Il regista Vito Molinari, una leggenda del piccolo schermo, che ha diretto più di 2000 programmi.
Il regista era nato a Sestri Levante in provincia di Genova. Nel 1929 da studente, fonda il C.U.T. (Centro universitario teatrale) nel capoluogo ligure, dove ha modo di cimentarsi sia nella recitazione, che nella regia. Nel 53, è tra i pionieri del periodo sperimentale della televisione, ed è proprio lui a dirigere la trasmissione inaugurale il 3 gennaio 1954, data ufficiale dell'inizio delle trasmissioni. Nella lunghissima carriera, Vito Molinari arriva a dirigere più di 2000 trasmissioni, spaziando tra diversi generi, trasmissioni di cui spesso ne è anche l'autore. Se diamo un'occhiata ai varietà da lui diretti, possiamo affermare che Molinari ha firmato spettacoli, che fanno parte di diritto alla storia del piccolo schermo. Portano la sua firma i primi due festival di Sanremo, trasmessi in TV (1955 e 1956), il fortunatissimo "Un due tre", con Tognazzi e Vianello, (indice di gradimento 85%) che dopo 6 seguitissime stagioni, è sospeso a causa della parodia della caduta del presidente Gronchi alla Scala. E poi lo show musicale "Musica alla ribalta", che il critico Aldo Grasso, riconosce come “vero primo varietà”, che apre la strada ai grandi spettacoli del sabato sera. Chi non è più giovane, e chi ama la vecchia televisione, sicuramente ricorderà "L'amico del giaguaro", "La via del successo", "Il tappabuchi", "La trottola", con personaggi come Gino Bramieri, Walter Chiari, Corrado, Sandra Mondaini, tanto per citarne alcuni. Questi grandi varietà ospitavano artisti internazionali come Josephine Baker, Caterina Valente, Juliette Greco, Jane Mainsfield, Marlene Dietrich, e le stelle di casa nostra come Mina, Caterina Caselli, Patty Pravo, Lucio Dalla. Vito Molinari nelle sue trasmissioni, ha lanciato comici che poi hanno avuto grande popolarità, come Paolo Villaggio, Enrico Montesano, Cochi e Renato, Oreste Lionello, Gianfranco Funari. Molinari è stato un regista poliedrico, e molto versatile, che è riuscito a passare dalla prosa televisiva, ai varietà del sabato sera, dalla prosa drammatica, al teatro comico. Ma c'è un genere, da lui molto amato, e che lo ha contraddistinto particolarmente, l'operetta. Molinari ha diretto le operette più famose in teatro, e nei primi anni 70, è riuscito ad adattarne alcune per la televisione, con grande successo. Gli italiani hanno apprezzato "Nono Nanette" e "Acqua cheta", con interpreti come Ave Ninchi, Gianrico Tedeschi, Elisabetta Viviani, Nada, Renzo Montagnani. È veramente difficile raccontare, tutto ciò che Vito Molinari ha scritto e diretto per il teatro e la televisione. Merita però di essere raccontato, il rapporto che il regista aveva con la censura. In un'intervista, il regista ha raccontato di quanto fosse bigotta, la televisione ai suoi esordi. Bigotta, ma destinata a crescere. Il dominio democristiano, risultava quasi asfissiante per chi faceva televisione. I programmi andavano tutti in diretta, per cui risultava molto difficile, riuscire a far sì, che non scappasse qualche battuta di troppo, o qualche gesto non particolarmente gradito. Molinari è sempre stato nel mirino della censura RAI, a causa dei fianchi e delle scollature della bella Abbe Lane, le gambe di Franca Rame, gli occhi spirituali nei primi piani a Lucio Dalla, i movimenti un po' troppo provocatori di Patty Pravo. Dario Fo e Franca Rame, furono costretti ad abbandonare la condizione di Canzonissima 1962, diretta da Molinari, per alcune battute non gradite a certi politici. E le gambe di Franca Rame, ree di poter turbare i sogni dei maschi italiani, furono addirittura al centro di un'interpellanza parlamentare. La censura, ha di fatto limitato quella che era la creatività di chi faceva spettacolo, e lo faceva in maniera intelligente. Molinari, sempre in quell'intervista, racconta un episodio non strettamente legato a lui, ma che spiega quanto potesse essere ridicola la censura, e quanti danni possa aver provocato. Nel 1967, il complesso I Nomadi, pubblicano la canzone "Dio è morto". Ovviamente la censura, fa sì che la tv e la radio di stato, non passino mai la canzone. Paradossalmente, sarà radio Vaticana a trasmettere la canzone. In realtà, questa cosa ha un legame con la vita del nostro regista. Quando Molinari compie 90, anni chiede ai vertici RAI, una sala dove poter festeggiare l'evento, (cosa più che doverosa per il primo regista del piccolo schermo), ma gli fu risposto, che non sarebbe stato possibile accontentarlo, perché in azienda non c'era questa convenzione!!!!!! È stata l'emittente vaticana, invece a proporre una loro location, dove Molinari ha avuto i giusti festeggiamenti. Il regista nella lunghissima carriera, ha ricevuto tantissimi premi e riconoscimenti, e ha fatto sì che la RAI, potesse diventare una televisione di qualità. Ma quando è mancato, la TV di stato non lo ha ricordato, come avrebbe giustamente meritato. Lui, Vito Molinari, il regista che ci ha aperto la porta della televisione, quel lontano 3 gennaio 1954, facendo ridere, sognare, commuovere milioni di telespettatori. Una vera leggenda della TV.
Daniele Lorenzetti