Paolo Poli, un grande attore, scrittore, e mimo e qunto di più si può avere in un artista.
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Il personaggio di cui vi voglio parlare oggi faccio fatica a definirlo semplicemente attore perché la sua arte va oltre il semplice recitare, spaziando dalla drammaturgia alla regia, dal canto alla creazione di costumi. Lui è Paolo Poli. Paolo nasce a Firenze da padre carabiniere e madre maestra. Dopo aver conseguito la laurea in letteratura francese all'università di Firenze per un breve periodo si dedica all'insegnamento e parallelamente comincia a recitare in piccoli teatri. Già in questi spettacoli emerge la sua pungente ironia, il suo istrionismo è i colti giochi linguistici. Tutte caratteristiche che lo accompagneranno per tutta la lunga carriera. Poli si è ben districato tra opere e personaggi attinto fin dal Medioevo dando loro una modernità spesso presentandoli in chiave parodistica. Lui gioca con apparente leggerezza quando è sul palcoscenico. Una sua caratteristica è sicuramente quella di proporsi "e travesti" diventando ad esempio "Rita da Cascia", "Carolina Invernizio" e "la vispa Teresa". All'inizio carriera per recitare ne "Le beffe del Decamerone", si esercita in vertiginosi cambi d'abito e personaggi emulando Regoli un famoso trasformista del passato. Questa tecnica è un'altra costante del suo repertorio. Non solo il teatro ma anche la neonata tv offre a Paolo l'ennesimo palcoscenico per mostrare la sua arte. Indimenticabili gli sketch accanto a Sandra Mondaini a Canzonissima rappresentando due ragazzini irresistibili e petulante, Filiberto e Arabella. Oppure Milleluci accanto a Mina, lei soldato e lui soubrette in un'armosfera da Café chantant. I suoi personaggi femminili non sono mai macchiettistici ma vere interpretazioni dove riesce a dare il meglio di sé. Paolo Poli non ha mai nascosto la sua omosessualità anche in tempi in cui non era così facile dichiararlo, ma a differenza di altri noti personaggi non ha mai fatto dichiarazioni, ad esempio, sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. Questo non per vigliaccheria o altro ma semplicemente, come ha dichiarato, non credendo nel matrimonio a prescindere, l'importante era la libertà di vivere la propria vita, senza gabbie o etichette. Credo che Gianluca Gori/Drusilla Foer sia da sempre ammiratore dell'artista e dell'uomo Paolo Poli e Drusilla sia l'inevitabile erede di uno dei 1000 personaggi di Paolo. In abiti femminili Poli dava il meglio di sé con una naturalezza che gli permetteva di toccare vette molto alte che però si ridimensionano quando torna in abiti maschili. La sua arte è innegabile ma non sempre è capita e certi suoi lavori sono spesso censurati. Il suo "Santa Rita da Cascia" del 1967 provoca non pochi problemi e addirittura un'interpellanza parlamentare da parte del futuro presidente Oscar Luigi Scalfaro. L'effetto sarà un ulteriore grande successo grazie proprio al tam tam mediatico. Se teatro e televisione lo vedono protagonista di successo non si può dire altrettanto del cinema dove i non molti film interpretati sono all'altezza del suo talento. Paolo Poli ha una sorella, Lucia, pure lei talentuosa attrice. Il mix di bravura, ironia e capacità di affabulazione sono l'eredità che Paolo Poli ha lasciato, di diritto, al teatro italiano.Direttore Editoriale
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Credits:
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web