questo nome, possiamo citare Delia Scala, Sandra Mondaini, Raffaella Carra`, Loretta Goggi. Alcune protagoniste dello show di Conti vengono dal Bagaglino, ma una volta uscite dal Salone Margherita, non hanno più avuto palcoscenici altrettanto prestigiosi, ritrovandole per lo più in reality show. Il più prestigioso critico televisivo italiano, dice del programma: "Si potrebbe recensire senza la fatica di guardarlo, tanto è tutto è scontato, prevedibile, banale. Questo a causa della scelta del cast, l'assenza di idee, la trascuratezza generale”. Il web si è scatenato parlando di "cast imbarazzante", idee vecchie da far sembrare tutto ciò un brutto mix tra "Tale e quale", "Ora o mai più", "Ballando con le stelle". E quando una delle concorrenti, anche lei, orfana del Bagaglino, guardando una foto ha confuso Garibaldi con Giuseppe Verdi (ha detto che la barba l'ha fatta confondere) ci siamo ritrovati in pieno "La pupa e il secchione". A queste ex stelle, vorrei ricordare che la grande Raffaella Carrà, ha passato la vita a studiare. E quando ha dato vita al mitico "Pronto Raffaella", studiava in maniera quasi maniacale, le vite dei personaggi ospiti sul suo divano. Questo è, a parer mio, uno degli elementi che l'hanno resa indimenticabile. Purtroppo la narrazione del programma, costantemente rivolta al passato non credo sia positiva, specialmente per il primo canale della TV pubblica, che dovrebbe guardare al futuro. Con la presenza di Valeria Marini e Pamela Prati, e la loro presunta rivalità, qualcuno ha parlato di "Eva contro Eva", ignorando che il film vincitore di diversi Oscar vedeva contrapposte l'immensa Bette Davis e la bravissima Anne Baxter...e non aggiungo altro. E mentre andava in onda "Ne vedremo delle belle " (o belve come ha rimarcato il giurato De Sica), su canale 5 esordiva il serale di "Amici". E facendo zapping si poteva assistere alle esibizioni di veri giovani talenti.

Ma davvero questa Rai è così priva di idee? E lo spettatore non si meriterebbe qualcosa di meglio dalla rete ammiraglia?

Ai posteri, e all'auditel, l'ardua sentenza!

Daniele Lorenzetti 

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

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